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Listing All Entries in Piccio's Dizionario veneziano-italiano


Aa? che? - che cosa? come?
Ah sģ?! - (interrog. od afferm.) davvero?!
A baucon - v. baucar e baucon.
A bel. belo - a bell'agio, piano, piano, lemme lemme.
A boae - v. a burci.
A boconi - a quarti, a tochi - a brandelli, in pezzi, a brani, a rotoli, - fig: in miseria, in rovina.
A bota calda - subito, sull'istante.
A brazzacolo - abbraccioni (butarse a) - gettare il braccio al collo ad alcuno.
A burci, a palae, a ufe, a boae - a bizzeffe, a josa, in gran quantitą.
A busi - bucherato, bucherellato, traforato, bucato.
A cao (vegnir a) - a capo, alla fine (venire a) - suppurare.
A cavalo del fosso - v. cavalo.
A cavaloto - v. cavaloto.
A cavei - v. a burci.
A chi se vede (zogar) - v. scondariole.
A cico - appena, appena; a stento.
A contraria - v. andar.
A coo (meter) - v. coo.
A corando (volg.) - correndo, subitamente, di corsa.
A crepa panza - a crepapelle.
A cusso! - alla cuccia! (esprime un'intimazione al cane).
A dretura - addirittura, immediatamente.
A drio - v. drio.
A fondi - v. fondo.
A forza de far - facendo e rifacendo; a furia di, senza intermissione di, coll'esercizio ripetuto, colla pratica, insistendo.
A fregole o in fregole - v. a boconi.
A gato gnao - carponi, brancicone.
A la babalą - alla groasa, alla carlona.
A la bela - (mandar a la) v. bela e a remengo.
A la bona de dio - v. a la babalą.
A la pił desparada - nella peggior ipotesi, in caso disperato.
A la sorda, a la muta - quatto quatto, catellon, catelloni.
A la va lą che ti va ben - v. a la babalą.
A maca o a ufo - a squacchera, a scrocchio, a bertolotto, a scapaccioni, a scappellotto, gratis.
A marteleto - pieno, stivato, colmo.

2
A mea - v. mea.
A mena deo - v. deo.
A meza boca (parlar) - sotto voce, quasi timidamente.
A orbon - a occhi chiusi, alla cieca.
A palae - v. a burci.
A palpon (avv.) - tentoni, a tentone, brancicone, brancolone.
A penoni (avv.) - a piedi nudi, scalzi.
A pianin o a pian pianin (avv.) - pian pianino, lemme lemme.
A picolon (avv.) - ciondolone, i; penzolone, i (avv.)
A pizzegheto (dar basi a) - v. baso.
A pizzego magnifico (avv.) - a spizzico, a spilluzzico, poco per volta.
A primo intro - di primo acchito.
A quarti - v. a boconi.
A rebalton - a rovescio, a soqquadro.
A remengo - ramingo, alla malora, a farsi friggere, in rovina, in perdizione. Preceduto da va, č un'esclamazione volgare, spesso scherzosa od un'invettiva "va, t'impicca ! - all'inferno !,,
A salton - saltellone, balzellone.
A sasseto - v. zogar.
A sbrindoli - a brandelli.
A sbrindolon - v. andar a.
A scondariola - v. zogar.
A scotadeo - a strappabecco - magnar a scotadeo - mangiare pur scottandosi le dita nel prendere il cibo in mano.
A sguazzo - a josa, a profusione, v. anche a burci.
A strangolon (magnar a) - mangiare coll'imbuto, a scappa e fuggģ, in fretta e furia - veggasi anche a scotadeo.
A strazza mercą - a prezzo ridottissimo.
A strozzo - indigrosso, alla carlona, alla rinfusa.
A taston - v. a palpon.
A tagio - a taglio - dar a tagio i meloni e le angurie - vender a taglio, al minuto
A tagio te lo dago a tagio - č un modello, me ne fo garante : rifer. spec. a persona di cui si puņ giudicare con certezza, (anche ironicamente).
A ti ! - a ti canela ! - guarda un po ! che ti pare? - interiezione ed interrogazione, di compiacenza o di dispiacere, secondo i casi.
A tochi e boconi - v. a boconi - ma pił intensivo.
A ufe - v. a burci.
Abassamento - basamento.
Abassamento de l'abito - balza, bigherino.
Abassamento dei muri d'una camera - basamento dipinto, ornamento che finisce alla base, da piede.
Abito - che pianze adosso - che non fa appariscenza.
Abito che va a tochi, che non tien ponto - abito sbrandellato
Abito a pontine - col lembo a punte
Abito da strapazzo. -
Abito da bon comando - usuale, comune.
Abito da festa - dei di festivi, domeniche.
Abito da luto - a gramaglia.
Abito da parada - da comparsa, da parata.
Abito fufigną - v. fufigną.
Abito in cresser - tagliato a crescenza.
Abito da pochi schei - di qualitą grossolana, di poco costo.
Abito lasco - v. abito in cresser.
Abito sbriso - v. sbriso.
Abito tirą o scaną - troppo attilato, stretto, allacciato al dorso.

3
Abito taconą - rappezzato, rattoppato.
Abito tarmą - tarlato, intignato
Acaną - rif. a pers. - oppresso, assiduo all'eccesso, quasi con accanimento, senza tregua.
Acorzerse - accorgersi.
Adasieto - adagino, lemme, lemme, esci. : adagio, Biagio ! Adagio a ma' passi !
Adese - Adige.
Adrio - v. drio.
Afano (de stomego) - v. stomego.
Afar - interesse, faccenda.
Afar scalognoso de geri - (v. scalogna) - di nessun conto.
Afar nervoso - male o disturbo causato dal sistema nervoso.
Afito - affitto, fģtto (cresser l') rincarare la pigione, (calar l') diminuire.
Afitual - affittaiuolo, inquilino.
Agio - agio (magnar l') - fig: rodersi dentro, rodere i chiavistelli, mordere il freno, la lingua, le mani.
Ago - ago, spillo.
Ago co la recia rota - scrunato.
Ago da cuser - da cucire.
Ago da pņmolo - spillo.
Ago da rede - da rete: agocchia.
Ago da saco - da bastiere.
Ago da testa - infilacappio.
Ago da spartir i cavei - discriminale, dirizzacrine.
Agostin (Sant') - S. Agostino, chiesa demolita vicina ai Frari, fondata nel 969.
Agraman - gallone traforato.
Agro (esser) - esser stucco e ristuco, arcistufo.
Aguazzo - rugiada, o guazza.
Ala del capčlo - v. capčlo.
Ala del figą - lobo del fegato.
Ala dela velada o del veladon - quarto o falda dell'abito - v. velada e veladon.
Ala del muro - lato di muro.
Alamaro - fermaglio-affibbiatura.
Albeo o pesso o pes - abete (tole de) tavole abetine.
Albio - truogolo per abbeverare gli animali, mangiatoia dei porci e delle galline.
Albizar - albeggiare.
Alboro da far legna - albero segaticcio.
Alboro de le barche - albero o antenna.
Alboro (pčsce) fragolino (cosģ detto dal suo colore) - Linn : sparus erythrynus - soprannome dato dai pescatori : medagiosa.
Alboro pagnesco - molto simile al precedente; detto dagli antichi "acarne,,.
Alboro storto - tortiglione d'albero.
Albuol - madia per impastare la farina bianca.
Albuol da bevar per le bestie - abbeveratoio.
Ale del finestrer - corni delle lunette.
Ale del naso - pinne.
Ale dei pesci - pinne.
Ale alzar le ale - v. alzar.
Ale sbassar le ale, - calarse, - smettere l'alterigia.
Alega - alga o aliga - lizero come l'alega.
Alegro - talvolta nel signif. di brillo,
Alipio - El me par S. Alipio ala colona - č duro, impalato come un piuolo (1)
Almorņ - Ermolao.
Alon - (franc. allons) esci. Presto! su via!
Altro - no ti xe bon da altro che da... - non sei da altro che da... non riesci ad altro che ad...
Altro peraltro! - perņ eh!
Altro co no ti ga altro!.. - se non hai altro !
Altro chč! (escl.) - altro !
Alzada de spala - spallucciata.
Alzar el comio o gomio, - alzare il gomito, cioncare, trincare.
Alzar la cresta, i foli, la coa, le ale - imbaldanzire.

4
Alzeta - v. filzeta.
Amalatą - malaticcio.
Amanzą - marezzato.
Amarizo - marezzo.
Amia - zia - cosģ sono chiamate talvolta benevolmente le maestre, direttrici ovvero sorveglianti di lavori, o donne anziane del popolo o di campagna.
Alteto o altoto - altino, piuttosto alto.
Ambizar - giuocare, per ambo, al lotto.
Ambroso - Ambrogio.
Amoler - susino.
Amolo - susina.
Amolo de franza - mirabella.
Amolo che amolo ! - che pezzo !
Amuer - chiamavasi il panno di seta massiccia, per lo pił ondeggiato.
Ana - Anna, Don Ana che spassiza per el portego - la fame si fa sentire - equivale a: la sbate.
Analisi (in ultima) - alla fin fine, alla fin dei conti, all'ultimo degli ultimi.
Anara - anitra.
Anara selvadega - selvatica, germano reale o maggioringo.
Anareta - (dim. del preced.) : anitrella.
Anareta - cosģ era e talvolta č ancora denominato un piccolissimo (bocaleto), recipiente di terra cotta inverniciato, destinato a contenere per poco l'acquavite o grappa messa in vendita in quella ridottissima quantitą.
Anaroto - anitrino.
Anca - anche.
Ancuo - oggi.
Ancuzene - incudine.
Anda - andatura, portamento, o andar (sost.) taglio, modo di camminare.
Anda conosser all'anda - giudicare al portamento, all'estro.
Anda aver o esser in anda da... - esser in voglia, in desiderio di... .
Andante - nel signif. di mediocre
Andar - (V. coniugaz. del verbo)
Andar a baucon - V. baucar^ e baucon
Andar a bel belo - v. a pianin
Andar a cafurlon - v. a remengo
Andar a contraria (de l'acqua) - contro corrente.
Andar a drio - v. drio.
Andar a fondi - v. fondo.
Andar a gatognao - v. a gatognao.
Andar a la romana - pagar ognuno la sua parte.
Andar a la sensa, ala Meco, - a le lunghe.
Andar a la testa el vin - inebriare v. bibiare.
Andar a le longhe - per la lunga v. piatolar. v. bibiar.
Andar a mogie - in molle.
Andar a orbon - brancone, brancicone, brancolone, alla cieca, a caso.
Andar a palpon - v. a palpon.
Andar a penoni - a piedi scalzi, nudi.
Andar a pianin - v. a pianin.
Andar a rebalton - v. a rebalton.
Andar a remengo - v. a remengo.
Andar a salton - v. a salton
Andar a san Micčl - al Camposanto.
Andar a sbrindolon - v. sbrendolar.
Andar drio el muro - rasentare il muro.
Andar a quel che dise uno - seguire i discorsi di qc.
Andar a seconda (de l'acqua) - seguire la corrente - v. anche andar a contraria.
Andar a tastoni - v. a palpon.
Andar a tombolon - cader stramazzoni a corpo morto - rotolone a gambe levate.
Andar a torzio - v. sbrindolon
Andar cinquantando - v. andar per la lunga perdendo il tempo.

5
Andar col baston - reggersi sul bastone. -
Andar co la crozzola - sulle stampelle.
Andar co la fiaca - v. bibiar.
Andar co la panza avanti o in zo - cader boccone.
Andar co la ponza in su - cadere supino.
Andar co le molesine - v. molesin.
Andar dalla grela alle bronze - dalla padella alle brage.
Andar de brenton - v. andar zo col...
Andar de brivada o ciapar la brivada. -
Andar de ficon o de longo - v. difilato, senza fermata.
Andar de mal - a male - decomporsi, accagliarsi (del latte)
Andar de oco - aver evacuazione o flusso di ventre.
Andar de petacio - appuntino.
Andar de rebalton - v. a rebalton.
Andar de rodolon - rotolone, v. anche andar a tombolon.
Andar de scampon - v. scampon.
Andar de so posta - di propria volontą, colle proprie gambe.
Andar de spron batuo - v. andar de longo.
Andar trasto in sentina - saltar di palo in frasca.
Andar de viola - far una cosa con fervore, con vivo piacere.
Andar el bocon per traverso - v. bocon.
Andar el sangue ala testa - mandare la stizza, i fumi al cervello.
Andar fora o zo dei bazari - uscire di squadra, di seminato, dei gangheri, dei termini, imbestialire, aver l'assillo.
Andar gobi o zoti - (fģg:) rimetterci, perderci in una facenda.
Andar in aseo (del vin) - infortire.
Andar in boca al lovo - cadere nella bocca del lupo, nell'altrui insidie.
Andar in bordelo - compromettersi, danneggiarsi presso terzi, in pubblico.
Andar in brodo del viole - v. brodo.
Andar in catocio - in gattabuia.
Andar in longo - v. andar a le longhe.
Andar in oca - in Emaus - smarrire a tratti la ragione.
Andar in sansarele, in sanse - v. andar de mal.
Andar in tochi o a tochi - v. a boconi.
Andar in volta - girare quą e la, v. anche andar a sbrindolon.
Andar per le scoasse - in sovrabbondanza.
Andar per sora - rigurgitare, traboccare (dei liquidi).
Andar per tresso - di traverso, dicesi anche del cibo quando si annoda nell'esofago.
Andar sbusa - v. sbusa.
Andar scotolando (rifer. a donne) - andar gironi, v. anche andar a sbrindolon.
Andar sui ventoli, o esser messi sui ventoli - sulle roste, in berlina.
Andar tuti in un'aqua - v. aqua.
Andar via coi anzoleti - sonnecchiare.
Andar via cola testa o atorsio - vagellare, smarrirsi del capo.
Andar via cola luna - esser lunatico, variabile.
Andar via duro duro - come un piuolo, impettito, pettoruto.
Andar via in bona - andarsene in pace, in relazioni cordiali.
Andar in colera - andarsene adirati.
Andar in pressa - in fretta.
Andar zo o torse zo de strada - deviare dalla strada gią tenuta.
Andar zo a tombolon - v. andar a tombolon.
Andar zo col brenton - perdere le staffe, sfogare l'ira, la collera.
Andemo gią ! - andiamo via !
Andemo e che la vada! - e passi!
Andar fora dei bazari o andar zo co fa Ciara mata (2) - v. aria montare in furore.
Andar zo dei calcagni - perdere ogni simpatia e stima verso persone.

6
Andarghene fora - v. fora.
Andio - andito, androne se luogo a pian terreno, atrio.
Andriana - Adriana.
Andrian - Adriano.
Anema del boton - anima del bottone, fondello.
Anema de folo - sgherro.
Anema del lumin - luminello.
Anema butar fora l'anema - sfiatarsi, vomitare, morire.
Anema Dio ghe daga ben ala so anema ! - Che Dio lo benedica ! (anche iron.)
Anema secar l'anema - rompere le scatole, dar noia, fastidio.
Anesi - anice.
Anesin - anecino.
Anguela - (pesce) latterino. (atherina).
Anguria - anguria, cocomero.
Anguriara - cocomeraio, campo d'angurie, di cocomeri.
Angusigola (pesce) - aguglia.
Ani anorum - molti anni (per o da)
Ano (st'alfcro) - l'anno venturo.
Antian - tegame.
Anzin - uncino, rampino, appicagnolo.
Anzin da bestie - randello.
Anzin da tacarse (fig:) - appiglio, pretesto.
Anzola, Zanze - Angela.
Anzolo - Angelo.
Apetito - che el Signor te conserva la vita, perchč l'apetito no te manca - modo popolare equivale a : ti xe una bona posada, sei un forte mangiatore.
Apio (pomo) - melo appio, (apium graveolens).
Apio (bibita de) - melappio (decotto dolce).
Aponal (Sant') - S. Apollinare - chiesa in parrocchia di S. Silvestro, eretta nel 1076.
Aqua alta - colma, alta marea.
Aqua magra (magra de) - magra d'acqua.
Aqua meschizza - salmastra.
Aqua rasa - essenza di trementina.
Aqua sporca dopo aver lavą - risciacquatura.
Aqua tivia o copada - tiepida.
Aqua e late (baracon da) - v. baracon.
Aqua el ghe porta l'aqua cole recie - v. portar.
Aqua spander aqua - mingere.
Aqua quel de l'aqua - acquaiolo
Aqua andar o esser tuto in un'aqua - grondante di sudore.
Aquassa - mare rigonfio prima del vento, empifondo, acqua alta.
Ara (nel signif. di :) - aia.
Are - v. vardč
Arente o darente - vicino, davvicino.
Arente vaghe arente se ti xe bon ! - avvicinati se ti basta l'animo !
Arfiar - fiatare alitare.
Ari - no dir ari, ne stari - non preavvertire ; ad un tratto.
Aria - andar in ... - montar sulle furie, in bica.
Aria aver de l' - darsi l'aria.
Aria ciapar l' - respirare all'aperto, aria buona, ossigenata.
Aria tagiar l'... - beverghene un cicheto, un bicerin - bere un bicchierino d'acquavite.
Ariazza o ariata - ariaccia, brezzone, brezzolone.
Arlevar - ala casalina - v. casalin.
Arlotti - cosģ si denominavano le maniche amplissime delle vesti, che giungevano fino a terra.
Armadura - sostegno, impalcatura, o palco su cui stanno i muratori per lavorare intorno ad una fabbrica; bertesca.
Armareto - armadino.
Armaron - armadione.
Armaron da muro - in muro.
Armelin (frutto) - albicocca comune o meliaca o umiliaca.
Armeliner (pianta) - albicocco comune o meliaco, o umiliaco.

7
Armer - armadio.
Armer da vestiti - cassettone.
Armizar - armeggiare.
Armonica (sost.) o remonica (metat: volg:) - fisarmonica.
Arnaso - vaso da vino; tino.
Arpegar - erpicare.
Arpegon - erpice.
Arpese - v. arpegon.
Arsą - arso.
Arsadin - arsiccio.
Arsar o arsegar - arsicciare abbrucciacchiare.
Arzente vivo (detto di fanciullo irrequieto) - frugolo, fistolo, nabisso, v. anche rebegolo. bisato, buleghin e tarantola.
Arsilio - legno da trasporto, da guerra, del sec. X - corpo sguernito d'un bastimento.
Articioco - carciofo.
Articioco fondo de... - girello di...
Asenada (far un') - usar villania, scortesia.
Aseo - aceto.
Aseo andar in - v. andar.
Aseo meter in - acconciare, metter sott'aceto - v. anche saor.
Aseo! (esclam.) - cancheri, zucche fritte!
Asią (pesce) - specie di squalo ; plagiostoma ben noto. I pił grandi si chiamano arquilą, le femmine grosse o pregne: smoche - porta lo stesso nome degli acanthias.
Asin (formagio) - cacio di latte d'asina.
Asme - azzimelle.
Assae - assai.
Assae ghe vol? - ci vuol tanto?
Asseto (far) - accogliere cordialmente.
Asta - bell'asta de dona o de omo - bella tacca, d'alta statura.
Asta da pope - ruota di poppa, v. pope.
Asta da prova - ruota di prora v. prova.
Astese - astaco marino (homarus vulgaris).
Atorno - intorno.
Atorno menar - ingannare, raggirare.
Atorno meterse atorno el magnar - v. magnar e meter.
Atorno darse le man atorno - v. man.
Atorsio - v. andar e menar.
Auditor - magistrato, giudicante della veneta Republica.
Ava - ape.
Avanti - avanti che i me ciapi ghe vorą un bel toco - prima che mi raggiunga avrai da sudare.
Avanzaure - rimasugli, rifiuti.
Avanzadelo o avanzadin - attempatello, (rifer. ad etą).
Aver - v. coniugazione Verbo.
Aver de l'aria - v. aria.
Aver el baticuor - v. cuor.
Aver el porcheto - aver il mellone, esser ultimo nella gara.
Aver el rebegolo adosso - v. rebegolo.
Aver el trato al zogo - avere la mano nel giuoco.
Aver fufa - provar paura.
Aver gnuca - v. gnuca.
Aver i corni per tresso - v. smara.
Aver i oci fodrai de parsuto - avere le traveggole, vederci poco.
Aver la panza voda - esser digiuno.
Aver la smara, la luna - v. smara.
Aver muso, cuor, stomego de far una cosa, - v. stomego.
Aver sul stomego - v. stomego.
Aver tanti ani sul ēesto, sula goba - contar molti anni di etą.
Avertaura - apertura.
Avertaura dela camisa - sparato, per lo pił anteriore, della camicia e delle vesti - scollo id. specialmente (per la donna).
Averzer - v. verzer.
Aveta o veta - de filo gugliata o agugliata di accia o di refe v. assa.

8
Avogador - Procuratore. Magistratura della Repubbl. Ven. istituita nel 861 composta di 3 patrizi scelti dal Senato per giudicare e per eseguire cause criminali e civili dei vari tribunali : essi custodivano il libro d'oro.
Avogaria - ufficio degli avogadori.
B -
Babai - volg : pidocchi.
Babalą - v. a la.
Babalon - babalone babalucco, scioccone, trascurato.
Babao (voce bambinesca) - v. barabao - (esclam.): cancheri!
Babio, mustacio - ceffo, Bel babio ! bel visino ! (iron.)
Bacalą - baccalą, baccalare (asellus o nasello : gadus morhua) la cui qualitą migliore chiamasi volgarmente ragno - Merluzzo o nasello (gadus merluccius) č un'altra specie di baccalą pił piccolo proveniente dai mari del Nord, pure disseccato - Stochfis - stoccafisso o pesce bastone, cosģ si chiamano la morhua e il gadus merluccius ora accennati. Oltre alle suddette due specie vengono pure preparati e mangiati sotto lo stesso nome i pesci detti da noi : lovo molo e mormora, raccolti in mari, dove si trovano di grandezza molto maggiore che da noi. - Bertagnin č un merluzzo di varia grandezza ma pił di sovente piccolo, disseccato e salato.
Bacalą (saver) da bacalą o da freschin - v. saver.
Bacalą seco come un bacalą - allampanato.
Bacalą fondamenta del... - -
Bacalada - colazione di baccalą
Bacarar - v. fragia.
Bacaro - vino meridionale, o anche il luogo dove si vende.
Bacheta dai drapi - camato, vetta di cornio
Bacheta dela cheba - gretola.
Bacheta del viscio - panione v. viscio
Bacheta tegnir uno sula bacheta - tener uno nell'incertezza.
Baciro - popone vernino. (3)
Baciro testa de - sciocco (3).
Badinar - scherzare, burlare.
Baga - persona deforme per pinguedine, otre - pentolone.
Bagarin - bambinello, grazioso naccherino.
Bagatin - moneta mista di rame e argento, coniata nel 1282 un dodicesimo di soldo della Repubblica veneta (soldo di 12 denaro = 0,0261 - denaro = 0,0022.
Baghelo - otricello.
Baghelo duro come un - corpo molto teso.
Bagia (dar la) dare la baia - v. dar.
Bagiar o sbagiar - abbaiare.
Bagigi - cippero commestibile (cupperus esculentus) baccicio - critimum maritimum (4).
Bagolina - bastoncino, giannetta.
Bagnar el béco - porre il becco in molle; bere pochino.
Bagnar la calcina - lievitare la calce
Bagnar la pena - tingere la pena.
Bagno colla pezza o col sugaman - bagnolo o bagno locale.

9
Bagolar - tremolare, vacillare, ondeggiare.
Bagolo - spasso, passatempo, zimbello.
Bagolo esser de - servire di scherno
Bagolo tor per - beffare, canzonare, far oggetto di...
Baicolo - (pesce) v. branzin. (5)
Baicolo - Biscotto, a fette sottili, usato a Venezia.
Bail - badile.
Baģse - fauci, branchie della lingua.
Baģse care le mie baise - (esclam.) viscere mie ! anima mia !
Bala - palla.
Bala del biliardo - biglia.
Bala del vovo - tuorlo d'uovo.
Bala ciapar la baia, la cota, la cuca, la buba - ubbriacarsi.
Bala cavar bala d'oro - esser fortunato, aver buona sorte (6).
Bala esser in bala - term. di giocatori di bigliardo : cogliere tutte le palle.
Bala esser ubbriaco - v. bala - buba e imbriagar.
Balanza - bilancia.
Balanza dei pozzi - mazzacavallo attignitoio.
Balanzon - el dotor - maschera d'avvocato ridicolo nella commedia di Goldoni.
Balar - (dei denti) - v. scantinar.
Balaran (San) - esclamazione esprimente insofferenza, impazienza.
Balarin - sost. - ballerino.
Balarin - ogg. vacillante, incerto, oscillante (rifer. spec.: a stato di salute e ad interesse).
Balconada - balcone.
Balconada de botega - vetrina di negozio, bacheca o mostra.
Baldi - Baldissera - Baldassare, uno dei tre re Magi.
Baldo - Ubaldo.
Baldon de sangue - sanguinaccio.
Balin - pallino nel gioco del bigliardo o delle bocce.
Balini da scioppo - pallini da fucile.
Baliverna - stamberga - stanza in cattivo stato, mal riparata dai venti.
Balo - far el balo de l'impianton v. impiantar.
Balon - pallone.
Balon da vento - pallone gonfiato.
Baloni da sagra - palloncini da luminario, alla veneziana.
Baloner - (volg.) - ernioso - poltrone acciaccoso.
Balosso - balordo, sciocco.
Balota - pallottola.
Balota: far le balotae - fare o giocare alla neve.
Balotina - barca da regata, a 4 remi.
Balucar - v. baucar.
Bampa - vampa vampata.
Banca de scuola - panca o banco del coro - manganello.
Banca d'erbaria - pancaccia degli erbivendoli.
Banca del pesse - pancaccia dei pescatori.
Bancal - capo di confraternite religiose o di luogo pio.
Banda - del ponte - v. ponte
Banda da banda - di fianco, da un lato, da parte.
Bandeta o bander - lattonaio.
Bandeta de cavei - cernecchio, ciocca di capelli pendenti dalle orecchie.
Bandiera - (andar, vegnir o esser in) - guadagnare una bandiera nella regata veneziana.
Bando - (star de) - v. star.
Bando (perder el fią de) - v. fią.
Baosete - (far) far bau bau o baco baco, con intenzione scherzosa ai bambini, coprendosi e scoprendosi il volto, nell'atto che si pronunzia bao, poi sete.
Baosete far capolino - v. scondariole.

10
Bapi - Giacomo.
Barababao o babao - babao o babau demonio - voce scherzosa che incute o che si vorrebbe incutesse paura ai bambini.
Baraca - nel signif. di gozzoviglia : v. fragia.
Baracar o esser in baraca - gozzovigliare v. fragiar.
Baracocolo - albicocco, nasce dal « prunus armeniaca » o albercocco - specie di susina globosa.
Baracola - v. ala della velada.
Baracola (pesce) - pastinaca o ferraccia.
Baracon - crapulone, dissipatore - v. anche fragion,
Baracon de acqua e late - astemio fino alla spilorceria.
Barador - truffatore, baro.
Barafusa o barafusola - parapiglia, tumulto improvviso.
Barba - nel signif. di: zio.
Barba (far la) - rader la...
Barba: la ga tanto de barba - č antica quanto il brodetto.
Barba: servir de barba e de paruca - servire appuntino - acconciare per la pelle.
Barbagola o barambagola - carne flaccida pendente dal mento.
Barbaria delle tole - contrada ai Ss. Gio. e Paolo (7).
Barbastrigio - pipistrello.
Barbin - (can) v. can.
Barbisi - barbigī, baffi, bosette.
Barbola - grinza o grespa del mento in persona grossa ed avanzata d'etą.
Barbuzzal - barbazzale.
Barbuzzo - mento.
Barca de tragheto - barca pubblica.
Barcariol - barcaiuolo, gondoliere. Il barcaiuolo a Venezia si distingue in batelante - burcier - gondolier - peater : veggasi la distinzione sotto le rispettive voci.
Barchessa - porticato - fattoria.
Bardassa - piccolo prepotente.
Bareter - berrettaio.
Bargnifo - barnifo o sbargnifo - destro scaltro, furbacchione.
Bari - localitą di Venezia in parrocchia di S. Simeone piccolo - v. biri. (8)
Barnaboto - abitante della contrada di S. Barnaba.
Barnifo - v. sbarnifo.
Baro - nel signif. di mucchio, cumulo.
Baro de fogie - frondura, ceppo.
Baro de cavei - ciocca di capelli.
Baro: far un baro - accumulare, formare un mucchio.
Baron - nel signif. di briccone, mariuolo.
Baronada - azione da mariuolo, baro o baronesso, baroneria.
Baronagia - ragazzaglia, associazione di giovinastri e mariuoli.
Baroncelo - birboncello - anche con senso scherzoso, affettuoso.
Baronzolo - lembo di camicia ch'esce dall'apertura posteriore dei calzoni dei bambini : in tal caso si dice : el mostra el baronzolo - ha rubato la tovaglia all'oste.
Bartoela o bertoela dele porte - bandello femmina - sussi.
Baruca - v. zuca.
Barufante - litigioso, rissoso.
Basar - baciare.
Basegio - Basilio.
Basegņ - basilicņ.
Baso - bacio.
Baso: dar basi a pizzegheto - baciare a pizzicotti, e cioč baciare e baciarsi sulle labbra, pizzicando l'una delle due persone, colle dita, le guance dell'altra, scambievolmente.
Basseta - bassetta ( giucco di carte.

11
Basseta: far una basseta o cavaleta - far una cattiva sorpresa, uno scherzo di cattivo genere.
Bassilar - v. savariar.
Bassiloto - vagellante, farneticante.
Bastardar - imbastardire, deganerare, tralignare.
Bastazo de do(g)ana - facchino di dogana - Era addetto ai servizii delle dogane, e specialmente dei lazzaretti in tempo di contumacia.
Bastian - Sebastiano.
Baston da caponera o da ponaro - baston da pollaio.
Baston da pelegrini - bardone.
Baston da orbi - batacchio.
Baston da uffiziali - giannetta.
Baston de cassia - cassia in bastone o in canne.
Baston de ciocolata - bastoncello o bastoncino, di cioccolatto.
Baston de seraspagna - di ceralacca.
Baston de l'ombrela - asta, astuccinolo dell'ombrello.
Bataissa - ondata, fiotto, ondeggiamento del mare, sbatacchio.
Bataissa: aver una bataissa - modo scherzoso per indicare una fame da lupo.
Bataor dela porta - battente della porta picchietto.
Bataor per bater el gran - correggiato.
Batarela o batua - picchiata, - richiesta di bisognoso o questuante o, fig. il questuante medesimo.
Bataria de cusina - piatteria.
Bataria de roba - grande quantitą di roba.
Batauro - v. vergola.
Batelante - chi voga sul battello.
Bater - v. anche sbater.
Bater el taco - svignarsela.
Bater i denti - tremare di freddo - aver il ribrezzo della febbre.
Bater i drapi - scamatare i panni.
Bater la luna - v. luna.
Bater le brochete dal fredo - v. brochete.
Bater le cusidure a uno - sonar uno (v. anche fraco) col bastone.
Bater cassa, o baterla - chieder denaro.
Bater grinta - resistere ostinatamente.
Bater saldo o duro - resistere durare, perseverare.
Baterla - chiedere con particolare, interesse, insistenza.
Batersela o fumarsela - v. mocarsela.
Batibugio - tumulto v. anche barafusola.
Baticopo o cope - finestrino aperto nella parte posteriore del felze v. felze.
Baticuor - v. cuor.
Batifogo - acciarino, pietra focaia.
Batipalo - Il bracciante tirando una lunga corda, da cui pende un grosso maglio, e poi lasciandola cadere di peso sul palo che vuol piantare sull'acqua, accompagna per conservarlo, all'unissono il movimento col ritmo della cantilena: batipalo eh! la quale si ripete ad ogni caduta regolata dal maglio sul palo.
Batisegola - lucciola.
Batizo - battesimo.
Batocio - battaglio.
Batola o batolon - ciarlone, battola v. anche racola.
Batolar - ciarlare, ciaramellare come una battola.
Batua - (sost.) v. batarela.
Baucar o andar a baucon - badaluccare, errare colla mente o anche: indugiare, fare il min. chione.
Bancon - badaluccone, distratto o anche: scimunito, scioccone.

12
Bauta - veste da camera formata di un terraiuolo nero di seta o d'un mantellino di seta nera che dal capo scendono sulle spalle; usato dai nobili nel sec. 17° e 18° come abito di ripiego nelle uscite in pubblico.
Bava de aria - brezza, alito di vento v. anche supieto.
Bava dele galete - sbavatura dei bozzoli.
Bava: far le bave - fremere di corcuccio, avere grandissima smania (Boerio) - ma dicesi anche di un bambino o d'un vecchio cui la saliva cola dalla bocca.
Bavesela - dimin. : di bava - brezzolina.
Bązaro - staglio v. andar (fora o zo dei).
Bazoto - tra sodo e tenero : si dice di uovo, ma si applica anche a persone di debole salute.
Bazzegar - bazzicare.
Bazzega - bazzica (giuoco) - ogni cosa ghe fa bazzega, prende tutto come un giuoco.
Becanela - beccaccino minore.
Becanoto - beccaccino reale.
Becar - nel signif. ital. : ma anche in quello di: raggiungere chi precede camminando o correndo.
Becaura - bezzicata, puntura d'insetto.
Becher - beccaio.
Bčco - (bagnar el) v. bagnar.
Bčco (bater el) - v. bater.
Bčco: dar el béco ale stele - andare in solluchero, in visibilio.
Becolar o becotar - piluccare, sgranellare.
Bezzicere - spilluzzicare, spicciolare - fig. : far qualche piccolo guadagno.
Becņn - v. becaura.
Becončlo - fanciullo birichino.
Begolo o rebegolo - fanciullo irrequieto, frugolo, nabisso, v. anche arzento vivo - bisato e buleghin.
Begoso - litigioso.
Bela - andare a la - v. andar (a remengo) far la (termine di gioco) giocare la partita decisiva - far le bele beline, adulare, adescare.
Belo - andar a bel belo - andar adagino, lemme, lemme aver el sņ bel da far - aver un bel dire, un bel fare.
Bel caro - v. cao.
Bel toco de omo - bell'omone, bella taglia di uomo.
Bel de dona - bella schiattona.
Bel: esser belo dal vin - essere alticcio - far el belo - pavoneggiarsi.
Bel: farse belo - azziniarsi- mancar sul pił belo - mancare nel miglior punto.
Ben: far el ben di Dio - profittar molto - la ghe sta ben! - ben gli sta! no esserghe da far ben - non essere terreno adatto (anche fģg.) - se volč ben a Dio... - se vi piace, - se volč, ben con ben, se no.... se vi piace č cosģ, altrimenti...
Beneto - (s.) Benedetto (chiesa di) Venezia, eretta nel 1005.
Bentegnuo - ben custodito.
Bepi Bepo Isepe - Beppe.
Berechin - v. beconelo.
Bergamo - (capir o no capir el) intendere o no intendere il gergo, la taccola.
Bergnifo - v. bargnifo.
Bero - natiche - parte posteriore del corpo d'un animale.
Bertagnin - v. bacalą.
Bestie de razza - animali da frusta o per razza.
Beta o Betina - Elisabetta.
Beta: Cazza Beta! - Canchero Betta! caspiteretta ! bagatelle !
Beta: Mi son Beta da la lengua s-cieta! - Io sono schietto e franco.

13
Betonega - bettonica.
Betonega - (esser conossudo come la) esser conosciutissimo come le male erbe.
Bevaciar o sbevaciar - sbevazzare, sbombettare.
Bevanda - nel signif. di vino annacquato o di secondo vino.
Bevaor - abbeveratoio.
Bevarin - piccolo abbeveratoio - liquore avvelenato.
Bevaron - beverone, quasi liquido.
Bevaron da porchi - pappolata.
Bever: Bever cola bossa, col fiasco - bere a bocca a garganella.
Bever: beverla in brodo o beverla in salsa - o bere o affogare.
Bever: darla da bever - darla a bere - infinocchiare.
Bever: El bevaria la Piave - farebbe a bere colle nubi.
Bever in aria - bere a garganella.
Bevuo o bevudo (rif. a persona) - alticcio, brillo.
Bezzassi - (aver o far) possedere, accumulare moltissimi denari, ricchezze.
Bezzi - denaro.
Bezzi a pronti - a pronta cassa.
Bezzi: far cantar i bezzi - diguazzare i denari.
Bezzi: orno da bezzi - uomo danaroso.
Bezzi: restar fora coi bezzi - esser esposto con denari prestati.
Bezzi: star sui tré bezzi - sostenere, anche se poveri, il proprio decoro.
Bezzi: tocar bezzi - intascare denaro - guadagnare.
Bezzo - moneta coniata, soldino quadrato: secondo il Carli nel 1514, e usata, con vario valore fino al 1795.
Bezzo: nč bezzo nč bagatin (no l' val) - non ha il benchč minimo valore.
Biancaria (meter fora la) - sciorinare i panni lavati.
Biasio - Biagio.
Biasio luganegher - Costui secondo una nota leggenda veneziana era un pizzicagnolo che ammaniva lo sguazzetto (v. sguazzeto) colle membra dei bambini rubate notte tempo.
Biata del figą o dela coradela - tumore cestico o carnoso del fegato.
Biava - biada.
Biavarol - biadaiuolo; fra noi vende non soltanto biade, ma anche salumi e formaggi - v. formager o luganegher.
Bibia o bibion o meca o insensą - cincischione, meticoloso, lento, tardo.
Bibiar - andar co la fiaca, insensarse piolar - indugiare, nicchiare.
Bibiezzo - lavoro lento, tardo noioso.
Bichignolo - lucignolo, o anellino in cui s'infila, capezzolo.
Bidone - secchia grande, quasi sempre di zinco destinata per lo pił a contenere acqua o corazzata pel bucato.
Bifida (figura o lengua) - figura lingua serpentina; bitagliente (nel nel signif. morale v. italiano.
Bignč - frittelluzza senz' uova, bomba.
Bigolante - acquaiolo - port'acqua.
Bigoli - vermicelli; spaghetti; maccheroni; meno sottili dei capellini.
Bigolo - arconcello a bilico per portar secchie d'acqua - bicollo.
Bina - (de pan) - v. pan.
Biri - Contrada di S. Canciano in Venezia (9).
Bisanti - moneta d'oro coniata per la prima volta a Bisanzio (Costantinopoli) donde trasse il nome, poi a Venezia, e in altri stati.
Bisantini - rotellina o piastrella d'oro o d'orpello, detti anche lustrini che si usano anticamento d'alcune vesti : trassero il nome da Bisanzio.

14
Bisato - anguilla.
Bisato femenal - anguilla fluviale consimile al bisato č il gronzo - v. arzento vivo.
Biscar o cicar - rodersi di stizza.
Biscolar (se) - dondolarsi nell'altalena.
Biscolo - specie di altalena, dondolo.
Biscoti - nel significato di castagne secche vecchie ossia, oltre al signif. italiano.
Bisegar o furegar - v. furegar.
Biseghin o fureghin - v. fureghin.
Biseghin (uccello) - pispola o allodola di mare.
Bisinela! - (ironico) bagatella! finocchi che bisinela! che tantin!
Biso - pisello.
Bisogni - (fąr i so) - far i suoi agi - andar di corpo.
Bissa - (cale dela) - viuzza a giravolte, a S. Bartolomeo.
Bissa bova - boa, turbine.
Bisso - biscio, serpe.
Bisso: aver odor da bisso - aver odore di muschio.
Bisso - rifer. a fanciullo - v. arzento vivo.
Bissona - barca ad otto remi artisticamente e riccamente addobbata che s'ammira nei pubblici cortei o ricevimenti e specialmente nelle regate; lunga 36 piedi veneti.
Bisto - matassa.
Boae - v. a burci.
Boaria - bovile, stalla da buoi.
Boarina - (uccello) cutrettola.
Boca del stomego - forcelle dello stomaco.
Boca: dir a meza boca - dir sottovoce, malvolentieri, - bucinare.
Boca: far boca da pianzer o far la scafa - far il greppo.
Boca: far boca da rider - sorridere.
Boca: tor fora dola boca - strappar di bocca.
Bocal da note, orinal - vaso da notte.
Bocal de vin, de late - boccale, vaso mezzetta.
Bocal: esser tera da bocai - esser terra da cavoli.
Bocalina - vaso da notte pił piccolo di forma ovoidale.
Bocalon - (agg.) sboccato.
Bocassin - v. tonda.
Bocheta dela camisa - trina, gala intorno allo sparato.
Bochin del lume o del pavero - beccuccio, luminello.
Bochin (far el) - far il bocchino sorridente - un risolino, il lezioso.
Bocia o borela - boccia o palla di legno v. balin.
Bocolo - bottone di rosa, bocciuolo.
Bocolo - Si offriva nella festa di. S. Marco dal giovine innamorato alla sua fidanzata, ora la consuetudine č quasi abbandonata.
Bocon curą - boccone ghiotto o scelto.
Bocon: andar el bocon - per tresso - annodarsi il cibo nell'esofago.
Bocon: tor el bocon - pigliare l'imbeccata.
Bocon: boconi da spezier - pillole.
Bocon: far dei boconi - abboccare v. anche: a boconi.
Boconada - sbocconcellata, grosso boccone.
Bodai (rif. a uomo) - trippone; buzzone; pentolone.
Bodin - budino.
Bodin: boca da bodin - (iron.) pappatore, divoratore.
Bodolo o bodoleto - v. sievolo.
Bodolo fig. - uomo tozzo.
Boger - bollire.
Boger: principar a boger o levar el bogio - grillare.

15
Boger in furia - bollire a scroscio.
Boger del vin - fermentare, grillare.
Boger: la boge! - sta per prorompere.
Boger: se boge - č un caldo insopportabile!
Boger: tuti sa quel che boge nela so pignata - ognuno sa ciņ che bolle nella sua pentola. Ognun sa dove la scarpa lo stringe.
Boger: la me boge - mi cuoce.
Bodolo - v. sievolo.
Bogiazza - bollichio, bollicamente d'un fluido molle come cosa che bolle: si dice anche del catarro che non puņ espettorarsi.
Bogiana - specie di sardella d'acqua dolce.
Bņgio - bollore - bollitura.
Bņgio: de bogio - bollente o molto caldo.
Bņgio: far dar un bogio - far dare un bollore.
Bņgio: perder el bogio - cessare il bollore.
Bņgio: andar o vegnir in do bogi - andare o venire presto.
Bognon - bubbone.
Bola (esser de quei dela) - esseri che sembrano immuni da mali in genere.
Boldo - Ubaldo.
Boleta (esser in) - v. esser (al can)
Bolsieri - v. valizeri, tapizieri.
Bolzegar e sbotegar - tossicolare - essere bolso.
Bolson (dei polastri) - coscia dei polli.
Bombarda - antica barca veneziana da guerra, a vele od a remi, di mole non grande ma robusta che portava una bombarda.
Bombaser - mercante di cotone o bambagia.
Bombasina - bambagina.
Bombaso - bambagia e cotone.
Bona (esser o tegnerse in) - d'accordo, in buone relazioni.
Bona: ti ga de bona che... - buon per te che...
Bona: tegnirse in bon - recar vanto - compiacersi, vanagloriarsi.
Bonagrazia - festone o talvolta palchetto od asse incorniciato o colorato da cui pende la cortina che serve d'ornamento alla finestra - v. Tonin.
Bonazza (ala) - a riparo del vento.
Bonazzo - (rif. a persona) - quieto bonario, docile.
Bonorivo - prematuro, mattiniero primaticcio.
Bora - vento freddo e impetuoso.
Bordar - adornare con filetto una veste o parte di essa.
Bordar - nel senso di rodersi v. biscar.
Borela o burela - v. bocia.
Borezzo - zurlo, galloria, gioconditą rumorosa.
Borgoloco (ramo, cale, ponte de) - localitą a S. Maria Formosa ed a San Lorenzo. (10)
Borida - (termine venatorio) - presa di maggiore o minor prezzo - far borida. tirar ai osei a borida - colpirli nel momento in cui spiccano il volo da terra - far borida anche nel signif. di beccarsi i rilievi od avanzi della mensa.
Borida: Che borida! (detta anche scherzosamente o ironicamente) - quale abbondanza!
Boridon o che impianta borida, o boridon - pianta carote, millantatore - v. anche impiantar.
Borin - v. vento.
Boro - soldo veneto.
Bortolo - Bartolomeo.
Bosega - v. sievolo.
Boseghin - v. sievolo.
Bosema - bozzima, miscuglio.
Bossa - bottiglia.
Bosseta - dimin. di bozza.

16
Bossolo - crocchio, cerchio di bersone.
Bosson - accr. di bossa v. bosso, v. vidon?
Bóta - bņtte v. canola e spinelo.
Bņta - botta.
Bņta: aver o darse bota - esser borisso.
Bņta: ciapar bota - risentirsi.
Bņta: bote da orbi - v. fraco.
Bņta: negro da la bota - livido, lividura, mascherizzo.
Bņta: saldo in bota - pronto, sull'istante.
Botarga - bottąrica.
Boteger - bottegaio.
Boter - bottaio.
Boteri - arte istituita a Venezia sulla fine del 1200 che aveva Scuola di rimpetto la chiesa dei Crociferi, ai Gesuiti - denominazione di una calle a S. Cassiano dove stanziavano molti costruttori di botti.
Botezar o botizar - rintoccare - suonare la campana a rintocchi.
Botiglia (stropar una) - tappare.
Bņto - rintocco.
Bņto: de boto - v. deboto.
Botolo - non nel signif. ital. ma in, quello di torso di frumento.
Botonada - nel signif. di rimprovero pungente, non in quello ital. di bottonatura che corrisponde invece a
Botoniera - bottonatura fiancata.
Bņvolo - chiocciola.
Bņvolo de l'aqua - vortice, ghirigoro.
Bņvolo: scala a bovolo - scala a chiocciola.
Braga o braghessa - calzone - braca
Braga dela bestia - straccale.
Braga dela porta e finestra - contrafforte.
Braghessa: farsela in braghesse - empirsi i calzoni.
Braga: restar in braghe de tela o sul pł belo - restar in asso, a piedi o sulle stecche.
Bragagna - barca a 3 alberi a vela per la pesca, con ordigni e reti proprie.
Bragagna - rete o paranzella della lunghezza di 2 metri e pił - (de gagna).
Bragagnar o bragolar - palpeggiare o stazionare.
Bragar o imbragar - imbracare, affasciare, allacciare, cingere.
Braghessona - v. sbraghessona.
Braghiero - allacciatura.
Braghiero - fig. dicesi d'uomo che č d'impaccio a sč ed agli altri - esser pien de braghieri - aver mille brighe, fastidi (v. bibia e meia)
Bragola (S. Zuane in) - S. Giovanni in Bragora. - Contrada del sestiere di
Castello; la chiesa sarebbe stata fond. da S. Magno nel sec. VII. (11) -
Bragolan - abitante di detta contrada.
Branco - de la forca o del piron - rebbio della forca o della forchetta.
Branzin - pesce - lupo (labrax lupus) , finchč č piccolo si chiama baicolo.
Brasa - bragia, brace.
Brasa: star sule braso - stare in sulla fune - spasimare di qualche cosa.
Brasa: vegnir le brase sul viso - divenir rosso, vergognarsi.
Brasar - v. brasar.
Brasola - v. brisiola.
Brazzacolo - v. a brazzacolo.
Brazzada - bracciata.
Brazzale - bracciale.
Brazzo - braccio.
Brazzo (ciapar in) - prendere, recarsi tra le braccia.
Brazzo: tegnir in brazzo - portare in collo o seduto sul cubito in- trecciando le dita della mano - tener in grembo.
Brazzolar - braccio o canua da misurare di 66 cm. (a Firenze 58 cm.)

17
Brazzolar misurar i altri sul so brazzoler - giudicar su se stessi gli altri.
Brena - briglia.
Brena: lassar la brena sul colo ai fioi, alla muger - lasciare la briglia sul collo, lasciar libertą ai figli, alla moglie.
Brentana - fiumana del Brenta o d'altro fiume, dilagazione di torrente.
Brenton - v. andar (zo col) o (de).
Bricola - palafitta che emerge dall'acqua o gruppo di pali per segnare la via acquea; - non nel signif. ital. di briccola.
Bricola: aver de bricola - avere in modo indiretto o inaspettato.
Bricola: dar de bricola, a bigliardo - dar di colpo obliquo; far mattonella al gioco del bigliardo.
Brighela - maschera bergamasca.
Brighela: far el brighela, el pagiazzo, el puricinela; - farsi ridicolo.
Brincar - abbrancare, acciuffare, afferrare.
Brincar coi denti - azzannare, addentare.
Brincar co le onge - ghermire.
Brincar per el colo - aggavignare.
Brincar: s'el te brinca... - se ti piglia...
Brisiola - braciuola.
Brisiola (voltar la) - voltare il discorso, mutare argomento.
Britola - piccolo coltello, per lo pił adunco.
Britolin o temperin - temperino.
Briva o brivada - abbriva.
Briva: andar de briva - andar d'abbrivo.
Briva: ciapar la briva - pigliar l'abbrivo.
Broa o brova - cenerata; acqua bollente mista con cenere per lavare le stoviglie.
Broą o brovą - (agg.) scottato, mortificato, mogio mogio.
Broca - brocca, chiodetto, bulletta, borchia.
Broca del relogio - tacca.
Broca del garofolo - bulletta del garofano.
Broca de l'acqua - vaso di terra cotta, di rame ecc. con beccuccio e manico per versar acqua.
Broca: in punto e in broca - a perfezione, a puntino.
Broca: pagar sora la broca - pagar pił del prezzo conveniente.
Broca: imbrocarla giusta o intivarla - azzeccarla.
Broca: averghene sora la broca - averne le tasche piene.
Brocheta - diminuitivo di broca.
Brocheta: bater le brachete (fģg.) - tremar di freddo; battere le gazzette, la diana - v. anche de sbrocar.
Broco - ronzino - v. cavalo.
Brocolo - qualitą di cavolo broccoluto, torsuto o romano v. capuzzo, caorlo, verza e verzerava.(12)
Broda da porchi - imbratto da maiali.
Brodo tirą - ristretto, condensato, consumato.
Brodo longo, dessavio - sciocco, dissavoroso - brodo di succiole.
Brodo salą, saorio - salato, savoroso.
Brodo: andar in brodo de lasagne, de fasioi, o de masanete - convertirsi in polvere; venir meno.
Brodo de viole o de giugiole - andare in visibilio: intenerirsi, sdilinquire - essere sdolcinato.
Brodo: lagnarse del brodo grasso - lagnarsi dell'abbondanza.
Brodo: cao da brodo (fig.) - tristo.
Broetin o broeto - brodetto zuppa di pesce.

18
Broeto: andar de broeto - andare in malora, in fumo.
Broeto: darghene un broeto - zombare, sonar col bastone.
Brogio - broglio.
Bromba - prugna, susina strozzatoģa.
Brombar o imbombar - inzuppare, immollare.
Brombola - bolla.
Brombolar - crosciare, gorgogliare, rinvenire o stuppare la botte.
Brombolo - suffumigio, stufa per le botti da purgare - mosca o calabrone della rosa.
Brombolo: far el brombolo - v. brombolar.
Brondolar - rotolare.
Brondolo - piumaccetto o rotolo di lana o di crine.
Brontolar o ruzar el bocon che se dą da magnar - dare il pane malvolentieri, colla balestra.
Brontolar dele buele o de panza - bruire, gorgogliare, sboglien tare degli intestini : borboglio.
Brontolon - borbottone, brontolone
Brontolon: Sior Todaro brontolon - v. Todaro.
Bronza - brace.
Bronza de la lume - fungo del lucignolo, smoccolatura, moccolaia.
Bronza: andar dala grela ale bronze - cader dalla padella nella brace.
Bronza: esser sule bronze - esser sulle spine, star sulle furie, struggersi.
Bronza coverta - ipocrita, soppiattone, acqua cheta.
Bronza: bronzera o bronzer - cumulo, ammasso di brace.
Bronza: bronzin - (sost.) - pentola di bronzo - bronzetto.
Brņsa - brina, brinata.
Brosa - crosta, escara, brozza.
Brova - v. broa.
Brufolo - cosso, bollicella, fignolo.
Brufolo: brufoleto - bollicina, bollicella - v. brusco. (13)
Brufolo: brufoloso - bollicato.
Brun-brun - (voce con cui i bambini domandano da bere).
Brusar - bruciare.
Brusar: la me brusa - mi duole, mi cuoce.
Brusar el pagion a qualchedun - marinargli un compenso.
Brusar: brusą (saver da) - v. saver.
Bruscandoli - luppoli.
Bruscar le piante, le vide - potare le viti ecc.
Bruschin - setolino, scopetto, spazzolino per lo pił di setola.
Bruschinada - setolata.
Brusco - pustola, fignolo pił grosso e pił molesto del brufolo, puņ chiamarsi anche bitorzolo, foruncolo.
Bruseghin o brusor - (fig.) rimordimento - maricelle di cuore - cruccio - bruciore.
Bruseghin de stomego - bruciore di stomaco, pirrosi.
Brustolą - abbrustolito, riarso.
Brustolar - abbrustolire.
Brustolar el cafč - tostare.
Brustolar i oseleti - abbrustiare.
Brustolin - (sost.)
Brustolin da cafč - tamburino o tamburetto, tostino da caffč, brustolino.
Brustolin: (agg.) aver ciapą el brustolin - v. saver.
Brustolin: che brustolin! - voce scherzosa per accennare ad un freddo frizzante.
Brustolini - sementi di zucca abbrustiate.
Brustolo - (voce popolare) - denaro.
Brustolo: no averghene un brustolo - non avere il becco d'un quattrino.

19
Buba - ubriacatura, sbornia v. imbriagarse.
Bubana - pasta sfogliata con ripieno di frutta cotte, candite e mostarda.
Bubana - nel signif. di abbondanza.
Bucintoro o Bucentoro - bellissimo e ricchissimo naviglio a 42 remi mosso da 168 operai destinato dalla Repubblica Veneta alla cerimonia dello sposalizio del mare nel giorno del l'Ascensione, lungo m. 34,800, largo 7,808. alto 8,32.
Bucola - boccola - pendente.
Bucolo - riccio di capelli.
Buela - budello, intestino.
Buela: esser un buelo senza fondo o da lovo - essere insaziabile mangiatore.
Buela: brontolar dele buele - v. brontolar.
Buela: tremar le buele in corpo - rimescolarsi.
Bufi - nel signif. di sgonfietti che ornano alcune vesti muliebri.
Bugą o Bugada - bucato v. lissia.
Buganza - gelone, pedignone.
Bulą - (voce infantile) v. bussolą.
Bulada - bravada, spavalderia, spacconata, smargiassata.
Bulegar - bulicare o brulicare.
Bulegar: bulegarse - muoversi con lentezza, sgranchire le membra.
Buleghin - frugolo, fanciullo vivace (meno forte di arzento vivo v. arzente e begolo.
Bulesso - v. bulada.
Bulo - v. magna putei e bulada.
Bum - voce onomatopeica per significare forte suono o rimbombo.
Bum - esclamazione rivolta scherzosamente a chi le sballa grosse.
Buo - sta per abuo e avudo - avuto.
Buratar - abburattare.
Burata o burato - buratto, abburattatoio, frullone.
Buratelo - anguilla di poco peso, sottile.
Buratina - v. stua.
Buratiner - burattinaio.
Buratini - (casato da) v. casolo.
Burci - v. a burci.
Burciela - barca piatta per trasportare nell'interno della cittą e laguna, usata fin dal 1400.
Burcielo - pił piccolo della burciela e che serviva specialmente per trasporto di passeggieri tra Padova e Venezia.
Burcier - burchiaio - che voga sul burchio.
Burcier: arte dei burcieri da rovinazzi e cavafanghi: - ebbe dal 1500 scuola nel campo di S. Andrea sotto la protezione della B. V. dell'Assunta.
Burcio e burcion - pił piccolo della burciela, destinato allo stesso uso per trasporto di materiali.
Burcio: can da burcio - cane da burchio (anche come espressione scherzosa, confidenziale).
Buregosso o buroio da pesce - vivaio o serbatoio per i pesci.
Burela - boccia, palla.
Bureloto - battello traforato, reso simile a quello detto buregosso.
Busa - buca.
Busa del leto - covolo, avvallamento che si fa nel letto giacendovi.
Busa dele strade, dei campi - cavitą - se fatta dell'acqua; pozza, pozzanghera.
Busacola dela scarsela - apertura, imboccatura della saccoccia.
Buseca - busecchia - v. tripa.
Busegatolo - bugigattolo, luogo angusto.
Buseta - piccola buca.
Buseta del vestito - occhiello.

20
Buseta: esser buseta e boton - v. esser.
Busi - a. busi - v. a.
Busi dei denti - alveoli.
Busi del naso - narici.
Busia (trovar in) - convincere di bugia, scoprirla; sbugiardare.
Busia dele onge - pipita: squammetta secca che si solleva dalla cute alla base delle unghie.
Busighelo o buseto - v. busegatolo.
Busiero - bugiardo.
Businelo - boncinello - anello del mastietto.
Busnar - buccinare, ronzare.
Buso de l'ago - cruna.
Buso dei fornelo - braciaiuola.
Buso del gato - gattaiuola.
Buso del secier - buca dell'acquaio.
Buso de logo - bugigattolo, stambugio.
Buso: passar per el buso dela ciave - passare per il rotto della cuffia.
Buso: pezo el tacon del buso - rimedio peggiore del male.
Bussolą - buccellato, sorta di ciambella.
Bustegada! - (esclam.) v. buzaragna.
Bustina - bustenca.
Busto - busto o imbasto.
Busto: quel che non va in busto va in manega - v. manega.
Busto: molarse el busto - v. molar.
Butar - buttare, sbattere.
Butar col cul in su - metter sottosopra, rovistare.
Butar contro un muro - sbatacchiare.
Butar el manego drio la manera - gettar il manico dietro la scure tirare il sacco dietro alle rape.
Butar in tera - atterrare, abbattere
Butar - (fig.) : screditare, disprezzare.
Butar le bave - (fig.) - sbuffare d'ira, sprecare il fiato, le forze.
Butar via per gnente - scialacquare, sprecare.
Butar vin nel goto - mescere il vino.
Butar: butarla in padovana o in piavolada - metter checché sia in fanferina,
in buffoneria, risolver, in scempiaggine. (14) -
Butar in rider - finir col ridere.
Butarse - darsi a, tirarsi.
Butarse mal - distruggersi infermarsi - darsi a malavita, al vizio.
Butarse zo - sdraiarsi, coricarsi lanciarsi nel vuoto o nell'aria.
Butarse - (fig.) - avvilirsi trascurarsi.
Butarse: butą lą - (rifer. a pers.) trascurato.
Buti - bottoni, gemme, germogli, virgulti.
Buti de aqua - rampolli d'acqua.
Buti: dar fora i buti o butar le piante - ingrossarsi, schiudersi le gemme, germogliare delle piante, degli alberi.
Buti: tirar via ale piante i buti - accecare le piante.
Buzara - buscherata, frottola, bazzecola.
Buzara: vegnir su la buzara - saltar la mosca al naso.
Buzarar (volg.) - bubbolare, frodare.
Buzaro - rif. a bambino o fanciulletto - marmocchio.
Buzaragna! buzareti! buzarona! bustegada (esclamazioni che si equivalgono) - caspita! cazzica! corbezzoli!

21
C -
Cabola o cabolon - bugiardo, raggiratore, cabolon - v. anche pastizzon.
Cachemole - caccasenno - fiacco, semplicione.
Caco - (15)
Caco: robe che se usava ai tempi di Marco Caco; - cose che si usavano anticamente.
Cacomiro - bellimbusto v. caghete.
Cadoneghi - (fondamenta dei), cognome della famiglia bergamasca dei Cadonici, gią residenti a Venezia.
Caecia - specie di squalo (squalus plumbeus)
Caena del camin - catena del foco o del fogher.
Caena: meter le barche in caena - specie di punizione che s'infligge dall'autoritą comunale ad un gondoliere o barcaiuolo, la quale consiste nel tener incatenata la barca per un certo tempo a sospensione del servizio.
Caenazzo - catenaccio, chiavistello.
Caenazzo (fig.) - seccatore dozzinale.
Café - (camarier de) - tavoleggiante.
Café (cogoma del) - cucuma, bricco del caffč.
Café: butar in cicara el cafč - versare nella, tazza il caffč.
Cafurlon - (andar a) - andare alla malora, all'inferno.
Caghete - saccentino arrogantuccio caccazibetto, superbuzzo, vanerello, zerbino (rifer. spec. a ragazzo).
Cagiar o incagiar del late - accagliare, aggrumare, quagliare.
Cagnara o canatteria - abbaio.
Cagneto - diminuitivo di cane - cucciolo cagnolino.
Cagnin (agg.) - canino.
Cagnol da calze - verghetta per sostenere i ferri delle calze nel lavoro a mano - a Firenze: bacchetta.
Cagnoleto - palombo - piccolo pesce cane (detto mustelus dal Ninni, non "Scyllium cani cula,, come leggesi nel Boerio)
Cai - si chiamavano cosģ i Capi di alcuni Consessi sovrani della Repubblica veneta.
Cai del fazoleto - capi, angoli del fazzoletto.
Cai dela traversa - cocche.
Caicia - cavicchia o cavicchio o caviglio - malleolo.
Caicio o caecio - caicco, schifo, palischermo.
Caileto - cataletto.
Cain - catino.
Calalin - farfallina.
Calandrina - specie di allodola (alauda brachydactyla).
Calandrina(fig.) - donna scaltra.
Calaton - ha luogo quando a tresette le dieci carte sono tali da assicurare il capoto a chi ha altresi primo la mano - v. capoto.
Calcagno dele scarpe - calcagnino.
Calcagno: far andar (o vegnir) el late ai calcagni - far andare (o venire) la senape al naso - annoiare.
Calcagno: l'amor ghe xe andą in tei cal- cagni - l'amore gli si č spento, se n'č annoiato (cosģ dicesi anche d'altri sentimenti).
Calcagno: sentase sui calcagni - star o porsi coccolone.
Calcagno: senza calcagni - scalcagnato
Calēina - (bagnar la) - v. bagnar.
Calēina: dar la prima man de calēina - rinzaffare, incalcinare.

22
Calēina: id. la seconda id. - arricciare.
Calēina: id. la terza id. - intonacare.
Calēineri - calcinaj - muratori. Erano riuniti in un'arte e adunavansi nella chiesa di Ss. Vito e Modesto.
Caldereri - calderaj. (16) Uniti in corpo nel 1294, raccoglievansi nella Chiesa di S. Luca dove avevano tomba, sotto la protezione di S. Giov. Decollato.
Caldiera - caldaia.
Caldierin - calderotto, o calderottino.
Caldierina - caldaiuola o calderuola.
Caldieron - calderone.
Cale - via stretta e pił o meno lunga e corta.
Calegher - calzolaio.
Calegher - (scuola del) - formavano un'arte nel 1300 - raccoglievansi nella chiesa della Caritą - si contavano 350 botteghe.
Calera - donna che vive nelle calli, ciammengola, triviale e ciarliera.
Calesela o caleta - (dim.) v. cale.
Calesela del leto - parete della stanza fra un letto ed un altro.
Calia o tegna - (tosc. corsello) - spilorcio.
Caligada o calighera o nembaizza - nebbione v. nembaizza.
Caligo - nebbia, caligine.
Caligo: El caligo se fa pił fisso. - la nebbia raffittisce.
Caligo: El s'ha perso in tei caligo - egli č andato in dileguo; non lo si vede pił: andņ non si sa dove.
Caligo: filar caligo - squartare lo zero, fantasticare, almanaccare, cavillare.
Calisson - de polastro - polpapetto del pollame.
Calizene o caizene - fuliggine.
Calto - luogo scosceso, dirupato.
Calto d'armer - cassella, scompartimento d'un armadio.
Calumar - significņ riconoscere o conoscere, guardare attentamente - ora piuttosto : consegnare alla chetichella, ed anche, di rado: rubare. (17)
Calumar: calumarse o calarse drio a uno - seguirlo alla chetichella, pedinarlo, codiarlo.
Calza - (18)
Calza cusidura dela... - costura.
Calza pie dela... - pedale.
Calza cugno o scoeto dela... -
Calza mola - calza a bracoloni.
Calza a meza gamba o calzeto - calzaretto.
Calza senza scarpeta - senza peduli; staffetta.
Calza: feri de calze - v. fero.
Calza: tor su un buso o una magia ale calze - v. magia.
Calza: ponti dela calza - maglie.
Calza: seconda calza - sopraccalza.
Calza: quel che vende le calze - calzettaio.
Camara fiscal - Tesoro della Repubblica veneta; cui presiedevano due patrizi col titolo di Camerlenghi.
Camin -
Camin (cana del) - gola del camino.
Camin (castelo del) - fumaiolo del ...
Camin (coverta del) - tetto o cappello del camino.
Camin (napa del) - cappa del...
Camin: fumo in camin - (fig.) malumori, beghe.
Caminar -
Caminar malamente - ciampicare.
Caminar a gatognao - v. a.
Caminar a salti - balzelloni. a balzi.
Caminar da anara - cioncolare.
Caminar sui vovi - sulla pianta del piede, aver i piedi dolci.
Camineto - (registro del) - piastra del caminetto o fumaiolo.
Camisa - camicia.

23
parti della camicia: -
Camisa: (colete dola) - goletto o solino.
Camisa: (daman dela) - polsino o manichino.
Camisa: (fosseta del colo dela) - cinturino.
Camisa: (scoeti dela spala dela) - sprone.
Camisa: forbirse cola camisa dei altri - (fig.) levar la castagna dal fuoco collo zampino altrui.
Camisa: aver la camisa sporca - (fig.) essere in colpa.
Camisa: meza camisa - (sior Nicoleto) (19)
Camisa: nasser cola camiseta - nascere fortinato.
Camoma - flemma, lentezza; uomo lento.
Campanato - assai sordo.
Campane -
Campane: tirar zo campane dopie - v. tirar.
Campane: campanelo dela banda - padiglione chinese.
Campane: esser un campanelo - esser agile come un pesce.
Campane: campanņ - scampanio.
Campazzo - campaccio - e cioč piazzale fuor di mano, ingombro di rottami e d'erbacce.
Campielo - piccolo campo o piazzetta di Venezia.
Can - v. nato.
Can barbin - barbone.
Can bolognin o bufolo - moffolino - mascherino.
Can da burcio - v. burcio
Can da borida - frugatore.
Can levrier - levriere o bracchetto o segugio.
Can da pagiaro - guarda pagliajo.
Can da pastori - da pastore.
Can spinon - bracco.
Can da toro - molosso (usato con espressione scherzevole rifer: a persone come: con de la scala! (20)
Can piccolo e cattivo - botole.
Can: non magna de can - il lupo mangia ogni carne e lecca la sua
Can: Esser al can - v. esser.
Can: daghe al can che l'č rabioso! - v. dar
Can: Tuti i cani mena la coa e tuti i mincioni vol dir la soa - ognuno vuol dare i suoi giudizi anche se a sproposito.
Cana - Cappello a cilindro (21)
Cana del condoto - doccione da cesso
Cana da fogo - soffione.
Cana de l'organo - tromba d'organo.
Cana de la gola - gorgia.
Cana del camin - gola del camino.
Cana dei stroleghi e strighe - cerbottana.
Cana de zucaro - cannamele.
Canapiolo - giovinetto galante e ridicolo e mingherlino.
Canaregio - secondo alcuni Canal regio (uno dei Sestieri di Venezia),
anticamente chiamato paluelo (piccola palude). (22) -
Canatin - canutiglia d'oro e d'argento, lavorata per ricamo.
Candele - morto Cristo, stua le candele - fatta la festa č corso il palco.
Candia - (esser in) - v. esser.
Canele - (a ti!) - v. a ti.
Caneloni - v. subioti - cannoncini lunghi di pasta da minestra.
Canestrelo - pettine : conchiglia bivalve, affine alle ostriche.
Canestro - recipiente di vimini di forma rotonda in cui a Venezia si suol porre il pesce in vendita.
Canever - cantiniere, vinaio.
Canevin - piccola cantina - aggett. - canapino, di canapa.
Canevassa - canepaccio o canevaccio.
Canevo - canape.
Canocia - canocchia (squilla mantis) si dice vodo come una canocia di chi č affamato e smilzo (23).

24
Cąnola - cannello della botte v. spineto.
Canotto de giazzo - ghiacciuolo.
Cantar (24). -
Cantar de l'aloco - guaire (dell'allocco)
Cantar de l'anara, dele rane, dei corvi, dei rospi - gracidare (che č proprio anche della gallina dell'oca e d'altri uccelli presi da stizza, da spavento (Fanf.)
Cantar dei canarini, dei rossignoli - gorgheggiare (dei canarini, degli usignuoli)
Cantar del caonero - trillare del capinero
Cantar dele cicogne - gloteare delle cicogne
Cantar dela cornacia - gracchiare della cornacchia
Cantar dela sigala - cicalare, garrire o frinire della cicala
Cantar dei colombi (tugar) - tubare, gorgogliare, grugare dei piccioni o colombi
Cantar dei cuchi - cucchiare (dei cuculi)
Cantar dei finchi - sfringuellare (dei fringuelli)
Cantar dele galine - schiamazzare (delle galline) quando hanno fatto l'uovo ed anche dei polli ed altri uccelli quando hanno paura
Cantar id. chiocciare - (delle galline quando covano o vogliono covare)
Cantar del galo - chicchiriare, far chichirichģ, curucucł
Cantar dei grill - grillare (dei grilli)
Cantar dela gaza - blaterare (della gazza)
Cantar dei gufi - gufare
Cantar dei merli e dei pettirossi - chioccolare
Cantar dei papagali e gaze - squittire
Cantar dei pulesini (piotar) - pigolare dei pulcini
Cantar dei rondoni e dele rondinole - zinzilulare (delle rondini)
Cantar dele suete - stridere, fischiare delle civette
Cantar dele seleghe - cinguettare (delle passere o passerotti)
Cantar dei tordi - zirlare, trutilare....
Cantar dele tortore - gemere....
Cantar da angolo - di maniera, soavemente
Cantar: lassar cantar e subiar - lasciar dire
Cantar: cantarghela scieta e neta - dichiarare con piena franchezza
Cantar la nana - far la ninna nanna.
Cantarin - (oro) - cantarino.
Cantin - cantino (tocar el) rintoccare una corda
Cantin (fig.) - accennare ad un noto argomento.
Cantinela - asse sottile che serve a coprire, con altri, le impalcature.
Canton - canto, angolo
Canton (lassar in un) - trascurare.
Cantonal - cantoniera.
Cantuzzar - canticchiare, canterellare, v. ciciolar.
Canzian - Canciano o Canzģano
Cao -
Cao d'aqua - polla, vena d'acque
Cao de agio - bulbo o capo d'aglio
Cao de late - fior di latte panna
Cao de polastri - paio di polli
Cao de pope, de prova - estremitą (v. pope e prora)
Cao de sfogi, de trie ecc. - canestro di sogliole, di triglie ecc.
Cao a cao - v. a (cao)
Cao sulla giusta, capeto coi fiochi. -
Cao storto o tresso - rompicollo scapestrato
Cao de recao - da capo di bel nuovo (francese dre chef)
Cao: vegnir a cao el brusco - suppurare il bitorzolo - v. brusco

25
Cao: bel cao - bel tiro, be mobile, bel soggetto!
Caonero - capinera
Caorio - capitombolo nell'acqua per nuotar sotto per qualche tratto.
Caorlina - piccola barca, costruita in origine a Caorle.
Caorlo - cavolo fiore v. brocolo. capuzzo, verza, e verzarava (25).
Caostelo - v. sievolo.
Capa - nicchio, conchiglia, chiocciola, tellina.
Capa longa marina - cannolicchio
Capa longa nastrano o da deo - coltellaccio
Capa santa - conchiglia scannellata, da pellegrini
Capa tonda - tellina a cuore
Capa del camin - v. camin
Capa del vestito o dela biancaria - orlatura ricamata del lembo d'una veste o della tela, a forma di conchiglia.
Cape! - capperi! cappita! diamine!
Caparossolo -
Caparossolo dal scorzo grosso - conchiglia bivalve del genere delle veneri
Caparossolo dal scorzo sutilo - del genere dei seleni
Caparossolo de mar - venere tonda (venus rotundata) chiamavasi talvolta caparossolo lo sputo, viscido e catarroso, detto anche farda o sornacchio S'indica talvolta con questo nome anche la conchiglia bivalve d'acqua dolce.
Capčla - del ciodo - cappello o capocchia del chiodo
Capčla (fig.) - passo falso, errore.
Capelada o incapelada - (dar una) - dar un cappellaccio.
Capeler - cappellaio.
Capelina - signora che porta il cappello, cosģ talvolta indicata con tono ironico di disprezzo o di ridicolo.
Capčlo - sue parti:
Capčlo ala del - tesa, falda
Capčlo ēima e altezza del - cubo, cocuzzolo o cupola.
Capčlo cole ale in zo - a gronda
Capčlo duro - sodo
Capčlo: aver el capelo fiapo, molo - portare il cappello a cencio.
Capčlo: aver la testa in ēima al capelo - v. testa
Capčlo: a chi ga testa no ghe manca capelo -
Capčlo: ciamar al capelo - frase dell'antico governo veneto che significava chiamare i votanti all'estrazione delle palle d'oro per poter procedere alle cariche v. baia
Capčlo: poder portar el capelo alto, - ossia: poter tenere la testa alta andare col viso scoperto.
Capelua - (lodola) allodola cappelluta.
Capitelo: - zogar al - giocar all'altarino.
Capo de contrada - guardia che fino al 1866 fu dal governo austriaco preposto a far osservare regolamenti di pulizia urbana e ad invigilare sulla quiete della propria contrada o parrocchia.
Capomistro o capomastro - capomastro.
Caponera - capponaia, stia.
Capota o capotina o capotin - farsettino o anche cappotta.
Capoto - cappotto.
Capoto: dar capoto a un - piantarlo.
Capoto a calabrese, a tresete; - vincere al gioco, con tutte le carte.
Capuzzada - (salata) - lattuga, cappuccina.
Capuzzo - cavol cappuccio o cavol bianco.
Caracņ - veste di seta sino alla natiche, gią usate da donne di civili condizioni.

26
Caragol - caracollo o chiocciola o ghianda marina
Caragol longo de laguna - (conchiglia edula) si piglia nella laguna
Caragol longo de mar - quasi uguale al precedente, ma si piglia in mare
Caragol tondo - conchiglia del genere dei trochi (trochus albidus)
Caragol brodo de caragoi - broda di succiole ossia brodo magrissimo.
Caramal - calamaio
Caramal a ingiostro - calamaio a guazzo
Caramal cole sponzete - calamaio a stoppaccio
Caramal da scarsela - da tasca
Caramal molusco - mollusco (saepia, loligo cefalopode vulgaris) calamaio totano
Caramal: aver i caramali soto i oci - aver le occhiaie livide.
Caramel - candito di frutta, rivestito d'una crosta di zucchero chiarito, ed infilato in uno stecco, caramella.
Carampane - alteraz: di Ca' Rampani: nome d'una calle e della vicina corte all'estremitą della calle dei boteri (v. boteri) - prese il nome dalla famiglia patrizia Rampani e stintasi nel 1319.
Carampia o scarampia o magoga o marantega - (rifer. a donna, spec. vecchia) scagnarda o scanfarda
Carantan - sessantesima parte di un fiorino austriaco, piccola moneta.
Caratar o incaratar - v. incaratar.
Carbonazzo - saettone o aconzia, specie di serpenti di color verde
Carbonina - carboniccia.
Carega - sedia, seggiola; sue parti
Carega brazzali - bracciuoli
Carega schenal - spalliera
Carega sentar - sedere
Carega tressi - traverse
Carega zate - piedi
Caregheta - (San Piero in) - v. zogar.
Caregon - seggiolone.
Caregoto da fioi - predellino, sedia alta a bracciuoli, chiusa per dinanzi, sulla quale si mettono i bambini v. seleta e cariolo.
Carezada - carreggiata
Carezada de roba - carrata
Carga o cargo - soma, carico
Cargar - caricare.
Cariol - tarlo, ogni sorta di carie.
Cariolą - (agg.) tarlato, rif. a persona acciaccosa.
Cariolo o spassizo dei fioi - carretto di legno, con quattro girelle, dove si mettono i bambini perchč imparino a camminare a Firenze detto: andarino.
Carne avanzada o rescaldada - carne giostrata o rifatta
Carne meza cota - carne verdamezza
Carne stoposa - carne tigliosa, dura
Carne tenara - carne frolla, molle
Carne verzelada - carne vergata di grasso
Carne in tecia - stufato, stracotto
Carne mata - morta, mortificata (su corpo vivo)
Carne bogida perchč la sta per andar de mal - carne fermata
Carne: ciapar o dar la carne - ricevere o muover rimproveri.
Carne: tirar carne de colo - v. tirar.
Caro - (sost.) carro, traino o carrata della misura di 6 dita cubiche o 5 piedi ven. quad. - misura di legno
Caro ti - (interiez.) deh! di grazia!
Caro: far caro - accarezzare
Caroba - carruba.
Carobera - casa vecchia, in cattivo stato - topaja.
Carpeta - velo, sottana - v. zendą e anche sorzera.
Carpano - carpine o carpino.

27
Carta - a fiori o da muri - carta di Francia
Carta bombasina - carta bombagina
Carta forte - incollata
Carta sugara - asciugante
Carta tondada - ritondata, pareggiata alla estremitą
Carta: porta dela carta - v. porta.
Carte (dar o far le) - dispensarle ai giocatori
Carte: dar le carte basse - darle coperte
Carte: magnacarte - v. sbezzolin
Carte: levar le carte - alzare le carte
Carte: missiar le carte - fare o scozzare le carte
Carte: tegnir su le carte - far giucco coperto
Carte: tor una carta coverta e scoverzerla - succhiellare una carta, scoprirla a poco a poco
Carte: quel che dą le carte in un cafč o in altro logo de ritrovo - pallaio.
Cartozzo - cartoccio v. incartozzar e scartozzar.
Casada - casa privata nobile o signorile, casato
Casada: barcarol de casada - gondoliere di casa patrizia.
Casalin - casalingo
Casalin: tosa arlevada ala casalina - fanciulla educata in casa e per la casa.
Casatela - raveggiolo: piccola forma di cacio fresco.
Cascar - cadere, accadere, cascare, accascare.
Cascar col muso o viso avanti - cader boccone, tombolare
Cascar cola testa in zo - capitombolare
Cascar cole gambe dadrio - rifer. a quadrupedi da corsa: accosciarsi
Cascar in drio schena - cader supino
Cascar le buele - esser affamato
Cascar de trasto in sentina - di male in peggio
Cascar in drio copa - far un tombolo
Cascar zo a tombolon - a catafascio.
Casną - (voce turca) cumulo di denaro.
Casolin - biadajuolo di campagna (che vende cacio ed altre cose).
Cason - (de contadini), casolare, capanna.
Casoto dei buratini - castello dei burattini.
Caspita! - cappita! cancheri!
Cassa o casseta -
Cassa da brodo - ramaiuolo
Cassa de l'aqua o d'altri liquidi - mestola
Cassa da spiumar - mestola per ischiumare, schiumarola o cassa forata
Cassa da manestrar - mestola da minestrare o da scodellare se di legno, ramarola se di ferro stagnato.
Cassan - (San) S. Cassiano, parrocchia e chiesa di Venezia dal sec. X
Cassan: far un Sancassan - metter in disordine, a soqquadro.
Cassarola o cassariola - casseruola arnese di cucina concavo, per lo pił di rame e col manico di ferro, con coperchio, usato generalmente per cuocervi pietanze in umido (Fanfani) v. tecia.
Casse - sculieri - rivenditrici di oggetti lavorati in legno per cucinare.
Casseleri - (arte dei) - stipettai fabbricatori di casse pel corredo delle spose. Avevano una Scuola sacra a S. Giuseppe presso la chiesa di S.ta Maria Formosa.
Casseleria - Calle cosi denominata perchč in essa vi erano varie botteghe di stipettai.

28
Cassia - (baston de) - v. baston in cana - nei bocciuoli
Cassia: dar la cassia - licenziare, - mandar via - dar lo sfratto.
Casson - da sentarse e da conservarghe - vestiti - cassapanca
Cassia de casa - topaia
Cassia de cavalo - rozza, brenna.
Cassopa - (de relogio) - martinaccio o scala.
Castelani - abitanti del sestiere di Castello.
Castelo - (del camin) - v. camin
Castelo - antica isola gią denom. Olivolo, poi divenuta sestiere.
Castradina - carne affumicata, di castrone.
Castron - castrone o castrato
Castron - (fig.) nel senso dispregiativo di girellalo (agg. ad uomo) - v. corlo
Castron - termine chirurgico per, cicatrice irregolare
Castron pottiniccio - cucitura o rammendatura mal fatta
Castron (mal del) - v. molton.
Castronar - acciabattare, abborracciare, ciarpare, far un piastriccio
Castronar sule calze - (locuz. famigliare) pottinicciare, rimendar malamente.
Catar - trovare, rinvenire
Catar sul fato - cogliere sul fatto.
Catabeghe o cataradeghi - cavilloso, litigioso, accattabrighe.
Cate - Catina - Caterina
Caterina - (S.) Chiesa e Convento gią esistevano nel 1200, nel 1807 le Monache agostiniane furono riunite con quelle di S. Alvise, e nel Monastero fu fondato da Napoleone I il Liceo Convitto.
Catocio - prigione.
Catorigole o catarigole - solletico, (trovarghe a uno le) - ricercare il lato debole, il piede da cui uno zoppica
Catorigole: aver le catorigole - patire il solletico.
Cavalada - scorrimento v. cavalezzo
Cavalada - (fig.) rumore baccano
Cavalada (fig.) ciapar una - pigliar la stizza, impeto d'ira, sfuriata.
Cavaleta (far la) - saltare dinanzi ad uno
Cavaleta: far una cavatela (fig.) - ingannare qualcuno.
Cavalier da seda - baco da seta
Cavalier da dente - scroccone.
Cavaleto a tre gambe da sentarse - deschetto
Cavaleto ponte, (albergo del) - localitą fra Piazza di S. Marco e San Gallo, dove si crede che sostassero col loro cavallo persone arrivate nel centro di Venezia.
Cavali - furono usati a Venezia sino alla fine del 1400 in cui si cominciņ a costruire ponti di pietra: vi erano le relative stalle fra cui una credesi vicina alla Piazza di S. Marco v. cavaleto.
Cavalieri de la stola d'oro - detti cosģ i patrizii dichiarati cavalieri dal Senato, dal Maggior Consiglio o da stati esteri, che portavano per distintivo una stola d'oro pendente dalle spalle nelle solenni comparse e, di panno nero orlato d'oro, ordinariamente
Cavalieri de S. Marco - capitani mercantili segnalatisi per valore fregiati di catena con medaglia d'oro.
Cavalo (a) - v. broco
Cavalo: ciapar el cavalo - pigliare il broncio.
Cavalo: esser el caval de Gonela - (aver pił malanni del cavallo di Gonella) - esser acciaccoso, malaticcio
Cavalo: caval dei polastri - catriosso

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Cavalo de l'apocalise o broco - rozza
Cavalo: star otegnirse a cavalo del fosso - tener il piede su due staffe, da due parti
Cavaloto de le braghesse - fondo dei calzoni
Cavaloto: portar a - tenere o sorreggere a cavalluccio
Cavaloto: star a cavoloto - stare a cavalcioni, a pentolino
Cavana - specie di basso portico che s'interna in un edificio sull'acqua, che serve a riparo delle barche; sito in cui staziona la gondola ai traghetti.
Cavanela - piluccone.
Cavanela: esser de quei dola cavanela - essere di coloro che hanno l'abitudine di piluccare, che traggono con astuzia guadagno da qualcuno.
Cavanis - fratelli sacerdoti piissimi, fondarono le benefiche scuole di Caritą ai Gesuati e riedificarono la vicina chiesa di S. Agnese. Il padre Marcantonio fu anche poeta e scrisse nel nostro dialetto un ditirambo in lode della zucca.
Cavar -
Cavar bala d'oro - v. bala
Cavar selegati - levar la lepre dal bosco, strappar segreti
Cavar el goto - dire o far cose di genio
Cavar: no cavar un ragno dal muro - non, ricavare alcun risultato
Cavar: cavarsela dai freschi - trarsi con piacere, d'impaccio
Cavar: cavarsela de una cosa o cavarse la pavana - scapricciarsi, soddisfare la voglia di qualche cosa.
Cavassal - guanciale capezzale.
Cavassua - redestola, specie di passero.
Cavata (vogar de) - con slancio, con impeto.
Cavegiera - capigliatura.
Cavei - capelli
Cavei da drio - della nuca
Cavei intrigai - scarmigliati, accatricchiati
Cavei sparpagnai - arruffati
Cavei: a cavei - v. a burci
Cavei: (petenar i) - pettinare ravviare i capelli
Cavei (destrigar i) - strigare id.
Cavezzo - scavezzo, ritaglio, scampolo.
Caviaro - caviale
Cavioni o cavedoni - alari (voce caratteristica dell'Italia settetrionale emigrata in Toscana (G. Bertoni).
Cavra - capra
Cavra - arca da esequie
Cavra - finta bara a telaio nero.
Cazza! cazza Beta! - v. Beta.
Cazzada - (gran) - esclam. iron. bella faccenda! grossa preda!
Cazzador - cacciatore.
Cazzador (vento) - v. vento.
Cazzafati - faccendiere affannone.
Cazzar - cacciare, scacciare
Cazzar: cazzargliela a uno o fabricarghela, o farghela - ficcarla, farla a uno
Cazzarola o cassariola - casseruola v. tecia.
Cazzarse avanti - far lo sfacciato ingerirsi, intromettersi, inframmettersi.
Ēelega - passera.
Cazzopa - oggetto frusto.
Ceci - v. Checa.
Ēeola - cipolla v. resta.
Cetin - bacchettone.
Che so mi! - Che ne so io!
Cheba - gabbia - (le sue parti);
Cheba: bevaori - bevarini
Cheba: casselete - beccatoi
Cheba: legneti o fereti - gretole
Cheba: Quel dele chebe - gabbiaio

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Cheba - chiamavisi anche la torricella dove chiudevansi i rei di gravi delitti esponendoli al pubblico, durante il governo della Repubblica
Cheba - cosģ si denomina una piccola nassa di rete.
Checa - (nome di pers.) Francesca.
Checo - Francesco
Chi se vede - v. scondariole.
Ciaciarar - v. ciacolar.
Ciacola o ciaciara - chiacchera
Ciacola: andar in ciacole - mettersi in questione.
Ciacola: far quatro ciacole - barattare quattro parole.
Ciacola: no ghe voi ciacole! - i fatti sono maschi, le parole femmine.
Ciacolar o ciaciarar - chiaccherare, cicalare
Ciacolar de tuto - sfringuellare a Firenze, e a Siena si usa ciabare per chiaccherare senza proposito, uggiosamente.
Ciacolezzo - cicaleccio, chiaccherio, cicalamento, cianciume.
Ciacolon - cicalone, chiaccherone, battola.
Ciapa-ciapa - parapiglia, guazzabuglio.
Ciapar - pigliare, prendere, acchiappare, raggiungere
Ciapar a brazzacolo - v. a brazzacolo.
Ciapar a straco o a sciopo - alla sprovvista o imprevista
Ciapar al loto - guadagnare vincere al lotto
Ciapar fogo - appiccarsi fuoco
Ciapar el trato avanti - pigliare il tratto, prevenire, precedere
Ciapar la bala - v. bala, buba
Ciapar la man - farsi abile, esperto
Ciapar pie - assodarsi, consolidarsi, diffondersi.
Ciapar sti quatro - non ricavare alcuna utilitą.
Ciapar un rombo - sbagliare, ingannarsi grossolanamente
Ciapar per el colo - aggavignare
Ciapar una calda - darsi un caldo
Ciapar el mal - ammalarsi di contagio.
Ciapar le porcole - esser bastonato
Ciapar in comio - v. comio
Ciapar un scampon - v. scampon.
Ciapar un ano de preson - essere condannato ad un anno di carcere
Ciapar ciaparghe dentro - coglier il momento vantaggioso
Ciapar gusto - trovarci gusto
Ciapar giusto - accertare il colpo
Ciapar: ciaparse co parole - impegnarsi con discorsi
Ciapar: ciaparsela co uno - tenergli il broncio, risentirsi, aversene a male.
Ciapin - acchiappatoio, o arnese da acchiappare.
Ciapo o sciapo - de piegore o d'altro
Ciapo de osei - stormo.
Ciapo - allacciatura fatta in modo che mai si allunghi o si restringa; serve per legare un palo, od altro.
Ciara - (agg.) chiara, rada
Ciara come le bone persone - scherzosamente si dice di liquido troppo diluito, leggero, specialmente del caffč
Ciara come el lissiasso - si dice pure scherzosamente di liquido molto torbido e figuratamente di questione o di idea confusa, talvolta ambigua - equivoca, sospetta, alterata.
Ciara de ovo - albume o bianco dell'uovo.
Ciarina - v. buba.
Ciaro -
Ciaro (petene) - pettine rado
Ciaro: ciare volte - di raro.
Cic-ciac - cianche, cianche.
Cicar - masticare il tabacco
Cicar (fig.) - v. biscar.
Cicara - chicchera, tazza da caffč

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Cicara: meterse in cicara - allindirsi
Cicara: parlar in cicara - v. parlar.
Cicheto - bicchierino di grappa.
Cicia - (voce scherzosa)
Ciciolar - canticchiare degli uccelli.
Cicin - (voce bambinesca) - carne.
Cico - v. a.
Ciesar - frequentare le chiese.
Cinciarse - attilarsi, cincinnarsi, azzimarsi.
Ēinquantando - (v. andar).
Cio - Cio ti! - (esclam.) Eh, ehi! To piglia! To, quą!
Cioca - chioccia
Cioca - lumiera, lampadario.
Cioco - ubbriaco.
Ciocolata (baston de) - v. baston.
Ciocolatini - girelli di cioccolatto.
Ciompo - monco, moncherino.
Ciopa de pan - coppia di pane
Ciopa pane solcato da due tagli - v. anche pan.
Ciosso - anitra penelope o selvatica (maschio).
Ciosselo - id. (femmina).
Ciovere - Vasti tratti di terreni e prati interni dove, dopo la tintura, si asciugavano i pannilini (26).
Cioza - Chioggia.
Ciuca - ubbriacatura, sbornia.
Ciuciar - succhiare.
Ciucio - poppatoio.
Ciucio (voce scherzosa) - vino.
Ciucion - succhione.
Co - quando, quanto, allorchč
Co p. es.: co tornarņ - quando ritornerņ
Co ben - anche se
Co mi - con me
Co: mi co ti, ti co mi - io con te, tu con me, ossia amiamoci, aiutiamoci a vicenda
Co fa quelo - come quello, come colui
Co bon! (esclam.) - Com'č buono!
Coa - dei cavei - treccia
Coa - nel signif. di retrogrado, retrivo
Coa: alzar la coa - v. alzar
Coa: menar la coa - scodinzolare
Coa: meza coa - codimezzo
Coa: Veder dove che el diavolo tien la coa - dove giace la lepre.
Coada - covata.
Coalonga (uccello) - codirosso.
Coar - covare.
Cocal - gabbiano, (fig.) balordo.
Coceta - lettiera.
Cochi - matto.
Cocio - cocchiere.
Cocņ (voce bambinesca) - uovo.
Cocodč - (fig.) cicaleccio rumoroso
Cocognelo - modo di raccogliere i capelli dietro la nuca nell'acconciatura della donna.
Cocolar o far cocolessi - vezzeggiare, accarezzare, far moine, vezzeggiare.
Cocolar: cocolarse in leto, al fogo - crogiolarsi nel letto, al fuoco.
Cocolessi - moine, vezzi, carezze, spec. di donne e di bambini.
Cocon -
Cocon de la bota, dela scafa - tappo, cocchiume
Cocon de stopa - stoppacciolo
Cocon de cavei - mazzocchio di capelli
Cocon: tegnir streto per la spina e spander per el cocon - risparmiare da un canto e prodigare dall'altro.
Coconar - tartagliare, scilinguare.
Codega - servo che di notte portava il lume ai padroni precedendoli per via
Codega - cotica, cotenna
Codeghin - cotichino.
Codogno (pomo) - mela cotogna
Codogno - Usato da Goldoni e Pozzobon nel sign. di grosso sproposito, cosa mal fatta
Codegugno - cuticugno
Codegugno - gabbano con maniche.

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Coega o Collega - v. codega.
Coego - (d'erba) - zolla erbosa.
Cogiombaro - minchione
Cogionar - minchionare, corbellare.
Cogionador - motteggiatore.
Cogionaria - minchioneria, sciocchezza, cosa di poco conto.
Cogionelo - derisione, beffa.
Cogolo - ciottolo - rete per pescare le anguille nelle valli.
Cogumaro - cetriolo.
Coin - codino o coda.
Cola caravela - mastice formato di ragia di lentischio
Cola de biancaria - salda, colla d'amido.
Cola de formagio o da marangoni - č una certa colla che fanno i legnajuoli con cacio, acqua di calce viva e con altre materie per unire fortemente pezzi di legno o d'altro
Cola de pesce - ittiocolla o specie di colla che si estrae da alcune parti di varii pesci e pił spesso dal colpesce e dallo storione
Cola de retagi - carniccio, colla di cuoio o di limbellucci e cioč di ritagli di pelli animali, fatti bollire e sciolti nell'acqua
Colaor o scolaor - colatoio, colino
Colaor de la salata - scotitoio
Colaor dei piati - v. scafa.
Colarina - stiratrice, insaldatora
Colarina - nel signif. di: cravatta o corvatta. fazzoletto, striscia o simile pezzo di drappo che si aggiusta intorno al solino della camicia.
Colaro - collare, bavero.
Colegio - titolo di alcuni Consessi o Magistrature della Repubblica veneta - Collegio.
Colete - v. da colo.
Colma d'acqua - alta marea o altezza massima dell'acqua marina.
Colmelo - piccolo pilastro.
Colo dela camisa - v. da colo
Colo incordą - torcicollo
Colo: magnar carne de colo - v. tirar.
Colomba - voce marinara, come in ital. - francese: chiglia
Colomba: scavezzo in colomba - dicesi di persona mal formata, di corpo difettoso e che si piega e si dimena nel camminare.
Colombo (pesce) - pesce aquila distinto dai nostri pescatori, per la diversa conformazione della testa in muso schizzo e muso impontio: il primo arriva al peso di 15 Kg. il secondo anche a 100
Colombo (uccello) toresan - colombo terraiuolo.
Color -
Color (andar zo de) - stingersi
Color (cambiarse de) - mutar pelle.
Color: magnarse el color d'una stofa - stingere o tingere.
Coltra - coltre, coperta da letto
Coltra imbotia - prepunta da letto, coltrone - v. covertor.
Coltreri - coltricciaj. - si radunavano in corporazioni nella chiesa di S. Bartolomeo coi fustagneri sotto il patrocinio della Invenzione della S. Croce.
Colł - (dispregiativo) - colui.
Comagna - compagnia: č formata di barche donde i pescatori uniscono le loro reti per una pesca comune.
Comandador - usciere giudiziario del governo veneto.
Comare - mammana, levatrice - madrina che tiene a battesimo od a cresima un fanciullo - la moglie del compare - amica, compagna - v. compare.
Comarezzo o comarņ - cicaleccio di donnette - crocchio.
Combater -
Combater: no vado a combater - non mi do fastidi, non m'incomodo

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Combater: el me fa combater - mi dą noja, mi fa perdere la pazienza, mi infastidisce.
Comenzaria o scomenzera - canale cominciato artificialmente e poi compiuto dal flusso naturale dell'acqua.
Comiada - gomitata.
Comio - gomito
Comio: aver o ciapar o tor in comio - risentir danno, discapito
Comio: far de comio - frugare, stuzzicare urtando il gomito, per iscuotere o per richiamare l'attenzione altrui su qualcuno o qualche cosa
Comio: star puzą sui comi - star gomitone o gomitoni.
Comissura - connessura, incastratura.
Comodin (far da) - prestarsi alle comoditą altrui.
Compagnarse - accompagnarsi di donna, nel senso di pigliar marito - ammogliarsi.
Compagnia della Calza - v. calza.
Companizarse - dividere e risparmiare il companatico od altro per giorni o riprese, far a miccino.
Compare -
Compare de l'anelo - degli sponsali
Compare de S. Zuane o de batizo - compare o padrino del battesimo.
Comparismo - comparaggio.
Compģlata - capitombolo.
Con dir... - come a dire, cioč a dire, volendo dire.
Condoto - fogna, pozzo nero, smaltitoio.
Confeto -
Confeto (dar el) - far cortesie, rendersi propizio, abbonire
Confeto: dar el confeto in boca a un porco - dare la margherita ai porci; essere generosi con chi non lo merita, con gente grossolana.
Confusion de zente - trambusto, subbuglio.
Confusioner - privo d'ordine, incomposto, tumultuoso.
Consegio - Nel governo veneto erano i seguenti Consegi
Consegio (Magior) - corpo sovrano della Repubblica formato di tutti i patrizii, che eleggeva a tutte le magistrature, formulava leggi ecc.
Consegio dei Pregadi o Pregai - cosģ detti perchč pregati dal doge di convocarsi presso di lui e formavano il Senato
Consegio dei Quaranta - cosģ detti dal numero che li componeva, formavano parte importante della magistratura giudiziaria
Consegio dei diese - composto di 10 senatori e 10 consiglieri, sotto la presidenza del doge: trattavano materie importantissime di stato ed i pił gravi casi criminali.
Consulta - Conferenza giornaliera, nel Palazzo ducale, dei Savii (v. Savii) per le proposte da farsi al Senato.
Contar falope o buzare - sballare carote, fanfaluche
Contar: far conto de - proporsi di....
Contarelo o contesin - conticino
Contentin - ripicco, aggiunta ad una bevanda
Contentin: Dare el contentin - accontentare in qualche piccola voglia un fanciullo.
Contrada - v. capo.
Contraria - (andar a) - v. andar.
Convulsģon - (ciapar le) - essere assalito da un accesso convulsivo.
Conza - condimento, acconciatura, acconciamento
Conza careghe - rattoppatore di sedie, seggiolajo
Conza corami o scorzeri - conciapelli: (industria dei...) importantissima fino al 1700 a Venezia

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Conza fenestre - id. di finestre, finestrajo.
Conzar - condire, acconciare
Conzar: esser conzai per le feste - esser acconciati pei di delle feste.
Conzier - condimento.
Conzina - (giucco) calabrache.
Conzo - condito, acconcio - v. desconzo.
Coo - covo, covolo, covacciolo - nido
Coo: meter a coo - porre la chioccia e porre l'uova - (fig.) porre a guadagno.
Copa - coppa, collottola, nuca
Copa: copin - capocollo, vivanda colla coppa di maiale
Copa: ciapar per el copin - prendere per la collottola.
Copar -
Copar: copacani - canicida
Copar l'ocio - schiacciare un sonnellino
Copar: siestu copao! - malanno ti colga! (detto graziosamente) - v. maledegno.
Cope (ciapar el tre de) - v. mocarsela.
Copin - coppa o parte posteriore del collo
Copin - capocollo del maiale che si prepara in modo speciale, condito con sale e droghe.
Copo - coppo, tegola
Copo: dai copi in su - al di sopra dell'intelligenza comune
Copo: dai copi in zo - al ai sotto id.
Coradela o coraela - coratella, corata; scherzosamente: cuore v. fongadina.
Corbame (de poldstri e osei) - catriosso.
Corbato - corba; cesto per frutta o verdura.
Corbo (pesce) - pesce-corvo
Corbo de sasso o d'aspreo - coracino.
Corbola - granchio marino a lunga coda.
Corda -
Corda dele gambe - garretto.
Corda: dar la corda - fig.: tenere alcuno sulla fune: a parole, senza venire a quel che importa.
Cordadura - accordatura (di strumenti musicali).
Cordarol - cordaio, funaio.
Cordola - treffolo, filo attorto per fare una fune.
Cordon (tegnir el) - essere complice
Cordon dei frati - cordiglio.
Corer drio - rincorrere.
Corgnņla o corniņla - (pietra dura) corniola.
Corlo - arcolajo, guindolo - bindolo - v. castron e stampo.
Corlo - fig.: girellaio, sventato.
Corneto per i sordi - cornetta acustica, piccola cerbottana.
Cņrnola - (frutto) corniola.
Cornoler - (pianta) corniolo.
Corona - (de coco) cannacoro.
Coronela -
Coronela dei fiumi - arginetto.
Coronela dele onge - orlo, corona.
Corossolon - codirossone (monticola saxatilis).
Corpeto - giubbetto, farsetto, parte della veste femminile.
Corpo de un libro - culatta o costola.
Corpo ubidiente - lubrico.
Corpo: a corpo morto - stramazzone
Corpo: persona che ga corpo - corpulenta.
Corte -
Corte d'una casa - cortile
Corte bandia - casa e tavola pronta ad accogliere amici e conoscenti
Corte: far la corte a done - fare il cicisbeo, il galante
Corte a qualchedun - piaggiare, adulare.
Corteler - coltellinaio.
Cortelo -
Cortelo pestalardo - da sminuzzare

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Cortelo - da calegheri - trinchetto, falcetto
Cortelo che tagia quelo ch'el vede - che taglia come cuce.
Cortesan - cortigiano, uomo cortese, liberale, generoso, di spirito.
Cospeton (o scopeton) (27) - aringa senza uova e senza latte, conciata in salamoja, che a noi perviene stivata in barili come le sardelle - v. renga.
Cospeton - sardina salata e affumicata
Cospezie! - cospetto! cappita!
Cossata - coscia.
Cosseto - cosciotto
Cosseto de castrą, de agnolo ecc. - lacchetta
Cosseto: che bel cosseto! - che bel naccherino! mingherlino, grazioso.
Cosso - coso.
Cosso: (sior) cosso! - pulcin bagnato, bellimbusto.
Cosson - coscione.
Coste - (in) - accanto, addosso
Coste: dar o petar in coste - v. dar (dentro).
Coston -
Coston de panocie - torso o torsolo
Coston de verdure, de fruii (ossia quelo che resta de) - mazzocchio
Coston o fondo de l'articioco - girello
Costruto - risultato, compenso, riuscita, probabilitą.
Cota -
Cota (sopravveste) del prete - cotta
Cota de pan, de calcina ecc. - cottura
Cota: ciapar una cota - innamorarsi perdutamente
Cotecio (zogo del) - rovescino, vinciperdi.
Cotego - trappola
Cotego: el xe un cotego - (fig.) - č un solitario; non socievole; misantropo, zoticone; cotennone.
Cotola o cotolo - sottana, gonna, gonnella - sottanino
Cotola: star tacą ale cotole (fig.) - starsene spesso vicino ad una donna - starsene sommesso alla volontą della madre, della moglie, ecc.
Cotoleta - costoletta
Cotoleta (fig.) - l'uomo che avvicina con predilezione le donne - donnaiolo.
Cotorno - coturnice.
Covercio -
Covercio dela comoda o del cesso - carello o cariello
Covercio dela pignola - testa o copertoio.
Coverta - v. coltra.
Covertela - copritura, coperchiello
Covertela - (fig.) frode, pretesto, protezione, apparenza.
Coverto de casa - tetto, copertura.
Covertor da leto - coltrone, copertoio
Covertor da tola - celone.
Coverzer - coprire - coperchiare.
Cragna - untume, sudiciume sul collare d'un abito od in altra parte della veste in contatto col corpo
Cragna - testa pelata, calvo.
Crecola - (uccello palustre) (cercedula circia) o garganelle
Crecola - strumento di legno (adoperato per gioco dai fanciulli), che contiene una linguetta metallica la quale, strofinata intorno ad una ruota dentata girante, produce un suono simile al canto della crecola.
Crecolar - v. scricolar.
Cren - armoracia, barbaforte, rafano rusticano tedesco o semplicemente cren (cochlearia armoracia di Linneo)
Crena - crine di cavallo.
Crepa, crepaura o orepo - (sost.) - coccia, coccola
Crepa de pignata o d'altro - coccio, greppa, greppo, screpolatura d'intonachi, croste ecc.

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Crestoso (fig.) - vanaglorioso.
Criada - gridata
Criar - sgridare, rimproverare, rampognare.
Cricolar o scricolar - v. scricolar.
Crior - gridore, gridio, gridata, contesa.
Crivelo - nel signif. it di crivello ma anche in quello di arnese dove si pongono gli ami per la pesca.
Crocolar - gorgogliare, bollire a scroscio, a ricorsoio.
Croda - roccia, balza.
Crognolo - nel signif. primitivo - corniolo (cornus mas)
Crognolo - nel successivo: sporgenza dell'articolazione ossea della mano fra il metatarso e il dito, che si osserva traverso la pelle stringendo il pugno
Crognolo: dar un crognolo - dar un pugno, o un punzone colla nocca della mano.
Crompar - comperare, acquistare.
Crosera - crociera, crocicchio.
Croseta de formento - cavalletto.
Crossč - (francese crochet) - (lavoro a) - lavoro all'uncinetto.
Crosta dele ulcere o piaghe - chianze o stianze
Crosta: andar in croste - portare i solini o golletti insaldati.
Crostinar - sgranocchiare
Crostinar: crostin de pan brustolą - pezzetto di pane rosolato, abbrustolito.
Crostoli (o galani) - crespelli; zuccherini di pasta d'uova, zucchero, burro e farina, distesa in foglio, poi tagliuzzata e fritta.
Crostolo - crosta delle vivande disseccate esternamente da soverchio fuoco
Crostolo: ciapar el crostolo - perciņ significa disseccare delle vivande al fuoco.
Crozzola - gruccia, stampella
Crozzola: tegnir uno sule crozzole - (fig.) tenerlo sospeso, incerto.
Cruo - crudo, immaturo.
Cruzzio - cruccio - (rifer. di solito a persona fastidiosa e seccante).
Cuba - cupola, volta
Cuba del cappello - cocuzzolo.
Cubia - coppia
Cubia de cavai - pariglia
Cubia: che bela cubia! - Dio li fa e poi li accompagna!
Cubiar - accoppiare.
Cubatolo - detto famigliarmente per piccolissima camera da letto.
Cuca - (voce infantile)
Cuca: ciapar la cuca - v. bala
Cuca: far le cuche - (fanciullesco) far le capate.
Cucada o zucada - capata
Zucada: ciapar una zucada - dare di capo, battere del capo.
Cucer o sculier - v. sculier.
Cuciarse - v. cufolarse.
Cuco - cuculo (Cucłlus canorus)
Cuco: cantar da cuco - v. cantar
Cuco: fame da tuti i osei, ma non da cuco - credimi buono quanto ti piace, ma non minchione
Cuco: far el cuco o da cuco - fare il meo, il nesci, l'indiano, il Nanni, lo gnorri, la gatta morta; mostrarsi balordo o scimunito.
Cufolarse - accosciarsi - acquattarsi, cucciare.
Cufolon (a) - coccolone, i.
Cugno - torsello, cuneo, ponzone
Cugno dei taglialegna - conio, bietta
Cugno degli ottonai - cacciabotte.
Culia - (dispregiativo) - colei.
Culpa (baterse in) - pentirsi.
Cuna - culla
Cuna: pič dela cuna - arcioni
Cuna: baratar putei in cuna - (fig.) scambiare le carte o i dadi in mano.

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Cuor -
Cuor (patir el) - soffrire di palpitazioni (fig.) - provare un'angustia, un rovello, affanno
Cuor: morir el cuor - cascare il cuore
Cuor: aver el cuor co tanto de pelo - essere egoista, sordido, crudele
Cuor: aver un cuorazzo - esser generoso, di gran buon cuore.
Cura - denti - stuzzicadenti
Cura onge - nettaunghie
Cura recie - stuzzicaorecchi.
Curame - cuojo.
Curamela - striscia
Curamela del rasador - buccio del rasoio.
Curar - mondare
Curar i fruii - digusciare, sbucciare le frutta
Curar la naranze - spicchiare gli aranci
Curar i polastri - sventrare i polli
Curar: curarse un dente - nel senso di mangiare senza saziarsi.
Curanza - rimondatura.
Curto - corto, breve
Curto: tegnir curto de caena o de cavezza - (fig.) - tener in freno
Curto de vista - ber cilocchio, bircio
Curto de testa - di scarso intelletto.
Cuser - cucire
Cuser co asse dopie - cucire di sodo
Cuser a cavolato - fare il sopraggitto
Cuser fisso - impuntire
Cuser mal, o potaciar o spontezar - potinicciare
Cuser mal gualivo - cucire mal pari
Cusidura - cucitura, costura
Cusidura: bater le cusidure - ragguagliare le costure - (fig.) percuotere, bastonare.
Cusinar - cucinare, cuocere
Cusinar poco - incuocere
Cusinar tropo in pressa - arrabbiare le vivande.
Cusinar in bianco - trotare
Cusinar la calcina - calcinare
Cusinar: meter a cusinar - porre al fuoco.
Cussin - cuscino, guanciale
Cussin da careghe - carello
Cussin da merleti o ricamo - tombolo delle trine
Cussin a l'arlecchina - carello, guanciale di panni fatto a scacchi
Cussinelo o cuscineto - guancialino
Cussinelo da aghi - buzzo o torsello
Cussinelo da chirurgizi - piumacciolo.
Cusso - cuccia, covaccio, covacciolo
Cusso: a cusso - v. (a)
Cusso da cani - canile.
D -
Da bon - forma avverbiale usata nella campagna veneta per significare: davvero, in veritą
Da bon: sievolo da bon - v. sievolo.
Da cao - da capo, di rimando.
Da colo (dela camisa) - collare, solino, goletto (della camicia).
Damaschin - panno di oro e seta gią usato a Damasco poi anche a Venezia.
Da par mio, alla me par - pari a me, al pari di me, qual si conviene a me.
Damani - polsini.
Damegiana - damigiana
Damegiana senza colo - locuz. famigliare fig. agg: a uomo corpacciuto tozzo e molto pingue.
Danarse - arrovellarsi, stizzirsi.
Dao - dado
Dao dele bocie - grillo, lecco - v. balin
Dao: butar el dao - (fig.) interrogare astutamente, suggestivamente.

38
Dar -
Dar a fruo - dar a consumo.
Dar a tagio - a saggio (usato anche fig.) rif. a persona
Dar basi a pizzegheto - v. (a)
Dar capoto - vincere al giuoco del tresette, del cotecchio, del tersiglio ecc.
Dar capoto a uno (fig.) - piantare uno, lasciarlo, abbandonarlo
Dar de capoto - modo avverb. e fam. - affatto, del tutto
Dar da bever ale piante - inaffiare
Dar de bando - dare gratis v. a maca
Dar de denti - infino ai denti, con accanimento
Dar dele porcole (volg.) - delle busse
Dar de volta al ēervelo - impazzire
Dar drio a uno - (fig.) - assecondare qualcuno
Dar el balo de l'impianton - v. impiantar
Dar el beco a le stele - esprime la soddisfazione di chi mangiando o bevendo di gran gusto va quasi in visibilio
Dar el caenazzo - chiudere col catenaccio v. anche caenazzo
Dar el cao in man - (fig.) dar occasione, pretesto, motivo v. cao
Dar el filo - affilare
Dar el licheto - ingolosire far venire la voglia, adescare
Dar el mandolato - lisciare la coda, adulare
Dar el muso, el viso, el naso, i corni dentro, in coste a uno - abbattersi in uno, ammusarsi, incappare in uno, dar di petto o di urto contro qualcuno
Dar el santo - darsi ritrovo
Dar in tel muso - (fig.) rinfacciare
Dar la salata a uno - rimproverare
Dar la cassia a uno - v. cassia
Dar la cola ala biancaria - inamidare
Dar la bagia a uno - beffarlo
Dar la piena a una bottiglia, o fiasco ecc. - rabboccare
Dar la peto a uno - tacciare uno di qualche cosa v. anche peta
Dar la prima, la seconda, la terza man de calcina - v. calcina.
Dar le bote, le porcole a uno - percuotere, bastonar uno
Dar quatro scopazzoni, quatro sberloti o stramusoni - dare una spiumacciata - schiaffeggiare
Dar sule strazze a uno - danneggiarlo, recargli pregiudizio
Dar un bogio - v. bogio
Dar un altro bogio - bislessare; rifare le carni
Dar una cornada a - menare una cornata
Dar una feta a uno (fig.) - tenergli un lungo discorso, annoiarlo con una tiritera
Dar un fraco de bote - v. fraco
Dar un'onta e una ponta (fig.) - dare un pane ed una sassata
Dar un scopeloto o una scapolo - dare uno scappellotto
Dar zo de peso - diminuire di peso
Dar zo de salute - deperire, indebolire
Dar daghe, daghe! o dai dai! - dagli, dagli! modi coi quali si eccita alcuno a dare addosso ad altri, percuoterli e simili
Dar daghe una bÓta! - v. taca
Dar e daghela! - E dagli! E batti!
Dar: dai! e redai! - alla fine! finalmente! - Serve a denotare impazienza o sdegno per l'altrui insistenza
Dar: dai al can che l'č rabioso - crucifigatur! - gridare tutti contro uno
Dar: dai, dai tira, para! - vale come daghe, daghe o - dagli, tocca, picchia, mena - ponza, ponza!
Dar: - Talvolta dai, dai serve anche di semplice eccitamento o stimolo ad uno perchč si scuota si muova, si risolva a qualche cosa

39
Dar: darghe dentro a uno - v. dar el muso
Dar id. a una cosa - mettersi con fervore intorno ad una cosa, affaccendarvisi intorno, rendere, pił intenso e rapido il lavoro
Dar: darghela in drio (fig.) - ribattere un discorso, non prestarvi fede
Dar: dargliene o darsene un fraco, un furegoto - v. fraco
Dar: no darghene una pataca - non darne un fico secco
Dar: darse dentro - urtarsi a vicenda
Dar: darse le man atorno - ricercare con ogni mezzo, affrettarsi a riuscire ad un fine.
Darente - davvicino.
Dato - (metemo un) - diamo per ipotesi, per esempio.
Datolo - dattero.
Deasso - dito grande, grossolano, mal fatto.
De bando - gratis, senza utilitą alcuna - v. dar
De bando: esser de bando - disoccupato.
Debater - v. dibater.
De borida - di volata, di volo, di primo volo (termine dei cacciatori).
De bota (o in bota) - di botto, di posta.
Deboto - fra poco; pił tardi - quasi, quasi; per poco.
De din, de dia! - a fč! a fč di Dio! per bacco, perdinci!
De ficon - addirittura, di botto
De ficon: andar o laorar de ficon - v. andar
De longo - v. andar.
De paca - v. bota.
Deeto o diolin - ditino v. fiatin.
Degolą - decollato - v. Zan.
Delaide - Adelaide.
Delibera (Dio!) - Dio guardi! guardi Iddio!
Demoniesso - diavoleria - baccano indemoniato, rovinio.
Dental - dentice (pesce: sparus dentex).
Dente -
Dente col calcinazzo - rugginoso
Dente da late - lattaiuolo
Dente de can - cosģ č chiamata una leva per strappare i denti
Dente marso - cariato
Dente che bala - v. scantinar
Dente che spunta - barba di dente
Dente: curarse i denti - pulirsi, stuzzicare i denti
Dente: denti ciari - radi
Dente: denti davanti - incisivi
Dente: denti storti e longhi - a bischeri
Dente: far i denti - mettere, spuntare i denti
Dente: far una cosa a denti levai - malvolentieri
Dente: scantinar i denti - v. scantinar
Dente: scrizzolar i denti - scricchiolare i denti
Dente: capisso che dente te dol - capisco da qual pie' zoppichi, quale sia la tua tendenza, intenzione ecc.
Dentro (dar) - v. drento.
Deo - dito [coll' e stretta] (a mena)
Deo: longo come un deo - piccolo
Deo minuelo - dito mignolo
Deo: osseti dei dči - falangi delle dita
Deo: polpe dei dči - polpastrelli delle dita
Deo: farsela sui dči - farsela facile, non trovare difficoltą.
Decgrazia - grazie al Cielo! Che ringrazi il Cielo! Puņ essere contento! - corrispondendo al deogratias ultima frase della Messa, deo grazia, si usa come esclamazione che esprime chi č soddisfatto d'aver bene e finalmente compiuta qualche azione od impresa.

40
Deolin (un) - v. fiatin.
Depenar - cassare.
Depenzer - dipingere.
De pesto - v. lassar.
De petacio - v. andar.
De rebalton - v. rebalton.
De recao - v. cao.
Derenarse - dilombarsi.
De repeton - v. repeton.
De resbogo - v. resbogo.
De rife, de rufe, o de rafe - v. rifa.
Desasio - disagio, stento
Desasio: el xe, el ciama el desasio - č pessimista, č profeta di sciagure v. pitima.
Desbafarą - spettorato, col petto scoperto, scollato.
De sbianzo - v. sbianzo.
De sbiego - v. sbiego.
Desbolar - dissuggellare.
Desbonigolą - scinto, sfibbiato, dinoccolato.
Desbonigolarse - scingersi, sfibbiarsi, sbellicarsi, contorcersi, dimenarsi - anche affaticarsi il pił possibile.
Desbotoną - sbottonato.
De sbrizzon - v. sbrizzo.
Desbrocar o desbrochetar - levare le bullette.
Desbrocarse - (fig.) esalarsi, sfogarsi, vuotare il gozzo.
Desbrocada o sbrocada - sfogo impetuoso dell'animo, gridata.
Descaeną - sbrigliato.
Descaenar - scatenare.
Descampon - v. scampon.
Descantar - v. desgrezar.
Descargar o scargar - scaricare - smollare con una prima lavatura la biancheria.
Descategiar - v. destrigar.
Desciodar - schiodare, sconficcare.
Descoconar - sturare la botte - v. anche desgozzar.
Descoconą - (fig.) ingordo, crapulone.
Descolar - scollare, sciogliere, staccare
Descolar: descolarse - rif. a pers. v. desconirse.
Descomodar - incomodare, disturbare.
Desconio o sconio - smunto, consunto, disfatto, affralito.
Desconirse - struggersi, consumarsi.
Desconzo - non condito.
Descossar - tor via l'untume.
Descoverzer - scoprire, scoperchiare.
Descrosar - (le gambe, el tabaro) - svolgere.
Descuser - scucire.
Descusģo - scucito.
Desservelarse - dicervellarsi o discervellarsi
Desfangar - spillaccherare.
Desfantar - sciogliere, sgonfiare, svanire.
Desfar - sciogliere, liquefare
Desfar un voto - soddisfare al voto, sciogliere il voto
Desfar un gemo - sgomitolare
Desfar un gropo - sciogliere un nodo v. anche gropo
Desfar la barba - radere la barba
Desfar: desfarse da prete o da frate - spretarsi, sfratarsi
Desfar: desfarse per uno (fig.) - sagrificare sč stesso, ogni cosa per qualcuno.
Desfigurarse - sformarsi.
Desfilar - sfilacciare.
Desfodrar - sfodrare.
Desfregolar o sfregolar - sfregolar.
Desfrizer - soffriggere
Desfrizer: desfrizerse in tel so grasso - cuocersi nel proprio grasso, ajutarsi coi propri mezzi, re stare nel proprio stato ecc.
Desfrito - soffritto.
Desgambararse - strigarsi, trarsi d'impaccio.

41
Desganfir - sgranchire.
Desgiazzar - sgelare, dighiacciare
Desgiazzarse - (fig.) animarsi, scuotersi, riprender vigore, energia.
Desgionfar - sgonfiare.
Desgozzar - «i condoti» - sgozzare sturare gli scolatoj.
Desgrassar - digrassare, sgrassare.
Desgrendeną - scarmigliato, rabbuffato, spettinato.
Desgrezar - dirozzare, scaltrire v. anche molar.
Desgropar - sgroppare, sciogliere
Desķo - (far un) - malmenare, sciupare, sconvolgere.
Deslanegą - scinto, slombato.
Deslatar - (fig.) slattare, spoppare, divezzare dal latte.
Desligar - scingere, slegare, svincolare, disciogliere.
Desmanegar - levare il manico.
Desmissiar - destare, svegliare.
Desmolar - sciogliere, slegare, svincolare.
Desnonbolarse - slombarsi, dilombarsi - affaticarsi troppo, dimenarsi.
Despacar - spacchettare, aprire un pacco.
Despaltanar - sfangare.
Despatar - scioglier la patta.
Despegolar - nettare dalla pece.
Despetar - staccare, descollare.
Despetenar - scarmigliare, spettinare.
Despetolar o despetolarse o despegolarse - sciogliere o sgiungersi da un corpo attaccaticcio - (fig.) disimpacciarsi, sciogliersi da un impiccio, uscirne; spaniarsi.
Despirar - sfilare, slacciare, svincolare.
Despontar - spuntare, sciogliere.
Despulezar - spulciare.
Desquamar - squammare, levare le squamme, scagliare.
Desquinternar - squinternare
Desquinternar - (fig.) disordinare, sconcertare, scombussolare, sfracellare.
Dessestar - dissestare, scompigliare, disordinare.
Dessacolar - spillaccherare.
Dessavia - scarso di sale, insipido
Dessavia - (fig.) - scipito, sciocco.
Dčsso - adesso.
Dessolarse - slegarsi, sciogliersi.
Dessņra - v. sņra.
Dessorar - intepidire (di caldo ridur tiepido).
Dessoravia - disoprappił, per giunta, soprammercato.
Destacar - destacarse da l'osso - (fig.) sciogliersi dal riserbo; pigliar ardire, disinvoltura.
Destender i drapi - sciorinare i panni, metterli al sole.
Destirar - destirarse, protendersi, sdrajarsi, stendere le cuoja.
Destirar le lasagne - v. lasagna o lasagnon e trombon.
Destracarse - riposarsi.
Destravią - sviato, distratto.
Destrigar o descategiar -
Destrigar i cavei - ravviare i capelli, districarli
Destrigar le camere - rassettare v. anche: desgrezar
Destrigar: destrigarse de uno - levarselo disfarsene
Destrigar de una cosa - smettere una cosa, liberarsene, trarsene d'impaccio.
Destropar - sturare
Destropar el naso - stasare
Destuar - v. stuar.
Desumaną - contraffatto (rifer. a volto umano).
Desviziar - divezzare.
De trinca - di botto.
Dezunar - digiunare.
Diambarne! - (esclam.) diamine! Possibile! Affé di Dio! Poffar Bacco!
Dia (de dia) - idem.
Diana! (de): - (esclam.) idem.

42
Diavolesso - diavoleria, pandemonio.
Dibater o debater - diffalcare in un conto; in una spesa.
Diluvio -
Diluvio de parole - fiume d'eloquenza
Diluvio da osei - diluvio da caccia, (specie di vasta rete che ha nel mezzo un sacco in cui si fanno cadere gli uccelli, specialmente le passere mattugie) (seleghete megiarole).
Din - v. de din.
Din din - (suono del campanello) tin tin.
Dindia - tacchina
Dindia: dindieta zovene - pollanca.
Dindio - pollo o gallo d'India, gallinaccio, tacchino.
Dindolon (a) - dondoloni, barcolloni o ciondoloni.
Din don - v. don.
Dio - a sto Dio! - a tal segno!
Diodato - Adeodato.
Dir - dir da bon - v. da bon
Dir l'ira de Dio - dir cose di fuoco, da chiodi, il dies ire
Dir per far dir - grattar il corpo alla cicala (al linguacciuto)
Dir: catar da dir sul Credo - questionare su una cruna d'ago
Dir: se dise per dir - si parla a caso, per uso, per modo di dire
Dir: dimelo a mi! - l'hai a dire a me!
Dir: mi digo! - (affermazione), lo credo io! sicuro! gią!
Dir: Cossa diavolo diselo?! - che armeggia costui?! e che dice?
Dir: dar da dir - dar che dire
Dir: no dir nč tre, nč quatro; nč ari nč stari - non dir; senza dir nč a Dio, nč al diavolo
Dir robe da ciodi - sparlare, screditare, diffamare
Dir zo - giudicare avventatamente.
Dirindela (star o andar in) - in farsetto, in vestito troppo leggero.
Disabilič (frances.) (in) - alla buona, non abbigliato.
Discorso vodo, mincion, senza testa nč coa - chiucchiurlaja, cicalata, tantaferata
Discorso da far soto el camin - da vecchierella o da bambini - baje, fole, fiabe, fandonie
Discorso: discorsi dela zente - voci che corrono - v. anche dito.
Disial - ditale.
Disnar (far aspetar a) - tenere a piuolo, a dondolo, a loggia
Disnar a maca - v. a maca
Disnar senza tovagia - a desco molle.
Dita: bona dita! - un galantuomo davvero! - buona lana!
Dito: l'č un dito - č un'idea invalsa, un'opinione che corre, un modo di dire (affermazione recisa del nostro popolo quando non puņ spiegarsi di pił)
Dito: star al dito - a detta d'alcuno, a ciņ che dicono altri.
Do - due.
Doana - dogana.
Dodesona - barca vogata da dodici persone - v. anche bissona.
Dogia - (nome) dolor
Dogia - (verbo) dolga.
Dogalina - sorta di veste usata nelle pubbliche comparse di mezza cerimonia dai patrizii veneti rappresentanti dello Stato e dai giudici o assessori delle Corti durante la Veneta Repubblica.
Dolfin - delfino (pesce) detto anche fig. ad uomo gibboso.
Dolo (esser in) - essere in colpa.
Dolēe - pasta dolce
Dolēe agg. de boca - (rifer. al cavallo) - abboccato
Dolēe che stomega - smaccato.
Domandon - chieditore importuno, facile a domandare, indiscreto; chiedone; sollecitatore.

43
Domeneghin (agg.) - domenicale
Domeneghin - (sost. masch. o femm.) dicesi di chi non esce di casa o non frequenta pubblici ritrovi che di domenica.
Don don o din don - ton ton, rintocchi di campane.
Doną - (nome di persona o cognome di famiglia patrizia).
San Doną - San Donato
San Doną : Sandoną xe morto e so fio sta mal - dicesi per ischerzo da chi non č disposto a donare qualche cosa.
Dona da grosso - donna da cucina
Dona de cale - ciammenga, pettegola
Dona de casa - donna di servizio massaia, casalinga
Don' Anna spasiza per el portego - (gergo) la fame si fa sentire
Dona: bel'asta de dona - v. asta
Donca - dunque.
Doparar - adoperare, usare.
Dopieto - termine di gioco del Faraone.
Dopion - intestino retto degli animali, detto cosģ per distinguerlo dalla, trippa - v. tripa
Dopion de galete - doppi di seta.
Dormioto o Dormicion - dormiglione.
Dormir come un zoco - come un tasso, come un ghiro - fisso, sodo, in sulla grossa
Dormir in schena - supino.
Dorsoduro - (dosso o terreno duro), sestiere di Venezia una delle maggiori isole fra S. Agnese e S. Marta.
Dosana - (termine pei pescatori) - flusso, ritorno della marea.
Dose - Capo supremo della Repubblica Veneta
Dose dei Nicoloti - gastaldo, (detto poi capo contrada) della Comunitą di S. Nicolo dei Mendicanti.
Drapi - (bater i) - v. bater.
Drento - de mi - nel mio segreto in cuor mio
Drento: quel che go drento go fora - le mie labbra non ismentriscono
Drento: esser drento fin ai oci - essersi abbandonato a, immerso in
Dressagno - dirittura - corso diretto d'un fiume
Dressagno - rifer. a uomo nel senso di astutissimo v. dreton.
Dreto - diritto
Dreto: no aver ne dreto nč roverso, nč ti nč mi - non aver nč capo nč coda.
Dreton - volpe vecchia, scaltro, talvolta anche dirittaccio, raggiratore.
Dretura - astuzia, scaltrezza, raggiro
Drezzar - dirizzare o addirizzare, dirigere, rivolgere.
Drezze - tentacoli di cefalopodi
Drezze: tirar le drezze a una - acciuffarle le trecce.
Drezziola - trecciuola.
Drian: sarņ drian de ti - cosģ dice talvolta un barcaiolo ad un altro quando si propone di seguirlo nelle volte o turni delle barche, dei traghetti.
Drio (o adrio) - andar drio a quel che dise uno - ascoltarro, essergli favorevole, assecondarlo
Drio: andar drio el muro - andar lungo il muro
Drio: star tacą drio al muro - rasentare il, appoggiarsi al...
Drio: esser drio a far qualcossa - star facendo qualche cosa
Drio: esser drio a uno o starghe o andarghe drio a uno - seguirlo, pedinarlo, (fig.) - fargli la corte, occuparsi molto di lui.
Ducal (o letera ducal) - lettera dal Maggior Consiglio dei Dieci della repubblica Veneta ai pubblici rappresentanti dello Stato.

44
Ducato - ducato, battuto per la prima volta nel 1661 - moneta che durante la Repubblica Veneta si distingueva dal « ducato corrente» - perchč il ducato effettivo o d'argento del peso di carati 109, grani uno valeva lire otto e il «corrente» lire sei e soldi quattro. «Il ducato di banco» era moneta ideale e valeva lire una e soldi dodici e il «ducato da olio» lire sei e soldi diciannove. C'era anche il 1/2 e 1/4 (G. Boerio).
Ducato d'oro - v. zechin.
Ducaton - v. giustina.
Durar - cosa che dura tre dģ co geri l'altro - che ha una durata effimera.
Durelo - ventricolo dei polli o degli uccelli - buzzino.
Duro de boca - bocchiduro (dicesi del cavallo)
Duro de testa - corto: tardo d'intelletto
Duro: andar via duro - star, camminare, impettito.
Duro come un palo: come el manego dela scoa - come un travertino.
E -
Ebrei - missiar ebrei co samaritani
Elastico del leto - materasso elastico
Elese - elice o elce, leccio (pianta).
Elo - (coll'e stretta) - egli, lui č
Elo - (coll' e aperta - č esso? desso? usasi spesso invece di xelo.
Entrante - v. intrante
Entrarghe - v. intrarghe.
Erba -
Erba canela - geranio canella
Erba cordela - foglia della canna domestica detta arundo donax
Erba da cali - semprevivo maggiore.
Erba da impagiar - carice o sala palustre
Erba da piaghe - giusquiamo
Erba da pori - litimalo
Erba de la nave - filandra
Erba reciela - carciofo selvatico
Erba risera - borracino
Erba rosa - geranio rosa
Erba spagna o strafogio - v. strafogio.
Erbaroli - erbaiuoli, erbivendoli
Erbaroli (Arte dei) - si riuniva per concessione fattale di un altare, nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo,
Erbete de gerģ! - (esclam. ironica) cose avvenute ieri! novitą!
Erbeterava - betterava o bietarapa, barbabietola.
Erce! - (imprecazione) Vatt'impicca! il diavolo ti porti! ti venga la rabbia!
Ermagora - (s.) v. Marcuola.
Esser agro - v. agro
Esser al can, a remengo. in boleto, sul cao dela malora, su un ponte, tegnirse al stendardo de mezo, in Candia (28) - sono espressioni che equivalgono a: esser povero in canna, abbruciato di denaro, spiantato nelle barbe, alle macine: aver fatto spiano
Esser avanti cole crose - esser inoltrati cogli anni

45
Esser buel ligą - esser carne ed ugna
Esser buseta e boton - id.
Esser corni contro crose - esser l'uno opposto all'altro, o contro l'altro
Esser in cartola - ridotto a mal termine
Esser ora da ovi, ora da late - volubile, capriccioso
Esser per la cavanela, per la fregola, per la palanca - esser un piluccone, per la pagnotta
Esser per le ore - prossima a partorire
Esser strucai come le sardele - serrati come le arringhe
Esser sutilo - v. sutilo
Esser tagią in bona luna - esser di buona complessione
Esser siestu benedeto! - Che tu sia benedetto.
Eustachio - v. Stae.
F -
Faganelo - montanello maggiore, fanello.
Fagher - faggio.
Fagoto d'intrighi - batuffolo
Fagoto de carne - mollume, carnume
Fagoto: far fagoto - andarsene - v. anche mocarsela.
Falar la strada - errare, smarrire la via
Falar: Chi fala de testa, paga de borsa - «Chi erra in fretta, a bell'agio si pente»
Falar: Chi fa fala, e falando impara - «Chi fa falla e chi non fa sfarfalla».
Faliva - favilla.
Falivar - sfavillare.
Falopa - fola, panzana, favola.
Falso dela scarpa - fiosso o fianco.
Fame: aver tanta fame da no vederghe; veder la fame coi oci in aria - avere una fame canina
Fame: aver fame dopo cena - aver cenato magramente o averne pochini.
Fanfarielo - v. bagarin.
Fanfe - uomo alquanto basso di statura.
Fanfrugnar o fufignar - rovistare, trambustare.
Fanó - gran fanale di poppa delle galere capitane o che andavano in retroguardia ai tempi della Repubblica Veneta.
Fante dei cai - uno dei bassi ministri in servizio dei 3 capi del Consiglio dei Dieci nel governo della Repubblica Veneta.
Fante: Fantin (S.) - chiesa fondata nei primordi di Venezia.
Fantolin - (vezzeggiativo) fanciullino, bambino, fantolino (dim. di fante).
Far - (a forza de) - v. a
Far aria - darsi pretesa, sussiego, importanza
Far balotae de neve - v. balota
Far balon de qualchedun - farsi giuoco di qualcuno, beffeggiarlo
Far baosete - v. baosete
Far bela gamba - spassarsela.
Far boca da pianzer o la scafa o fifar - far greppo e raggrepparsi
Far id. da rider - sorridere sogghignare.
Far id. storta - fare bocca bieca
Far bochin (el) - v. bochin.
Far boger el vin vecio col mosto - rincappellare il vino
Far bon bever - dar buon bere
Far bordelo - v. ca del diavolo
Far caro o carezze - accarezzare.
Far ciapar aria ai vestiti - sciorinare
Far co Marco Paparela: (aver da far) co un sempio - avere a trattare, ragionare con uno scimunito

46
Far crepe - fare pentolini
Far da Zane e da - buratin - far un pņ di tutto, servire in pił modi; servir di cappa e di mantello
Far de ocio - v. strucar.
Far dele ciacole - largheggiare in parole
Far de ocio o de ocieto - ammiccare accennare, coll'occhio, far l'occhiolino
Far de penin - giocar di pedine
Far el beco a l'oca - condurre a fine una cosa
Far el brustolin (ciapar o saver da) - v. brustolin
Far el bulo - v. bulo
Far el calo - far sopr'osso - (fig.) farsi insensibile, far l'abitudine a...
Far el leto - sprimacciare, rifare
Far el macaco - fare il nesci, la gatta di Masino
Far el muso - tenere il broncio
Far el scimia - v. scimia
Far el sproto - dar di becco, ingerirsi in cose altrui
Far el vovo - nel senso fig. di ingiarsi o di prendere molto tempo nell'attesa
Far fanela o foghera - star seduto lungamente in un luogo con poca o nessuna spesa
Far finta che el fato no sia suo - fingere di non sapere, di non vedere
Far gropo e macia - v. gropo
Far i cassoti - fare a cazzotti
Far in fregole - sbriciolare, fare in minuzzoli
Far la gambarola - dare il gambetto, v. anche ficarghela
Far la pieta del leto - rimboccare le lenzuola, far la bocchetta o rimboccatura alle lenzuola.
Far la ponga - far il gruzzolo, arricchire
Far la scimia - v. scimia
Far le bave - esser invelenito
Far le beline - le moine
Far le compilate - tombolare
Far le scondariole - v. scondariole
Far man bassa - manomettere
Far musina - accumulare risparmi, raggruzzolare denaro
Far netisia - sparecchiare, consumare, portar via
Far pansa o goba - incurvarsi, far corpo
Far putelessi - bambineggiare
Far rider la contrada o i caponi - fare belle le piazze, i ranocchi
Far stomego - stomacare, ripugnare, muovere a sdegno
Far un su e su - fare un agguaglio
Far tabaro o fagoti - far gheppio
Far tanto de testa - stordire, fare il capo come un cestone
Far tera da bocai - esser morto, sepolto
Far tre passi su un quarelo - far passo di picca
Far un garanghelo - v. garanghelo
Far una basseta, una cavaleta - v. cavaleta
Far una fugazza de una roba - schiacciare una cosa
Faraona - gallina faraona.
Farmela - tritello, cruschello, stacciature
Far de semenze de lin - linseme o limosa.
Farse - nel signif. di maturarsi
Farse adosso - dare in ceci
Farse la barba - v. barba
Farse vardar a drio - farsi mostrar a dito .
Farse: farsela sui dei - v. deo.
Farsio - infarcito, riempiuto, condito
Fasioi - fagiuoli.
Fasioleti co l'oceto - fagiuoli dell'occhio

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Fasolon (fig.) - uomo alla buona, gazzolone.
Fassion - (roba che fa) - roba di buon uso, di sostanza, di durata.
Fasso de legne, de erba, de pagia - fastello.
Fava grassa - fava o erba di S. Giovanni
Fava luina o lovina - lupino.
Fazzendier - faccendiere, leguleio, cavalocchio
Fazzendon - affannone.
Fazzoleto da naso - moccichino, pezzuola
Fazzoleto da sudor - pezzuola da sudore
Fazzoleto: cai del fazzoleto - v. cai.
Fazzoleton da spale - scialle.
Fedelini - capellini.
Felise - (nome pr.) - Felice.
Felze - copertino della gondola.
Femenai (bisato) - v. bisato.
Fenestra - finestra (sue parti:)
Fenestra piana - davanzale o soglia
Fenestra pozolo o pozo - parapetto, davanti
Fenestra scuro - imposta
Fenestra de veri - vetrata invetriata
Fenestra stropada - finestra accecata, murata
Fenestra sula strada, su l'orto ecc. - che risponde, guarda sul...
Fenestrer - finestraio o che fa le finestre o vetraio - La voce verer (o consafinestre) č ormai antiquata, non pił usata, registrata dal Boerio, e corrispondeva a vetraio ossia a ohi fa e vende oggetti di vetro, a chi vende o rimette i vetri alle finestre e simili.
Feral - fanale, lampione.
Ferlada - inferriata.
Ferigo - Federico.
Fero da calze - ago da agucchiare
Fero da coltrine - da bandinelle
Fero da rizzar i cavei - calmistro.
Fero da sopressar - da stirare
Fero da sartor - da spianare
Fero da eupiar - soffione
Fero: feri de botega - ferramenta
Fero: feri da chirurghi - armamentario chirurgico.
Fersa - morbillo, rosolia.
Fersora - padella.
Feta - fetta, fettuccia, tagliuola
Feta de pan brustolą - crostina, fettuccia di pane
Feta de pero, de pomo ecc. - spicchio di pera, di mela ecc.
Feta: darghene una feta - dare una stampita; annoiare con discorsi.
Feudo - bel feudo! - bel tipo, bel mobile!
Fezza - feccia.
Fią (spetar un) - aspettare un pochino
Fią: aver el fģą che sa da.... - sapere il fiato di...
Fią: tirar el fģą - fiatare, respirare.
Fią: dar el fią - alitare a bocca o nel viso
Fią: cascar el fģą - (fig.) - cadere le braccia.
Fią: perder el fią de bando - sprecare il fiato
Fiaca - fiacca, fģaccona, lentezza, mollezza
Fiaca: andar o cavarsela cola fiaca o destirar la fiaca - andare o cedere con lentezza.
Fianconar - dare una fiancata.
Fianco - (mostrar el) - (fig.) - scoprirsi, lasciarsi scoprire
Fianco: esser grosso de fianco - esser fiancuto.
Fiapo - v. fiosso.
Fiasco: (butar via el vin del colo del fiasco) - sboccare un fiasco

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Fiasco (impenir un) - abboccare, riempire un fiasco.
Fiatili o fiantin - (dimin. di fią) - pocolino, miccino.
Ficarghela a uno - (volg.) ingannarlo, fargli prendere una cosa con inganno - v. anche fracar.
Ficheto - (far el) - v. cavaleta.
Ficon - v. de ficon.
Fifar, tirar su - piangiucchiare.
Fifezzo - piagnisteo frignio.
Fifon o fifoto - bietolone, piangiucchione, piangiottone, piagnone.
Figą - (biata del) - v. Mata
Figą ghe (voi del bon) - ci vuole un bel coraggio, un buon fegato.
Figadei o figadini - rigaglie, interiora, coratelle.
Figarņ - anello di forma speciale che il pescatore dava in dono alla sua fidanzata dopo l'anello - segno.
Figher - pianta.
Figo - fico, frutto.
Figura da ventoli, de carton - figura da cembalo.
Filada (dar una) - dare un rabbuffo, una ramanzina.
Filą (agg.) - viso affilato, molto dimagrito.
Filagna - filare di viti, anguillare
Filar i ferģ - affilare
Filar caligo - fantasticare, almanaccare
Filar o far fuseti (del gato) - tornire
Filar: filarse drio a uno - sfilarsi dietro a..., seguirlo.
Filar el lazzo - farsi complice di alcuno.
Fileto (tagio de carne de) - v. tagio.
Filo de perle - vezzo di perle
Filo dela schena - spina dorsale
Filo: fil perdente - debole, lanternuto, consunto
Filo (esser in) - esser pronto, lesto, in buona condizione (usasi anche ironicamente).
Filņ - veglia nei casolari di campagna.
Filzada - carpita, coperta ruvida da letto.
Filzeta - tessitura a piedi delle vesti.
Filzeta: ponto a filzeta - punto aperto o punta a filza - tessitura.
Finco - fringuello - filunguello - (fig.) balusante, di corta vista.
Finta - finta, fintaggine, o infinta
Finta dela camisa - mezza camicia
Finta de cavei - capelli appositicci
Finta: far finta de no veder - far la gatta di Masino che chiudeva gli occhi per non vedere i topi
Finta: finton - soppiattone, volpone
Fio o fiol - fiol benedeto! - mio caro!
Fiol d'un can o d'una negra - (termine basso) - birbone
Fio: el fio de mio pare - per dire: io stesso
Fio: non aver nč fioi nč cagnoi - non avere figli, non avere conseguenze di famiglia.
Fior: vender col fior in recia - tenere la mercanzia a prezzo alto.
Fiorentina - lucerna, d'ottone, ad olio, usata nei tempi andati a Venezia.
Fiozzo - figlioccio.
Fisolo (uccello) de mar - colimbo minore
Fisolo d'acqua dolse - colimbo fiumatico.
Fista - pispola.
Fiston - pispola di padule
Fiuba - fibbia.
Floris - (esser in) - essere in prospera condizione.
Flossar - floscire - avvizzire.
Flosso - floscio, avvizzito, flaccido, rugoso.
Fodra - fodera

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Fodra de stramassi - guscio di materassi
Fodra dele scarpe - fasciuola, fassetta, formanza
Fodra: andar per le fodre - internarsi in...
Fodrą - addoppiato, foderato.
Fodrar de tote el pian d'una camara - intavolare, impalcare con tavole una camera
Fofano - specie d'anitra selvatica (anas clypeata).
Fogher - focolare.
sue parti: -
Fogher: caena - catena
Fogher: cavioni - alari
Fogher: camin - v. camin
Fogher: oggetti: moleta - molle, molletta
Fogher: paleta - palletta.
Foghera - focaja - braciere.
Fogo -
Fogo de Sant'Antonio - fuoco sacro, erpete
Fogo: farse de fogo - arrossire
Fogo salvadego - specie di eritema
Fogo in camin! ala larga! - «alla pentola che bolle, gatta non s'avvicina» - «Quando il naso fuma all'orso, non lo stuzzicare».
Foia o fogia - (magnar la) - intendere il gergo, sapere il segreto
Fogia: garofolo da cinque fogie - v. garofolo.
Folar lana - pigiare, ammostare le lane
Folar i pani - follare, feltrare i panni.
Folega - folaga (fulica atra).
Folo (coll'o stretto) - gualchiere.
Folo (coll'o largo) - soffietto, soffionetto
Folo de l'organo o dela carozza mantice -
Folo: alzar i foli - (fig.) - prender baldanza, montare in superbia.
Folpo - polipo (eladona moschata)
Folpo da risi - cosģ indica il nostro popolo i folpi quando hanno le uova che sono di forma o blunga, somiglianti in qualche modo al riso.
Fondacio - feccia, posatura, fondaccio.
Fondamenta - strade marginali che incassano i rivi e canali di Venezia.
Fondčli o fondči - gheroni, per le camicie.
Fondina - piatto fondo per minestra, zuppiera - piccola fonda.
Fondo de articioco - girello di carciofo
Fondo de botega - fondaccio, avanzo, residuo
Fondo: andar a fondi - sommergersi.
Fondo (fig.) - approfondirsi, cercare la veritą
Fondo: buelo senza fondo - v. buela
Fondo del pozzo - arca del pozzo.
Fongadina - vivanda cotta in guazzetto e composta dei visceri dell'agnello, del vitello o d'altri quadrupedi piccoli, detta complessivamente coradela o coraela - v. coradela.
Fongo: ombrela del fongo - cappello o pileo (parte superiore)
Fongo gamba id. - gambo col suo zepperello
Fongo del bosco del montelo - boleto o uovolo del Montello
Fongo de rovere - agarico
Fongo de prą - prataiuolo
Fongo sbrisoto o dečlo - ditola
Fongo logo da fonghi - fungaia.
Fonso - Alfonso
Fontegheri - fonticaj (arte dei) - Si raccoglievano nella chiesa di S. Silvestro, poi di S.Apollinare, dove avevano pure la tomba.
Fontego - fondaco (29).
Fora - esser fora dei limiti - sorpassare ogni ritegno
Fora: son fora de mi dal dolor - sono fuori di me dal dolore

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Fora dei bazari - v. andar
Fora per fora - da banda a banda
Fora: de fora via - per terza mano
Fora: andarghene o vegnirghene fora - andarne o venirne a capo, riuscire
Fora: restar fora coi bezzi - essere esposto col denaro v. bezzi.
Forbir (cola pezza) - spolverare collo spolveratoio v. anche scarpiar e pezza
Forbir: forbirse la boca - pulirsi la bocca.
Forca: denti dela forca - rebbi
Forca: (fig.) forca vecia - volpone scozzonato, capestruolo.
Forca: forcela - tetraone minore (uccello acquatico)
Forcheta - forcella, forcina
Forcola del remo - forcella del remo
Forcola a un incavo o morso - forcolino
Forcola a due o tre incavi - forcola de pope -
Forcola: forcolina (gamba) - v. gamba
Forfada - forbiciata.
Forfe - forbice, (se grande) cesoia, (fig.) maldicente.
Formagela - caciuolo, raveggiuolo
Formager - formaggiaio. Vende pił specialmente ogni qualitą di formaggio, ma anche salami, prosciutto, acciughe ed č quasi un'altro biavarol - v. biavarol e luganegher.
Formagio - formaggio, cacio
Formagio coi vermi - bacato
Formagio da gratar - di grana, da grattuggiare
Formagio de piegora - pecorino
Formagio magro - sburrato
Formagio picante - fermentato.
Formagio: forme de formagio - cascino
Formagio: aver trovą quelo del formagio - aver trovato chi non ha paura.
Formenton - Cosģ si chiamava nel secolo 16° il grano saraceno; ora nel Veneto s'indica cosģ il formentone o gran turco.
Formigolarse o informigolarse - informicolarsi.
Formigolamento - formicolio.
Formigon - (fig.) scaltro, astuto.
Fornaza - fornace. - Cosģ chia masi anche un tratto di mare fra Chioggia e la Maistra.
Forner - fornaio.
Fornimento da sposa - corredo
Fornimento da camera e da ciesa - addobbo, paramento
Fornimento da cavali - finimento.
Forno - forno - infornata
(sue parti) -
Forno: bala del... - volta del forno
Forno: bancal - davanti
Forno: buso o boca - caldano
Forno: furegon - forchetto
Forno: panariol o desco - tavoliere
Forno: mastra - madia
Forno: salizo - focolare.
Fortagia - frittata
Fortagia (far la) - (fig.) come in ital.
Fortagia (missiar o remenar la) - insistere in una questione, senza risultato.
Forte - (ciapar el) - dicesi del vino allorquando inacidisce, infortisce
Forte: forti! - forza, coraggio!
Fossina - fiocina
Fossina: ciapą a fossina - si dice di forestiero che dą poco guadagno all'albergatore.
Fosso: esser a caval del fosso - essere in buon punto, in buon momento
Fosso: una in dosso e una in fosso - cosģ si accenna a chi ha due camicie soltanto da scambiare
Fosso: stropar un - (interrare un fossato).
Fraca de zente - calca, folla.
Fracaciope - dicesi di giovanetto corpulento e grasso, di colorito acceso, quasichč denoti un mangiatore.

51
Fracada - calcata, compressione
Fracada: dar la fracada - dare la spinta.
Fracar - premere, calcare, comprimere
Fracar: fracarghela a uno - (termine volg.) - ingannarlo.
Fraco: ciapar o darghene o darsene un fraco (sottint. de bote) - dare o pigliarsi un rovescio, un carico, una buona dose di bastonate, di legnate.
Fradelo bon - fratello consanguineo.
Fragia o baraca - brigata d'amici - comitiva di buontemponi, di gozzoviglianti - gozzoviglia
Fragia de arte - confraternita (scuola) di un'arte.
Fragiar o baracar - scialare, scialacquare, gozzovigliare
Fragiar: far fragia - significa unirsi e andare a gozzovigliare.
Fragion o fragioto - chi fa la fragia, o ne forma parte, sprecatore, gozzo vigilante - crapulone.
Fragiota (a la) - alla maniera dei buontemponi - alla buona - con poca spesa.
Fragola grossa o fragolon - fragola ananassina
Fragola salvadega - corbezzola o fragola in albero
Franze (far le) - sfrangiare ossia - fig.: far malignamente un commento od un'appendice ad un discorso
Franze: magna franze - dicesi volgarmente di un vagheggino che segue, corteggia le popolane, le quali portano scialli con frangia
Frapolar o frapugnar o infrapolar o sfrapolar - gualcire, aggrinzare.
Frari - cosģ chiamata dal volgo la chiesa di S. M. G. dei frati minori conventuali eretta nel 1263
Frascon - (usato ora sempre pił raramente) - sfrontato, ardito.
Fravo - fabbro ferraio, che, a differenza del magnano, fabbrica ferri di mestiere, zappe, vanghe, ecc.
Fregar pian pianin - soffregare qualchedun - fregarla a uno, fargli un brutto tiro
Fregar: fregarse drio a quachedun - fregarsi ad uno od attorno ad uno.
Fregola - briciola o briciolo
Fregola: andar in fregole - rompersi in minutissimi pezzi - (fig.) - ridursi in miseria
Fregola: a fregole - v. a boconi
Fregola: esser per la fregola - mirare ad un guadagno sia pure meschino
Fregola: dopo quele quatro fregole che la m'ha dito - dopo tante ingiurie scagliatemi, dopo avermi vilipeso
Fregola: la mia fregola! - vezzeggiativo rivolto a bambino amato - v. anche raise.
Fregolin o fregoleta - pocolino.
Fregoloso - v. sfregoloso.
Fregoloti - briciole di pane, ma non tanto minute.
Freschi (cavarse dai) - levarsi d'impaccio.
Freschin - mucido
Freschin saver da - saper di mucido - di pesce fracido o guasto.
Fresco: cavarse dai freschi - sbrigarsi, levarsi da l'impiccio.
Frescuzene - lattime.
Freve - febbre
Freve da cavolo - febbrone - dar zo la freve - diminuire la febbre.
Frezza - freccia.

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Frezzeria - localitą di Venezia, dove si vendevano freccie da tirare al bersaglio.
Frignocola - buffetto.
Fritola - frittella.
Fritoler - venditore di frittelle - frittellaio.
Fritolin - friggipesce.
Frizarin - verzellino somigliante al lucarino (fringilla serinus).
Frizata o frizada - quantitą di pesce o d'altro che si puņ friggere in una sola volta - frittura.
Frizer dela padela - sfriggolare
Frizer in bianco - soffriggere
Frizer semo friti! semo ben conzai! - siamo rovinati!
Frizer: vate a far frizer! - Va t'impicca! Vattene lungi da me!
Fruar - logorare, consumare
Fruar: dar o tor a fruo - dare o ricevere a consumo, a calo
Frugnar - frugolare, frugacchiare, metter le mani - (fig.) armeggiare.
Fruo - consumo
Fruston - (sost.) vagabondo
Fruston (andar a) - vagabondare, andare a zonzo
Fruston: frusta! - va via! (in uso per scacciare il gatto).
Frutarol - fruttivendolo. I frutaroli si riunirono in confraternita sino dal 1423: ebbero un oratorio sacro a San Giosafatte ed un ospizio di 19 camere: formarono poi una sol arte cogli erbaiuoli. Erano promotori di feste popolari.
Fruteri - piante da frutta, alberi fruttiferi.
Fuci fuci! - (modo popolare) presto, presto - in gran fretta.
Fufa - paura, spavento.
Fufignar - rovistare, trambustare.
Fufigną - gualcito, mal piegato, malmenato.
Fufignesso - V. scondagna.
Fufignon - pasticcione, disordinato, armeggione.
Fufignoto - castrone, intrigo
Fugazza - focaccia, stiacciata.
Fulminante - zolfanello.
Fumana de testa - fumea
Fumana - (fig.) grillo, fantasia, capriccio.
Fumarela - nebbia bassa e leggera.
Fumar: la ghe fuma! - sta in sul grave! se la pretende!
Fumarņ - grande quantitą di fumo.
Fumarsela - andarsene alla chetichella.
Fumegą o infumegą - affumicato.
Furatola - antica bottega costrutta di legname, nella quale si vendevano commestibili.
Furbazzo - furbacchione, furfantaccio, soppiattone.
Furegar o futignar - frugare, frugacchiare V. anche: sfrognar cacciarsi per forza.
Fureghin - procaccino, frugolino, toccatutto, faccendiere
Fureghin rete - o sacco di 10 metri.
Furegon - frugacchione, soppiattone.
Furegoto - quantitą di cose (dar un) - V. fraco.
Furia de gente - calca, folla.
Furlan - (agg.) del Friuli.
Furlana - (agg.) friulana o donna del Friuli
Furlana - Danza che si balla in due, presso i friulani, gią di moda nella societą borghese veneziana
Fuseri - fabbricatori di fusi a Venezia, confratelli delle scuole grandi, risedevano a S. Luca.
Fusta - piccola galea ad un solo albero dove si tenevano precariamente i condannati.
Fustagno - frustagno.
Fustagno: fustagneri - V. coltreri.
Futignar - V. fufignar.
Futignela - V. fufignon

53
G -
Gaban - gabbano, palandrano o mantello con maniche.
Gabana - casacca.
Gafaro - nome di una fondamenta e d'un ponte in parrocchia S. Pantaleone derivato dall'antica famiglia Gaffaro che ivi abitava.
Gagiandra - testuggine aquaria o tartaruga.
Galan - galano, nastro, cravatta
Galan (far el) - fare il cappio, incappiare
Galan: galani - V. crostoli.
Galar o ingalar i vovi - fecondare le uova
Galea o galera - V. galia.
Galeta dai cavalieri - bozzolo o bocciolo dei bachi da seta
Galeta de biscotto - galletta
Galeta de mar - bozzolo marino
Galeta: dopion de galette - V. dopion.
Galia o galea o galera - Bastimento di basso bordo dove stavano i condannati al remo; ve ne erano a tre e cinque ordini di remi; ovvero «Bastimento lungo e sottile, a vela latina ed a remi, usata principalmente come nave di fila nei tempi passati» (Fanfani)
Galia - (insetto) centopiedi - centogambe.
Galiazza - galeazza - nave simile alla galea, ma assai maggiore; bastimento da remo d'alto bordo e di forme gigantesche (30).
Galina pepola - gallina nana
Galina spolverara - da Polverara, paesetto presso Conselve, provincia di Padova.
Galinazza - beccaccia o acceggia
Galinazza de mar id. - marina
Galinazza - (fig. donna piuttosto vecchia, sformata dalla pinguedine (in senso dispregiativo).
Galinela - (pianta) gallinella e valerianella - lattughella.
Galiner - gallinaio - pollaiolo, pollivendolo.
Galion gallone o galeone (31). - Pare un accrescitivo di galea corrisponderebbe a galeazza, la qual ultima ha tono dispregiativo forse perchč lavorata pił rozzamente o destinata, per altre ragioni a servizii pił comuni.
Galion: Galione o galeone - era un grande bastimento simile alla galea o galera, ma di alto bordo: andava a vela, serviva per guerra e per mercanzie; usato dapprima dalla Spagna, poi dai veneziani.
Galiota - «piccola galea, con un solo albero a vela ed a remi » - «piccola galea leggerissima che serviva per andare in corso».
Galioto - galeotto
Galioto - o anche remo da galera detto in senso dispregiativo per indicare un malvivente, mariuolo.
Galiotada - mariuoleria, birbonata.
Galon - gallone, guarnizione tessuta a guisa di nastro.
Galonar o ingalonar - V. indopionar.
Galosse o scarpe de goma - caloscie.
Galota - callotta.
Galota - dei preti: papalina - zucchetto. Quando copre gli orecchi si chiama reciera
Galota del relogio - coperchio interno dell'oriuolo.
Galozzo - gallarone
Galozzo: gallo male accapponato - gallione.
Galton - cosģ i nostri barcaiuoli chiamano quella parte del remo ove finisce la parte allargata o pala e comincia el manego ossia ziron, il giglione o girone per cui si impugna il remo

54
Galton: mal dei galtoni - si chiama il male degli orecchioni.
Gamba a picolon - penzoloni, spenzolante
Gamba de legno - v. schiaccia o gruccia
Gamba de pano, de seleno - gamba spolpata
Gamba de salata - gambo d'insalata
Gamba: aver le gambe storte, a verigola - aver le gambe a bilie, a iccasse, a balestrucci: essere bilenco o sbilenco
Gamba: destirar le gambe - fare un po' di moto
Gamba: esser in gambe - essere vigoroso
Gamba: meterse le gambe in spala e andar via - mettersi la via tra le gambe
Gamba: star in gamba (fig.) - vigilare
Gamba: tagiar le gambe (fig.) - troncare ogni vigore, ogni slancio in un'impresa
Gamba: le gambe me fa Giacomo - mi si piegano
Gamba: tor soto gamba - farsi facile e pigliare in giuoco.
Gambariola (far la) - dare lo sgambetto.
Ganassa - ganascia, guancia magnar a quattro ganasse v. magnar.
Ganfo - crampo, granchio, intorpidimento
Ganfo (ciapar el) - aggranchiare, aggranchire.
Ganga - gorgia, spesso affettata, talvolta ironica.
Ganzante - cangiante.
Ganzega - galloria, zurlo, zurro, giolito.
Ganzer - č colui che per guadagno avvicina e trattiene alle rive dei traghetti con un bastone armato di uncino, detto ganso, le gondole che trasportano persone tragittanti da l'una a l'altra riva d'un canale.
Ganzo - nel signif. venez. di broccato, liscio od arricciato.
Ganzo - gancio, uncino, fermaglio
Ganzo de balanza - anello scorsoio
Ganzo: tegner de ganzo o tegner terzo - essere d'accordo o l'anello di congiunzione.
Garanghelo - merenduzza, pranzo o cenetta fatti in brigata (32).
Garba (sost.) - malvasia brusca
Garba (bever la) - (fig.) sbuffare, irritarsi
Garbin - v. vento.
Garbinada - v. vento.
Garbinazzo - v. vento.
Garbinela - gherminella.
Garbo - (sostant.) come in ital. fr. ingl. spag.
Garbo - aggett. - aspro, alquanto acerbo
Garbo: tempo al garbo - temperatura con tendenza al freddo; v. vento.
Garbo-dolce - agro - dolce, dolce-amaro
Garbo: fruto garbo - aspro, acerbo, agro.
Gardelin - cardellino.
Gareta - garitta, guardiola.
Garetolo - garetto e garretto (rad: gar: coscia, gamba).
Garganega (ua) - uva colombaia.
Gargato - gorgozzule o gorgozzuolo.
Garisso - (pesce) - v. menola.
Garofolo (broche de) - teste, bottoni o chiodi di garofano.
Garofolo da cinque fogie (dar un) - dare uno schiaffo.
Garugio de nosa - gariglio o gheriglio.
Garusolo - murice maschio.
Garzar - carminare e scardassare.
Garzoto o garzador - cardatore, battitore o scardassiere e ciompo.
Gaseto o gaso - (lavori femminili) - impuntura - punto addietro nella cucitura.
Gastaldo ducale - era colui che dava il segno al carnefice per l'esecuzione della sentenza.

55
Gata morta o gata fiapa - soppiattone, acqua cheta (33)
Gata: campo de le gate. -
Gatąro o buso del gato - v. busa (del gato).
Gatarusola - v. gatorusola.
Gati da pelar (torse) - darsi pensiero degli altrui pensieri; pigliarsi le brighe che non ci toccano.
Gato - nel signif. di: ladro e di pelliccia grossolana
Gato gnao - (caminar a) - camminare carponi.
Gatolo - smaltitojo, scolatojo
Gatolo: roba da gatolo - roba spregevole.
Gatorigole o catorigole - solletico
Gatorigole (patir le) - patire il solletico
Gatorigole (aver le) in tel ēervelo - avere il capo ai grilli.
Gatorusola o gatarusola (pesce) - gattoruggine.
Gazanela - tordella o tordo maggiore.
Gazeta - moneta da due soldi coniata nel 1500.
Gazia - gaggia.
Gazo - punto addietro alla cucitura.
Gegia - Teresa.
Gelmo - Guglielmo.
Gemo - gomitolo
Gemo (fas su un) - aggomitolare
Gemo (desfar) - sgomitolare.
Gendena - lendine.
Geri - jeri.
Gesuati - v. S. Maria del Rosario; v. S. Maria.
Getarse - sfilarse delle trame di seta.
Ghebo - canaletto della laguna.
Giacomo - (le gambe ghe fa) - le gambe gli si piegano
Giacomo: Sior Giacometo meza camisa - personaggio di una commedia del Goldoni (La bona mare) - dicesi per dileggio a chi veste stentatamente con decenza, essendo povero.
Gialapa - scialappa o jalappa.
Giandussa - pestilenza scoppiata a Venezia nel secolo 14°
Giandussa: se no se mor de cancro se mor da la giandussa - se non si muore d'una malattia, si muore d'un altra.
Gianico - freddo acuto - nebbia fitta
Giara - ghiaja.
Gianissero - nel signif. di: sbarazzino.
Giazzarse el sangue - no aver pił fią da parlar - esprime l'effetto di un grave sgomento - allibire (veggasi il dantesco impietrare)
Giazzarse co uno - venir meno; intiepidirsi nell'affetto e nei rapporti con persona.
Giazzéra - ghiacciaia, luogo molto freddo.
Giga - diga.
Giazzo - ghiaccio.
Gigi - Luigi.
Gin - acquavite di ginepro.
Giopo - voce corrotta da Giobbe; peggio: Sant'Agiopo
Giopo: povero giopo - povero martuffo - spiantato - barbacheppo.
Giovąni - v. Zuane.
Giozza - goccia.
Giozzo - ghiozzo: piccola quantitą d'un liquido
Giozzo: vegnģ soto a ste giozze che ve ne incorsarč! - lasciate menar la lingua a codesti maldicenti e ne sentirete le conseguenze!
Giozzola - mensola
Giozzola (in architettura) - gocciola.
Giuffa o gagiuffa - denominazione della Ruga (v. ruga a S. Maria Formosa da S. Apollonia, che stendesi dal ponte di Canonica al campo Ss. Filippo e Giacomo (v. Tassini) (34).
Giusta - v. cao.
Giustar - aggiustare; accomodare; acconciare; ristabilire

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Giustar ala bona - raffazzonare; rabberciare
Giustar: giustarse del tempo - rasserenarsi rabbonirsi.
Giustģna (nome proprio) - Era anche il nome d'una moneta del del valore di L. 11, coll'effigie di S. Giustina, coniata nel 1571 dalla Repubblica veneta in memoria delle vittorie delle Curzolari e di Lepanto
Gnacara - nacchera o nacchero; castagnetta.
Gnagna - (voce bambinesca) - zia - V. amia.
Gnagnara - febbriciattola.
Gnanca - neppure, nemmeno
Gnanca per ombra o per insonio - neppure per ombra o per sogno - a nessun patto.
Gnegnč (esser un) - stenterello, finfino, smorfioso, che non sa dir bene due parole.
Gnegnesso - affettazione, leziosaggine.
Gnese - Agnese.
Gnoco (in tela testa) - bernoccolo, corno
Gnoco (pero) - V. pero
Gnoco - (fig.) uomo stupido.
Gnuca (termine scherzoso) - testa, cervello
Gnuca: aver gnuca - aver giusto criterio, sano intelletto.
- cobio, ghiozzo - V. anche paganelo e scagioto.
Goba (far) o far panza - incurvarsi d'un corpo diritto, spec. d'un muro.
Gobo: andar gobo andar - ricurvo
Gobo: Chi ve dise gobo? - Chi vi accusa, chi vi censura, chi vi dileggia?
Gobo: pagar el gobo - pagar l'entrata; offrire da bere per festeggiare qualche avvenimento
Gobo: vegnir via gobi - uscirne colle mani piene
Gobo de Rialto - cosģ denominato un piedestallo o parte di colonna di granito egiziano, che sorge a S. Giacomo di Rialto: la piccola scala a cui si sale č sostenuta da una statuetta di Pietro da Salņ curva sotto il peso che sostiene.
Golosezzo - golositą - V. licheto.
Golziera - gorgiera
Golziera del can - collare.
Goma (scarpe de) - V. galosse.
Gomitar - vomitare.
Gomitaure - reciticcio.
Gomitorio - emetico, vomitivo.
Gorga - non solo nel signif. ital. ma anche in quello di voce gutturale esagerata.
Gorgon (San) - San Gorgonio martire
Gorgon: San Gorgon, sete brentane e un brentanon - modo popolare di dire, usato specialmente dai contadini per significare che se nel 9 di Settembre in cui si commemora detto santo il tempo č cattivo, sarą pessimo l'autunno.
Gorna - doccia, grondaia, gronda.
Gosso - gozzo
Gosso: aver el gosso pien - aver gozzaia
Gosso: aver el gosso pien - (fig.) avere colmo il sacco; avere bisogno di parlare liberamente.
Goto - bicchiere di corpo pił grande dell'ordinario, detto anche gotto
Goto: cavar el goto - ottenere effetto piacevole
Goto: darse al goto - darsi al bere
Goto: no i xe goti da supiar - non sono cose da farsi in un attimo.
Gran -
Gran de caffč - chicco di caffč
Gran de fermento - loppa o (scorza del grano), loppa o lolla di frumento
Gran de megio - granello di miglio

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Gran de pomingrana - chicco o acino o granello di melagrane;
Gran de ua - chicco d'uva.
Grandessona - dicesi di persona che si dą idee grandiose.
Granzeola - V. granzio.
Granzio o granzo - (sostant.) - granchio - Con questo nome nel nostro dialetto s'indicano soltanto alcune specie di granchi di mare: perņ i pescatori intendono una specie di granchio marino a coda conosciuto da Linneo col nome di cancer moenas; cosģ sonņ indicati il maschio e la femmina, ma pił di frequente il maschio solo, dannosi alla femmina di questa specie il nome di masaneta (cancer rotundatus)
Notiamo inoltre il: -
Granzio: granzioporo - granciporro, (eryhia spinifrons) specie di granchio marino a coda corta (cancer pagurus); gli somiglia il granziporeto (cancer hirtellus).
Molto grossa č la -
Granzio: granzeola - o granchio gigante, o grancevola e granchiessa marina, la femmina del
Granzio: granzon (cancer maio) - con torace a molte punte - V. anche moleca.
Granzio o granzin - (aggett.) rancido o rancio
Granzio: saver da granzio - sapere di vieto.
Granziol - cruschello; la parte pił grossa della farina di granoturco; cruscone dicesi la semola abburattata.
Graspa - grappa, acquavite
Graspa: graspe - raspe, vinacce
Graspa: graspia - vinello, o acquarella.
Graspo - grappolo
Graspo de ua - V. anche recio. Puņ essere anche d'edera, di ribes, ecc.
Grassa - concime, letame.
Grasso de porco - sugna
Grasso de carne - grassello ch'el sciopa - grasso bracato
Grasso come el manego dela scoa - (iron.) - allampanato.
Gratacasa o gratarola - grattugia, grattacacio.
Graton - siccioli o ciccioli di sego.
Grave a'un fiume - renaj o ridossi; se formati anzichč d'arena, di sassi e ghiaie si chiamano: greto o ghiariccio e ghiareto.
Grebani - greppi, luoghi deserti, balze, dirupi.
Grego - greco (35)
Grego (vento) - vento di N. E. V. venta
Grela o graela - graticola, gratella
Grela: grelada - graticci di vimini Grela: quantitą di pesce che si puņ arrostire in una volta su una graticola .
Grela: la grela che dise mal de la farsora - il galeotto che sparla del marinajo - andar dala grala ale bronze andar, di male in peggio.
Grespe - increspature, rughe, grinze.
Gresta (ua) - uva agresta, acerba.
Grezzo - greggio (lat. agrestis).
Griglia - persiana.
Grima - vecchia grinzosa.
Gringola - allegria, baldoria, zurlo, galloria.
Grinta - agg. rif. a persona: iracondo, stizzoso
Grinta: saltar o ciapar la grinta - saltare o pigliare il grillo, la mosca, il moscherino; montare in sulla bica o in bestia
Grinta: ingrintarse - adirarsi, incollerire, stizzirsi, arrovellarsi.
Gripia o grupia - greppia, mangiatoia.
Gripola - greppola, gromma, tartaro delle botti
Gripola: - «o tripolo - sorta di pietra bianca tenera; (argilla tripolitana) che si polverizza e serve per lucidare gli utensili di rame».

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Grisiole - graticci di vimini - V. anche grela
Grisiole - specie di copertojo fatto di canne intrecciate.
Grisoler - tessitore di graticci.
Grissolo - brivido, ribrezzo febbrile, V. anche ingritolirse
Grissolo (saltar o montar el) - (fig.) ticchio, capriccio, ghiribizzo
Grissolo: grissolar el sangue - rabbrividire.
Gro gro (far) - far le fusa: proprio del gatto quand'č soddisfatto.
Grongo - gongo o gavonchio - (pesce che somiglia all'anguilla)
Grongo - cņsi chiamasi dai pescatori quella schiuma viscida che le anguille emettono dalla bocca.
Grongolar - V. sgrongolar.
Gropame - carcassa del pollo.
Gropo - gruppo, nodo
Gropo: far gropo e macia - far due cose insieme
Gropo: aver un gropo in gola o ingroparse - V. ingroparse
Gropo: tirar el gropeto - fare al cappio, tirare a sorte
Grosso o matapan - moneta veneta: era la vigesima quarta parte di un ducato - Il grosso del ducato corrente era di soldi 5 e piccoli due: quello del ducato d'argento, di soldi 6 e piccoli 7; quello del ducato di banco, di soldi 8; e quello del ducato da olio, di soldi 5, piccoli otto (36)
Grosso (peso) - decima parte di un'oncia metrica, - parte dodicesima della libbra.
Grosson - moneta d'argento da soldi 8.
Grumo - ammasso, mucchio.
Grupia - V. gripia.
Gua - arrotino - V. anche moleta.
Guada - affilatura
Guada: dar, ciapar una guada - (nel senso volgare) significa: danneggiare, esser danneggiato, di sorpresa o no, da qualcuno.
Guadagnar - da do bande - ritrar guadagno da due parti diverse; macinare a due palmenti.
Gualivar - agguagliare, uguagliare, pareggiare - adeguare.
Gualivo - agguagliato, eguale, piano
Gualivo: malgualivo - č il suo contrario.
Guantar o vantar - agguantare, abbrancare - V. anche brincar.
Guanter - guantajo; chi fa e chi vende guanti.
Guar - arrotare, affilare - V. guada e guzzar.
Guardian del ponte o del ponton - pontonajo e quando raccoglie il pedaggio «pedaggiere»
Guardian de una tore o che ga in custodia una tore - torrigiano
Guardian dele mandre - mandriano
Guardian del seragio dele bestie - bestiario.
Guarnizion - guernizione, fregio, ornamento.
Guazzarotoli - ninfea, erba palustre.
Gucia - maglia di lana, di cotone e di seta da indossare
Gucia o fero o ago da far lavori di maglia - (agucchia).
Guciar o lavorar de gucia - agucchiare, far lavori di maglia cogli aghi da agucchiatore.
Gucier - V. Sculier
Gucier o quel dele gucie - venditore o negoziante di maglie da indossare.
Gulziera o golziera - gorgiera
Gulziera de can - collare del cane.
Guzzar - agguzzare, affilare, arrotare.

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I -
Ico - Lodovico.
Ica - Lodovica.
Iluną o inluną - paturnioso, accigliato.
Ilunarse - avere la luna a rovescio, avere le paturnie, accigliarsi, fare brutta cera.
Imagą - V. imatonio.
Imaltar - incalcinare, intonacare, rinzaffare.
Imanegar - guarnire di manico.
Imanetar - ammanettare.
Imarsir - immarcire, marcire.
Imatonio - sbalordito, stordito, allibito.
Imatonir - sbalordire, stordire.
Imbalocar - appallottolare.
Imbarcar: quą no se imbarca cuchi - (termine volgare) - qui non s'inganna nessuno; o non si vuol essere ingannati - V. anche cuco.
Imbastķdura - punto a filza, imbastidura, V. anche cuser
Imbąstio de stomego - fastidio, affanno, travaglio di stomaco.
Imbaterse - abbattersi, incappare in.... incontrarsi per caso con qualcuno.
Imbaucarse - V. inalocarse.
Imbilą - (agg.) - stizzito, arrabbiato, arrovellato
Imbilada - stizza, arrabbiamento, rovello.
Imbilarse - arrabbiarsi, stizzirsi, arrovellarsi.
Imboconar - imboccare.
Imbombą - abbombato, imbevuto, ammollito.
Imbombarse - abbombarsi, imbeversi, imzupparsi - ammollirsi.
Imbonir - interrare, colmare, ostruire, riempire.
Imborezzar - mettere in zurlo, in gazzurlo, in allegria smoderata qualcuno.
Imbotia da leto - imbottita o coperta da letto.
Imbotonar - abbottonare, affibbiare o allacciare con bottoni.
Imbovolą - inanellato, fatto a chiocciola, a linea spirale.
Imbovolar - inanellare, acchiocciolare; ricciare, dicesi dei capelli che si arricciano ad arte.
Imbriagar - ubbriacare
Imbriagar: imbriaghela - ubbriacone
Imbriagar: carte da zogo imbriagae - carte da giuoco messe sossopra
Imbriagar: imbriagarse o ciapar la bala - la buba - ubbriacarsi.
Imbriago - ubbriaco
Imbriago patoco - fradicio.
Imbriagon - ubbriacone.
Imbrochetar - imbullettare, mettere bullette.
Imbrogiarse - a parlar - avvilupparsi, frastagliare, avere la lingua impacciata, linguettare.
Imbrunir - brunire - zannare, grattapugiare.
Imbusarse - intanarsi - V. sconderse.
Imussą - ostinato, incaponito.
Impaciugar - impacciucare, imbrattare, insudiciare, impiastricciare, imbrodolare.
Impaltanar - impantanare.
Impastizzar o impastrociar - guazzabugliare, non connettere, imbrogliare. impiastricciare, intridere.
Impatą - eguagliato, pareggiato.
Impazzarse - impicciarsi, intromettersi, ingerirsi.
Impelucarse o impelumarse - insudiciasi di pelurie, essere pieno di bioccoli.
Impenir - riempire, empire, abboccare o rabboccare
Impenir: impenirse de magnar - strippare affoltarsi - V. anche magnar.

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Impetolar - invescare, impaniare, inzaccherare
Impetolar: impetolarse co qualchedun, in qualche afar - intrigarsi, imbrogliarsi, avventurarsi malamente
Impetolar: aver i oci impetolai - aver gli occhi cisposi.
Impiantar - (fig.) uno - abbandonare ad un tratto, lasciare in asso
Impiantar: impiantarghela dura a uno - (termine volgare) dargliela a bere, imbrogliarlo, piantargli una carota - V. anche boridon.
Impiantar: far el balo de l'impianton - abbandonare l'innamorato o innamorata.
Impiastro (esser un) - V. pitima.
Impiatolarse - V. bibiar.
Impirar - infilare, infilzare
Impirar: (fig.) impirarse el soprabito, ecc. - imbracciarsi il soprabito
Impirar el busto - affibbiarsi, allacciarsi
Impirar qualchedun - (term. volgare) - V. ficar e fracar.
Impiria - V. pirla.
Impironar - inforchettare. inforcinare, infilzare colla forchetta o colla forcina.
Impissaferai - accendifanali, lumaio.
Impizzar - appicciare, avvivare, accendere il fuoco, il lume, ecc.
Impociar o impotaciar - V. impaciugar.
Impongarse - gonfiarsi (fig.) invanirsi.
Impontģo o impontolģo - puntuto, appuntito
Impontģo - (fig.) rifer: a persona - affettato, impettito.
Impotaciar - V. impociar.
Impricar - implicare o complicare
Impricar: questo non imprica el caso - ciņ non č del caso.
Imprometer - promettere.
Imufir - muffare, divenir muffato, intanfarsi.
Imusoną - ingrugnato o ammusito.
Imusonarse - ammusire, imbroncire.
Imussarse - incaponirsi, ostinarsi, incroiarsi, intestarsi.
Imutriarse - V. imusonarse.
Inacorzerse - accorgersi.
Inalocarse o inalochirse - instupidirsi, incapocchiare, stolidire, imbarbogire.
Inanzolą - angelicato: angelico
Inanzolą: siestu inanzolą! - Tu sei un angelo! Che tu sia benedetto!
Inasolar - affibbiare i gangheri.
In bota - di posta, senza indugio, immantinente.
In broca: in punto e in broca - a perfezione, a puntino.
Incagnģo - accanito, incagnito (rif. a persona), pane; V. pan.
Incagiarse - V. intocarse.
Incancarar - ingangherare.
Incandio - (pan) cotto, arrabbiato, rifer. a pers: allamparate.
Incantonarse - rincantucciarsi.
Incaparar - accaparrare.
Incapuzzar - incappucciare.
Incaramelą - caramellato (fig.) azzimato
Incaramelą: quel dai carameli - caramellaio
Incaramelar - caramellare.
Incaratar - incaratarse - fare o dare un'accomandita - associarsi con qualcuno.
Incaratelar - mettere il vino o travasarlo nel caratello.
Incariolą - tarlato V. anche: tarmą.
Incassar dei soldi - intascare, riscuotere
Incassar un fiume - inalveare
Incassar un legno - augnare
Incassar zoge o piere - incastonare

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Incassar: Incassamento de peto - infreddatura bronchiale.
Incastrarse - intricarsi
Incatigiarse - intralciarsi, impigliarsi.
Incatigiarse - (fig.) ingarbugliarsi - V. anche impetolar.
Inciavar - chiudere, serrare a chiave.
Incģo - acciuga salata.
Inciocarse - V. imbriagarse.
Inciucarse - V. ingossar.
Incocalio - instupidito, sbalordito.
Incocalir uno - renderlo stupido, imbietolirlo.
Incocalirse - v. inalocarse.
Incoconar - ingorgare, affoltare, ingollare, rimpinzarsi.
Incodegar - incoticare.
Inoontrarse - nel signif. di: piacersi a vicenda
Inoontrarse: incontrar ben nel maridarse - aver buona fortuna nel matrimonio, fare una buona scelta
Inoontrarse: incontrar i soldi, le carte - riscontrare, rivedere, ecc.
Incordelar - listare o fornire di cordella.
Incorzerse in te'l tosser - v. saver (che ora che xe.)
Incossą - incroiato, insozzato.
In coste: darse in coste co qualchedun - v. dar e imbaterse.
Incotegarse - intanarsi, segregarsi, appartarsi dal mondo per salvatichezza; rannicchiarsi - v. cotego.
Incrosar - le segie - alzare il ciglio, aggrottarlo, fare il cipiglio
Incrosar i brazzi - incrociare le braccia - sospendere il lavoro.
Incrucarse - arrampicarsi, ravvilupparsi, intricarsi.
Incucarse - incapricciarsi.
Incugnar - imbiettare, incuneare.
Incuzene - incudine.
Indafarą - affaccendato.
Indolzir - addolcire.
Indopionar - orlare.
Indormenzar - addormentare, assonnare, insonnare
Indormenzar: indormenzarse un pocheto - dormigliare, dormicchiare
Indormenzar: indormenzarse un brasso, una man - intormentire, intorpidire, aggranchire
Indormenzar: da l'indormia - alloppiare.
Indosso: una indosso e una in fosso - v. fosso.
Indove - dove.
Indretura - dirittura.
Indretura - (pił spec. fig.) - furberia.
Indrio o indrķo schena - indietro, all'indietro
Indrķo: esser indrķo cole scriture - essere male o scarsamente informato o progredito in qualche cosa.
Infenociar - infinocchiare, raggirare.
Infiapir - afflosciare.
Infiapio - appassito, ravvincidito, afflosciato.
Infolponarse - caricarsi di pannitapparsi - impellicciarsi.
Informagiar - incaciare.
Informigolarse - v. ganfo.
Infrapolar o infrapolir o frapolar - gualcire, raggrinzare - allucignolare.
Infumegar - affumicare.
Ingabanarse - coprirsi col gabbano o palandrano - ammantellarsi.
Ingalonar - v. indopionar.
Ingagnolio - imfreddolito.
Ingambarar - impacciare, inviluppare, intrigare, involgere.
Inganfirse - v. ganfo.
Inganzar - agganciare, aggangherare.
Ingarbelą - v. oci.
Ingarbugion - imbroglione, avviluppatore.
Ingazadura - lavoro di punto a spina v. gazo.
Ingossar - ingozzare, ingorgare

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Ingossar: ingossarse o inciucarse magnando - far gruppo nella gola.
Ingranfirse o inganfirse o informigolarse - v. ganfo.
Ingrignolir o ingrignolirse - intristire, imbozzacchire, (dicesi specialmente delle piante, dell'uomo e degli animali)
Ingringolą o ingringolio - ingalluzzito.
Ingringolirse o meterse in gringola - ingalluzzirsi - v. gringola.
Ingrintarse - v. grinta.
Ingritolirse - o ingrotarse dal fredo - abbrividire - raggricchiarsi, raggranchiarsi, rannicchiarsi pel freddo, raggomitolarsi, aggropparsi, annodarsi.
Ingroparse - (fig.) intenerirsi, commuoversi, trattenendo le lagrime - v. anche gropo.
Ingrotarse - raggomitolarsi, rannicchiarsi.
Ingrugnarse - ingrugnire, fare il muso, imbronciarsi, ammusonire.
In malorsega - v. malorsega.
Inocarse - v. inalocarse.
In pien! - (esclam.) considerato tutto l'insieme, tenuto conto di tutto, alla fin fine.
Imprimar - indossare un vestito la prima volta.
Inrabiarse - arrabbiarsi, stizzirsi od adirarsi.
Inrabiada o irabiada o imbilada - v. imbilada.
Insacar uno - (fig.) confonderlo; farlo tacere in una discussione, vincer uno nel giuoco, superarlo in qualche impresa
Insacar roba salada - rimpinzare i salumi ecc.
Inscarselar - v. scarselar.
Insembrar - mescolare, tramischiare.
Inseminio o insenitio o inalochio - sbalordito, stordito.
Inseminirse - v. inalocarse.
Insempiarse - v. inalocarse.
Insensarse - v. andar ala sensa e bibiar o anche inalocarse
Insensarse: insensą - v. meca e bibia
In senton (star) - star assiso sul letto, a bioscio od a biotto, a sedere.
In sfesa - (rifer. a porta o finestra) socchiuso.
Insinganar - affascinare.
Inzitar - eccitare, stuzzicare.
Insoasar - incominciare v. soaza.
Insoną o insonolģo - assonnato, sonnolento, sonnacchioso.
Insozzolar - insudiciare, lordare - v. sossolo.
Inspear o ispear - infilzare, inschidionare.
Instecar - incannucciare.
Intabararse - ammantellarsi, inferraiuolarsi.
Intacą al peto - indozzato, che dą nel tisico.
Intambarar - v. tambarar.
Intardigarse - ritardare, indugiare.
Intavaną - stizzito - arrovellato.
Intavelar - ammattonare.
Intender per le recie del mastelo - fraintendere, intendere male.
Intima - federa, traliccio, guscio dei materassi o dei guanciali v. stramazzo.
Intimela - federetta
Intimela (meter la) - infederare un guanciale
Intimela (cavar, la) - sfederare id.
Intivar - imbroccare, imberciare, dar nel segno, nel brocco, colpire giusto, indovinare, riuscire, darsi il caso.
Intocarse - rapprendersi, coagularsi, di un liquido.
Intoparse in qualchedun - v. dar (el muso dentro).
Intorbiar - intorbidire o intorbidare.
Intorcolar - arroncigliare o roncigliare, e attorcere, o torcere, o avvolticchiare o intorticciare o avviluppare o aggrovigliarsi

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Intortigiar - attorcigliare, intortigliare indica pił specialmente l'attorcersi del corpo umano sovra sč stesso. (Fanfani)
Intorzer - corrisponde all'intorcolar.
Intossegarse - nel senso di: attossicarsi.
Intrada o entrada - entrata, andito, atrio
Intrada: pagar la bona intrada - versare un importo per essere ammesso, od iscritto in qualche Societą, riunione ecc.
Intrante o entrante - prospero - rubizzo, vegeto, ferrigno, (si dice spec: dei vecchi).
Intrarghe o entrarghe - da per tuto - esser come il matto fra i tarocchi
Intrarghe come el zoba. -
Intrezzą - si dice di persona ben tarchiata, fatticciona.
Intrigarse - intricarsi
Intrigarse co qualchedun - impacciarsi, igerirsi
Intrigarse in qualcossa - id. in qualche cosa - v. incastrarse
Intrigarse la corda al pozzo - incarrucolarsi la fune.
Intrigabisi - importuno, disturbatore.
Intrighi de casa - cianfrusaglie, bagatelle - v. strigaria.
Intrigon - avviluppare, imbroglia matasse, bindolo.
Intro: (a o de primo intro) - a prima vista, di primo acchito.
Introsarse - avviarsi, infilare la via verso qualche luogo.
Introsarse: andar per i trosi - per i vicoli o sentieri
In t'un supio - in un attimo, in un batter di ciglio.
In t'una volta - in un tratto
Inturbiar - intorbidire.
Invasą in tel viso - congestionato, acceso in volto.
Inverigolarse - contorcersi - (fig.) avviticchiarsi - V. verigola, intorcolar e intortigiar.
Inviar una botega - avviare un negozio
Inviar una barca - abbrivare una barca
Inzacolarse - inzaccherarsi, impilaccherarsi. L'altro signif; di accingignare o succignare non č pił in uso.
Inzamparse - inciampare, incespicare
Inzamparse - (fig.) - intricarsi, imbrogliarsi in una faccenda, con qualcuno.
Inzender - incendere.
Inzendoso - incendioso, incendito, mordicante.
Inzenociarse - V. scagneto.
Inzenocion - (modo avverb.) ginocchione.
Inzochio o inzucą - intontito, sbalordito.
Inzucamento - intontimento, gravezza di capo.
Inzucarse - intontirsi, sbalordirsi.
Irabiarse - V. imbilarse e inrabiarse.
Iruzenir - arrugginire.
Iscarselar - V. scarselar.
Isepo - Giuseppe.
Ispio o lispio - V. saver.
Istą - Estate.

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L -
La boge! - interiezione volgare per esprimere con forza un sentimento d'indignazione che sta per prorompere.
Lą arente - colą presso, vicino, a quel luogo
Lą: de lą de l'aqua - di lą del canale.
Laca o slįca - lacca, coscia, inforcatura natica
Laca: tirar le lache - tirar le calze, il calzino, le cuoja, morire - V. sgalonarse.
Ladin - (agg.) - agile, pronto, sciolto scorrevole - latino (37)
Ladin de boca - disposto, facile a parlare disonesto - sboccato
Ladin de man - manesco.
Lagremoni - (far i) - far i lucciconi.
Lai (anticamente ladi) - lato, parte, banda
Lai de fora e lai de dentro - V. tagio.
Lama de le porte - bandella
Lama co l'ocio - bandella femmina, quella che, vuota, riceve l'ago della compagna o dell'arpione
Lama de polese - bandella dell'ago
Lama snodada - mastietto: č composto di uno o pił anelli e d'un arpione incastrato in essi, per tenere congiunte le parti di qualche arnese che s'abbiano a ripiegare e volgere l'una sopra l'altra.
Lampizar - lampeggiare.
Lanchin - anchina; tela cotonina di color giallognolo.
Lančri - (arte dei) - lanaiuoli - avevano una scuola dedicata a S. Bernardino.
Lanzardo (scomber colias) - scombero pił grande V. scombro
Laorar: botega che laora - che vende, che guadagna molto
Laorar a fatura - a compito
Laorar de fin - di fine
Laorar de calse - far la calza
Laorar de biano - in bianco
Laorar de ficon - in fretta V. andar
Laorar de scondon - di nascosto
Laorar de testa - stillare il cervello
Laorar: voja de laorar - V. vogia.
Laorar da sartor, da calegher ecc. - lavorare di sarto, di calzolaio ecc.
Laorier - lavoro - lavorio
Laorier - chiusura di graticci per farvi entrare il pesce, nelle valli.
Lapio - querulo, molesto V. anche cruzzio.
Lardo - lardo, lardone, lardo scotennato
Lardo: No gh'č lardi - non c'č abbondanza
Larese - larice.
Lasagna - in ital. nel signif. di pasta a nastri, da minestra.
Lasagna o lasagnon - nel signif. di bietolone o scipido, id. come in ital. per di pił V. trombon.
Lasagnada - V. trombonata.
Lasagnete - piccole lasagne, o tagliatelli.
Lasco - (agg.) rado, largo - grossolana
Lasco (vestito) - di taglio abbondante, in crescenza, allentato.
Lassar - lasciare, abbandonare
Lassar andar zo un amala - trascurare il suo stato grave, l'assistenza dovutagli
Lassar da banda o per ocio - in non cale, nel dimenticatojo; perdere di vista, trascurare.
Lassar: no lassar de pesto - non abbandonare per un solo momento; essere sempre ai fianchi di qualcuno
Lassar: lassarghe del so pelo - portarne stracciato il petto; risentire le conseguenze di qualche atto od impresa

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Lassar: lassarse dei fruti - si dice delle pesche specialmente, e d'altre frutta che, raggiunto un giusto grado di maturitą, si dividono con facilitą colle mani o si aprono naturalmente. - Si esprime anche col
Lassar: lassarse da l'osso - che figuratamente corrisponde a molarse da la riva - V. molar
Lassar: lassarse menar a torzio - V. menar.
Lastico - (termine popolare) elastico.
Lastre de fero, de piombo - falde, lamine
Lastre de veri - invetriate
Lastre panae - impannate, smerigliate, offuscate.
Latar - allattare.
Latarolo o latariol - V. pestrin.
Late: andar de mal el late - V. andar (in sansarele)
Late: esser ora da late, ora da ovi - ora d'un pensiero, ora d'un altro.
Latesini - animelle.
Latesiol - rifer. a sievolo o passarin picolo e perciņ di colore alquanto lattiginoso - V. sievolo e passarin
Latesiol (erba) - cicerbita o crispignola (ne sono avidi i conigli e le vacche).
Latela - pertica, ramo lungo, rimondo
Latela de la pergola - cornicelli: traversa che si mette da capo dei bronconi, su per la quale si diramano le viti.
Laton - ottone, oricalco, rame giallo, rame alchimiato (fusione di rame e zinco).
Latuga - capuzzina - V. capuzzada
Latuga rizza - lattuga crespa o broccoluta.
Lavapiati - guattero o sguattero, sbratta scodelle.
Lavar i piati - rigovernare, lavare o nettare i piatti e altre stoviglie adoperate per mangiarvi.
Lavativo - V. servizial e pitima.
Lavaura - sciacquatura, rigovernatura.
Lavelo - lavatojo, pila, acquajo, lavamani V. scafa.
Lavezeri o consalavezi - (38) operai che rappezzavano arnesi di rame e racconciavano le stoviglie con filo. Unirono durante la Repubblica Veneta, la loro «arte» con quella dei caldereri - V. caldereri.
Lavezo - laveggio, specie di vaso di terra per cuocere vivande che si usa in alcuni luoghi invece di pentola.
Lavraner o lavrano - lauro, alloro.
Lazariol (pomo) - V. pomo.
Lazzo - laccio, nodo scorsojo, capestro - V. molar.
Leamer o leamaro - letamajo.
Leandro - (pianta) oleandro; rododendro.
Lecardin - zerbino, vagheggino.
Legnera - legnaia, magazzino da legna.
Legno che se rompe o che se despianta faēilmente - legno stantiereccio.
Legria - (termine popol.) - alleggrezza (per: allegria)
Lengua - lingua.
Lengua: Esser Beta da la lengua s-cieta - v. Beta
Lengua: mastegar la lengua in boca - v. mastegar
Lengua: meter la lengua dapertuto - v. pezza
Lengua: tegnir la lengua dentro dei denti - frenare la lingua

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Lengua: xela una lengua! - Che lingua!
Lengual - linguale.
Lengueta - linguella - striscietta di cuojo o d'altro.
Lenza - tempo piovoso e ventoso.
Lesca (pop:) - per: esca.
Lesena da calegheri - lesina da calzolai.
Lesena da marangoni - id. da falegnami.
Lesena - oggetto, sporgenza, risalto.
Lessa - castagna cotta nell'acqua, succiola, figlia, ballotta.
Lesso - alesso
Lesso - (fig.) rif. a persona - indifferente, mogio.
Leto a otomana - letto a canale
Leto col padiglion o cola tenda - letto parato
Leto da cani - cuzzo, cuccia, canile
Leto - (fig.) letto incomodissimo
Leto da canon - tetto, cassa, carretta da cannone
Leto da matrimonio - letto gemello
Leto da sposi - letto nuziale - talamo.
Leto da una persona e meza - letto bastardo
Leto de pena - con materasso di piuma - coltrice
Leto dele bestie - letto di strame o di paglia
Leto del morter dela bomba - ceppo del mortaio
Leto del pagiol - v. pagiol (de tole)
Leto: andar in leto come i polastri - coricarsi all'ora dei polli, troppo presto
Leto: cascar zo dal leto - ruzzolare il letto (nel senso di alzarsi presto contro il solito)
Leto: cocolarse in leto - v. cocolar
Leto: desfar el leto - abballinare le materasse, levar coperte e lenzuola
Leto: far la pieta del leto - imboccare il lenzuolo
Leto: passar dal leto ala carega o star spesso in leto - v. carega
Leto: preparar da note al leto - acconciare il letto.
Letorin - leggio.
Letrico - termine popol. per elettrico o elettricitą.
Levą - (sost.) lievito
Levą (pan) ogg. - pane lievitato.
Levantera - vento forte.
Levantera - vento scilocco - levante
Levantera est, sud est. -
Levar el bogio - levar il bollore.
Levar del pan - lievitare del pane
Levar le carte da zogo - alzar le carte da giuoco
Levazzion - (termine popol.) - elevazione.
Libro (scuri o porte a) - imposte di finestre o di usci che si chiudono a guisa di libro
Libro d'oro - protogiornale del patriziato veneziano: in esso erano registrati i nomi delle famiglie patrizie, colle relative generalitą e particolaritą: perciņ verzer el libro d'oro significava: aggregare, secondo i bisogni e convenienze dei tempi, altre famiglie veneziane al patriziato.
Licą - (agg.) rifer. a persona zerbino. agg. lisciardo.
Licaizzo - (agg.) ghiotto, leccardo.
Licar - leccare
Licar - (fig.) adulare, strisciare, fare il cortigiano.
Licarda - leccarda, ghiotta.
Licardin - moscardin - ganimede, zerbino.
Licheto o golosezzo - dar el licheto a uno - dare il mal vezzo, adescare.
Lievro - lepre.
Ligar - allacciare - v. desmolar
Ligar i denti - allegare i denti (effetto del mangiar cose aspre) i denti (fig.) del mangiare (il far dispiacere o danno d'una cosa).

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Ligar: ligarse un ligambo - allacciarsi un legaccio.
Limela - stomachino - specie di animella che sta attaccata alla milza ed al fegato.
Linaroli - (arte dei) - linajuoli, si riunivano nella chiesa di S. Apollonia e di san Filippo e Giacomo.
Linda - (roba) - nel senso di frusta, logora.
Lionora - Eleonora.
Lira veneta - moneta d'argento da soldi 20 == L. 0.47 fino al 1797
Lira picola - peso pari a Kgr. 0.333
Lira grossa - peso pari a Kgr. 0.4997
Lirazza - moneta di basso argento del valore di 30 soldi, usata dalla Repubblica Veneta dal 1722 al 1797 == It. L. 0.78.
Liron - moneta d'argento da 10 gazete (v. gazeta).
Lispio o ispio - pioviggina leggera
Lispio: saver da lispio - v. saver.
Lissia - ranno, lisciva lisciare
Lissia: far la lissia - far il bucato.
Lissiasso - rannovata.
Lissiera - lavatico.
Lissieta (dim. di lissia) - lisciviuzza, ranno leggero.
Lisso - (agg.) - liscio - piano.
Lista (di Spagna) - era cosģ detto il tratto, di strada pił vicino al palazzo dell'ambasciatore di Spagna
Liston - pubblico passeggio, corso, sfilata a passeggio
Liston - via lastricata sul molo di Venezia e in piazza S. Marco (39).
Loame - letame, concime stabbio.
Lodar: chi se loda se sbroda - chi sč loda, sč lorda.
Lodola - allodola v. calandrina e capelua.
Lofio (volg.) - bugia, fandonia.
Logar - meter a so logo - allogare, riporre, collocare.
Logar qualchedun - metter a' servigi altrui, impiegare
Logar una puta, una tosa - dar marito ad una fanciulla.
Logo o logheto de campagna - poderetto, villino, luogo di villeggiatura
Logheto de casa - stanzino o ripostiglio o ripostignolo.
Logo d'abondanza - magona
Logo da abiti - repositorio
Logo da destender - stenditojo
Logo solivo - luogo solativo.
Lombardi - termine popolare, come palanche, per indicare denaro in genere.
Longo: tirar de longo - v. tirar
Longo: muso longo - faccia arcigna.
Lorenzo (S.) - chiesa edif. per la 1° volta nell'800 dalla fam. Partecipazio.
Lņri (pron.) - essi loro.
Loto: ciapar sto loto (iron.) - Bella fortuna
Lotregan - v. sievolo.
Lovo - (pesce) merluzzo o lupo marino o nasello; si mangia piccolo e fresco - v. bacala.
Lovo (canis lupus) - lupo
Lovo: se el lovo no me magna - se un grave ostacolo non mi si frapponga...
Lovo: ti magni come un lovo - divori il cibo come un lupo.
Loza - loggia.
Lozeta - loggetta.
Luca (S.) - chiesa eretta nel sec. 11° dalle famiglie Dandolo e Pizzamano, fu tosto dichiarata parrochiale.
Luganega - salsiccia
Luganega: gh'č pił zorni che luganega... -
Luganega: ghe vol tempo e luganega - ci vuol tempo e condizioni favorevoli.
Luganegher - salsicciajo, che fa e vende soltanto salsicce e salumi - v. anche biavarol e formager.

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Lugarin - lucarino.
Lugia - scrofa, troja.
Lugiadega (ua) - uva lugliatica (che matura in Luglio) v. ua.
Lu - (pron.) egli, lui.
Luigia (erba) - v. erba.
Lume de roca - allume
Lume: bochin del lume - v. bochģn
Lume: lumin (xe morto el) - il lumicino č spento.
Luminal - abbaino.
Luna (aver la) - v. smara
Luna (nato in creser de) - scherz. uomo
Luna: aver la luna - esser di cattivo umore.
Luna: bater la luna - vagare di notte
Luna: scuro de luna - interlunio, luna silente
Luna: el par la luna d'agosto - ha un faccione da luna piena.
Luni - lunedģ.
Lusariol - lucciola.
Lustrin - lustrascarpe.
Lustrini - v. bisantini.
Lustrissimo - illustrissimo
Lustrissimo: vardč che lustrissimo! - presuntuoso.
Luzzo - luccio (lucius) (pesce)
M -
Maca - v. a
Macą - ammaccato
Macą: od macai - occhiaie livide.
Macaco o macaron - macacco, stupido.
Macadura o macaura - ammaccatura.
Macaisso - dą l'idea generica di depresso, compresso, cedevole, se si potesse inventare un termine italiano corrispondente, che non esiste, sarebbe: ammaccaticcio
Macaisso: ēiera macaissa - faccia scolorata, depressa
Macaisso: tempo macaisso - tempo incostante, nuvoloso, depressa temperatura.
Macar - ammaccare
Macar el sgrugno - (senso dispreg.) dar una ceffata, un ceffone.
Macaroni - gnocchi
Macaroni - In italiano «maccheroni» corrisponde invece alla pasta di farina di grano distesa sottilmente in falde o strisce lunghe, accartocciata e cotta nell'acqua. I pił chiamano maccheroni i cannonciotti di mezzana grandezza che noi denominiamo caneloni se pił lunghi, subioti se pił corti
Macaroni: spetar che i macaroni casca in boca - aspettare che le lasagne piovano in bocca; si dice dei peritosi e fiacchi che non si sforzano punto a conseguire il loro fine
Macaroni: ciaro come l'acqua dei macaroni - e cioč, torbido come quell'acqua; usato anche figuratamente per indicare ció che si distingue, si vede o si intende poco.
Macaronzini de Puglia o caneloni - v. subioti.

69
Machina - in 1. di regata chia masi cosģ a Venezia un gran palco sul Canal grande, con addobbi sfarzosi, dal quale i giudici della regata consegnano le bandiere ai vincitori.
Macia - macchia
Macia de ogio o de altro onto - frittella
Macia del legno - marezzo, venatura
Macia - (fig.) - rifer. a uomo faceto: mattacchione, spiritoso
Macia: far gropo e macia - fare due cose ad un tempo
Madama - v. patafia
Madona - candelora
Madona - suocera
Madona: esser dona e madona - padrona assoluta in casa
Magazen da vin - taverna osteria.
Magia (andar zo o tor su una) - cascare, raccogliere, accavallare una maglia.
Magiol - filo lungo di cera, cerino lungo, facellino.
Magiolera - arnese di metallo che contiene ravvolto, il filo di cera.
Magnacarte - scribacchino, faccendiere, notaiuzzo, cavalocchio, avvocatuzzo, leguleio, impiastrafogli.
Magnada (dar una) - scorpacciata.
Magnamento - morsura, mordicamento.
Magnaora - mangiatoia
Magnaora dei cavai - greppia dei cavalli
Magnaora dei osci - beccatoio degli uccelli
Magnaora: meterse in magnaora - dicesi figuratamente di chi comincia a guadagnare col suo lavoro.
Magnaputei - bravaccio, spavaldo, spaventapasseri.
Magnar - mangiare, cibo, vitto
Magnar a l'osteria - stare a scotto
Magnar da impenirse la ponza - a crepa pancia
Magnar a maca - v. a
Magnar a quatro ganasse - macinare a due palmenti - a tutte due le mascelle
Magnar a strangolon - v. a
Magnar cola testa in saco - mangiare alle altrui spese
Magnar come i porchi - grufolare.
Magnar el pan pentio - mangiare il pane dei pentiti: ossia essere pentiti.
Magnar i oci a qualchedun - bistrattare
Magnar in pič, senza pareciar la tola e in pressa - mangiare a battiscarpa
Magnar in scondon - di nascosto
Magnar la fogia - intendere, scoprire qualche segreto o mistero
Magnar le coste - vivere o cibarsi a carico di qualcuno.
Magnar pan e lengua o pan e spuaci - (espressione popol.) - mangiare pane asciutto, viver a stecchetto, magramente
Magnar per i polastri - becchime
Magnar poco e in pressa - in pugno
Magnar senza pagar - mangiare a bertolotto
Magnar: magnarghe o volerghe magnar el cuor, i oci a qualchedun, volerlo magnar in salata - volere mal di morte a qualcuno, detestarlo o almeno, tormentarlo crudelmente, bistrattarlo
Magnar: magnarse i dei dola rabia - mordersi di rabbia le dita; divorarsi di stizza.
Magnar: come la magnemo? - a che giuoco giochiamo?
Magnaria - mangeria, ladreria concussione.
Magnolezo - mangereccio, appetitoso.
Magnon - pappatore.

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Magoga (vecia) - vecchiaccia - v. carampia.
Magoną o smagoną - stomacato, annoiato, disgustato, ristucco.
Mai: (el dģ de San Mai) - modo di dire: non mai.
Mal de corpo - dolori di ventre
Mal de la piera - litiasi o, volg. mal della pietra
Mal (fig.) - mania di fabbricare
Mal del molton - mal degli orecchioni o gattone
Mal (andar de) - v. andar
Mal (ciamarse el) - cercarsi il male a contanti
Mal: spartir el mal mezo a par'omo - divider il male a metą per uno - fare un taccio o uno stralcio
Maistral - v. vento
Malandreta - attenuazione di maledetta.
Malcanton - localitą di Venezia in parrocchia S. Pantalone, cosģ detta perchč formata da una stretta svolta pericolosa al viandante o perchč nel sec. IV si sarebbe commesso un assassinio che fu causa delle inimicizie fra Castellani e Nicolotti v. anche Nicoloti.
Malcanton - localitą ch'ebbe il nome dalla poca sicurezza che vi trovavano i viandanti o di un ammutinamento di popolo avvenuto per questioni di esazione di decime parrocchiali.
Maledegno o malegnazo o massagnao - tristarello, furbo, malizioso (detto anche scherzosamente a qualcuno)
Malegnazo: sia malegnazo! - (interiezione di chi č ovvero finge, scherzando, d'essere in collera) - Mal aggia! Maledetto il diavolo! Eh via! v. malorsega.
Malagrazzon - screanzato, maleducato, sgraziato.
Malegnazo - v. maledegno.
Malgari o Malgarita - v. Margarita
Malgualivo - ineguale.
Malorsega - malanno, malora. Usasi anche nella forma di interiezione in malorsega con signif. simile a sia malegnazo! v. maledegno
Malorsega: va in malorsega (invettiva) - Che il malanno ti colga! (usata dal popolo anche scherzosamente, con bonarietą, come eufemismo) v. anche a remengo
Malorsega: A andar in malorsega no ghe vol miseria - la rovina non vuole miseria.
Malpaga - cosģ č chiamato un rio e ponte a S. Barnaba dal soprannome dato a Fantino Michiel che ivi aveva edificato un palazzo.
Malvasia - (boteghe de) - botteghe ove si vendevano vini navigati e specialmente quello proveniente dalla Malvasia, cittą della Morea dove in gran quantitą detti vini si commerciavano.
Mamao - (voce bambinesca) - gatto, mucino.
Mamara - (muso da) - v. macaco.
Mamaro - v. baucon.
Man a picolon - v. picolar
Man bone da tuto - mani benedette
Man de carte (al zogo) - mano, girata di carte al gioco
Man de ciave - girata volta di chiave
Man sbuse (aver le man) - bucate, fig. essere prodigo
Man tofolote - mani pienotte
Man: aver le man de puina - lasciarsi cadere facilmente la roba dalle mani
Man: aver per man - alla mano a proprio agio, in vista
Man: dar la man a una puta - impalmare una fanciulla

71
Man: dar la prima, la seconda e la terza man de calsina - v. calēina
Man: darse le man atorno - darsi attorno, studiarsi a qualche fine
Man: far man bassa - sconvolgere
Man: meter le man - v. meter
Man: star zo de man o fora de man - abitare un quartiere remoto
Man: tor la man - guadagnare o levare la mano
Man: tor per man o tor via - canzonare, burlare.
Manatole - (zogar ale) - v. zogar.
Manca (sost.) - assenza
Manca: far la manca (in scuola o a messa) - marinare o salare la scuola, la messa ecc.
Manco - (far de) - fare a meno
Manco: ridurse al manco - ridursi a minor stato, diminuire.
Mandar a remengo, ala bela - all'inferno.
Mandola: dar la mandola - dare un compenso a scopo giusto o disonesto
Mandola: ciapar la mandola - ricevere un compenso a diritto od a torto - lasciarsi corrompere.
Mandoler - (pianta) - mandorlo
Mandoler: mandoleri - venditori di mandorle, uniti in "arte,, cogli spezieri da grosso: si radunavano nella Chiesa di S. Matteo, presso la Chiesa di S. Apollinare
Manega - manica (fig. mano)
Manega: una manega de mati, de canagie - una lega di mattoidi, un'orda di canaglie
Manega: farse su le maneghe - rimboccare le maniche,
Manega: quel che no va in busto va in manega - (fig.) quel che non va nelle maniche va nei gheroni
Manega: questo xe un altro par de maneghe - questa č una cosa diversa.
Manegada - quanto puņ contenere una manica v. anche manizada
Manego - manico, impugnatura, maniglia, ansa
Manego del fior o del fruto - pedicciuolo o peduncolo
Manego: maneghi de antian e seme de zuca - bazzecole, cose da nulla
Manego: butar el manego drio la manera - sciogliersi da tutto
Manego: el difeto sta in te'l manego - il difetto, il male vien dalla base
Manego: el ga ingiotģo el manego dela scoa - ha nelle reni Palinuro, (quasi abbia un palo nelle reni, che non lo lasci chinare e salutare)
Manego: el par un manego vestģo - sembra un lucerniere vestito.
Manego: el secio va tanto al pozzo ch'el ghe lassa el manego - tanto va la gatta al lardo che vi lascia lo zampino
Manego: ghe vol el soramanego - manca il pił, ciņ che pił importa; occorre il meglio
Manego: scantinar in tei manego - v. scantinar.
Manegoto - polsino, manichino.
Manera - mannaia, scure
Manera: manerin - scuricella
Manera: butar el manego drio la manera - v. manego
Manera: esser tagią cola manera - essere grossolano, tagliato colla scure.
Manerada - colpo, taglio di mannaia, di scure.
Manestrar o rebaltar - minestrare, scodellare la minestra, versarla nella zuppiera.
Manestrin - mestolino, ramaiuolino.
Manestro - mestola, ramaiuolo.
Manestron - mestolone rif. a pers. divoratore di minestre.
Manganelo - randello, martinello, v. pien.

72
Manin - maniglio, armille, č formato di lunghe fila d'oro colle quali le popolane ancor oggi si adornano il collo - monile di Venezia. Nome dato ad un palazzo a Rialto dove abitņ l'ultimo doge.
Manizada - masnada, lega di (dispreg.) combriccola.
Manizar - maneggiare, manipolare
Manizo - maneggio.
Manizza - manicotto
Manizza dela porta (o portela) - maniglia; In italiano "manizza,, ha l'unico significato generico di manubrio.
Manizzete - guanti senza dita o mezzi guanti (per lo pił di filo o di seta)
Manoal - manovale
Manoela - manovella.
Mansion - nel signif. di soprascritta.
Mantechin - profumiere, unguentario.
Mantese - mantice
Mantese: folo o foleto del mantese - soffietto o rosta del mantice.
Manuchi - biscottini lunghi, intrisi con burro e zucchero, di uso speciale a Venezia, pił grossi dei baicoli v. baicolo.
Marameo o marmeo - (agg.) babbeo, uccellone, babbio. Ora usato come interiezione negativa di risposta nel signif. it. di; madič no! maino!
Marangon - falegname, legnaiuolo
Marangon da grosso - carpentiere, maestro
Marangon da sutilo - stipettaio, ebanista
Marangon da rimessi - impiallicciatore
Marangon da mobili - stipettaio.
Marangona - cosģ fu denominata quella tra le campane di S. Marco che suonava a disteso al levare del sole, invitando gli operai dell'Arsenale e gli artieri tutti al lavoro, molti dei quali erano anticamente marangoni costituiti, per la maggior parte, in «arte»
Maranto - amaranto.
Marantega - v. carampia.
Marascalco - maniscalco.
Marchete - moneta di rame detta anche soldo coniata.
Marcia via! - Va via, vattene!
Marcelo - antica moneta d'argento coniata nel 1472 sotto il doge N. Marcelle, del valore di soldi 16 poi di 12
Marciņ - Melchiorre v. Re magi
Marco (S.) - Chiesa - Basilo di Giust: Partecipazio ne gettņ le fondam. nell' 828
Marco: S. Marco per forza! - per necessitą - volere e non volere (40)
Marco: esser fra Marco e Todero (41) -
Marco: esser fra Scilla e Cariddi -
Marco: esser el tesoro de S. Marco - espressione usata in significato iperbolico quando talvolta si puņ indicare un possesso di valore inestimabile
Marco: San Marco dei bocoli - Festa di S. Marco (25 Aprile)
Marco Caco - v. Caco
Marcantonio (che pezzo de....!) -
Marco: S. Marco spegassą - S. Marco impiastrato, figura grossolana di San Marco
Marco paparele - (volg.) stupido
Marco: No ti ga da far co Marco paparole - non sono gią io uno stolto!
Marcuola (San) - Ss. Ermagora e Fortunato - chiesa eretta nei primi tempi della Repubblica, rifabbr. nel 1728.
Mare - madre
Mare de melon o de zuca - gli interiori dei poponi e delle zucche.
Mare: aver la mare per traverso - v smara.
Maregna - matrigna.
Marena - amarena.

73
Marendata - merenduzza
Marezana - parte del tetto del fiume che resta scoperto dall'acqua - v. grave.
Marezelo o marezela - lieve turbamento del mare
Marezelo o marezela: far i marezeli o le marezele - far dondolare la barca in modo da produrre intorno ad essa l'effetto del mar agitato.
Margarita - (Chiesa di) - eretta nel 836, riedificata nel 1647. - chiusa nel 1810.
Margarota (capa) - cappa che si pesca nelle paludi di Marghera
Margarota - barca da regata, vogata da sei barcaiuoli che seguiva le bissone v. bissone
Margariteri - lavoranti di pallottoline di vetro smaltato d'ogni tinta, che si chiamavano margherite - artefici che tagliano le canne di vetro per farne margarite - negozianti e venditori di siffatte margarite.
Maria -
Maria: S. Maria Formosa - o della Purificazione - fondata sulla fine del 600
Maria: S, Maria gloriosa dei Frari - v. Frari.
Maria: S. Maria Maggiore - eretta nel 1497, ora serve a scopi militari
Maria: S. Maria dei Miracoli - (Chiesa) si cominciņ nel 1580.
Maria: S. Maria Mater Domini - eretta nel 960
Maria: S. Maria del Rosario - eretta nel 1500.
Maria: S. Maria dei Miracoli - v. Miracoli
Maria: S. Maria Zobenigo - v. Zobenigo
Maria: Siora Maria, de tola - si dice ancora, fra il popolo, per motteggio d'una femmina che sia magra, insulsa
Maria: per la festa delle Marie - v. nota (42)
Maria orba - (zogar a) - v. zogar.
Maridarola - smanie di maritarsi.
Maridasso - maritaggio.
Mariegola - matricola: libro in cui stavano scritte le leggi sistematiche delle Confraternite e delle Corporazioni delle «arti» era di pergamena e avoria, pregiata di magnifiche miniature. Dal 1213 codeste confraternite si posero sotto il patrocinio di un Santo di Venezia.
Marina (S.) - Chiesa eretta nel 1030 dalla famiglia Balbi.
Marizą - v. amarizą.
Marmeo - v. marameo.
Marmorin - marmorato.
Marmotina - cassetta a riparti
Marabolan - mirabolano.
Maron - marrone
Maron (far) - esser scoperti, smascherati in un'impresa, spesso non buona, che si voleva restasse segreta.
Marostegana - ciliegia marchiana.
Marota - serbatoio di legno a forma di barchetta traforata per conservare nel'acqua le anguille.
Marsa - (sost.) marcia: pus.
Marsadego - marzaiuolo; di Marzo
Marzilian (San) - S. Marziale - chiesa del sestiere di Cannaregio.
Marsion - marsio (gobius marsio).
Marso - (agg.) putrido, marcio.
Marteleto - v. a.
Marti - Martedģ.
Martin - cosi detto scherzosamente il deretano.
Martinazzo - gabbiano reale (nel 2° anno d'etą).
Martorelo - faina.
Martufo - balordo, babbione, mestolone.
Marubio - marrobio (erba)
Marubio: vin marubio - vino aspro

74
Marubio: dą su marubio - il cielo s'annuvola, minaccia il temporale.
Marzapan - v. pasta.
Marzaria - Merceria.
Marzemin - marzimino; usato fig. per indicare un dirittone, un furbo matricolato.
Marzer - merciajo
Marzer - L'«arte» dei merciaj risale al 900; si radunavano nella chiesa di San Daniele e di San Giuliano.
Masaneta - v. granzio.
Mazarar - macerare.
Masaro o masorin - germano reale o collo verde - maschio dell'anitra selvatica (ven. anara).
Mascaroto - maschera senza garbo.
Masena - v. piera da molin.
Mascia - femmina.
Masenar - macinare.
Masenar: la neve mąsena - la neve sta per cadere
Masenar: el la masena - el la missia - (fig.) mulina - la rigira v. anche missiar.
Masenin - macinella, macinello, macinetta - (fig.) - chiaccherone
Massa - (forma avverbiale) - troppo.
Massagnao - v. maledegno.
Massarin (pan) o massarina - v. pan.
Massera - massara, fante, fantesca, serva.
Masseta - matassetta, matassina, faldella.
Massizzo - massiccio.
Mastegaura - masticaticcio.
Mastela - conca di legno fatta a doghe e cerchiata, poco pił alta e profonda d'un catino
Mastela dei piati - id. per lavare le stoviglie
Mastela da late o da manzer - secchio.
Masteler - bottaio.
Masteleto da lissia - conchetta o concola.
Mastelo id. - mastello o ranniere
Mastelo da bagni - tinozza, bagno
Mastelo scachķo - inaridito, (per essere stato da lungo tempo senza acqua)
Mastelo da travasador - brenta
Mastelo: intender per le recie del mastelo - intendere per il buco dell'acquajo.
Mastrussar - mantrugiare, malmenare.
Mataran - matterello, giovialone.
Matada - matteria, cervellaggine.
Matezar o matizar - matteggiare, scherzare.
Matio - Matteo.
Mato a fioroni - avventato, inconsiderato
Mato da pozzi - tromba per sollevare l'acqua a forza di pressione o d'attrazione
Mato: matonķo - v. imatonir e imatonio.
Matrizar - madreggiare.
Maturlo o matuselo - v. mataran.
Mauco: tempo mauco o zornada mauca - tempo nuvoloso, incerto; umido, piovigginoso; qualche volta anche nei significato di strano
Maurizio (S.) (chiesa di) - eretta la 1Ŗ volta anteriormente al 1000.
Mazza dei fravi - mazzuolo dei fabbri
Mazza del morter - pestello
Mazza del torno - gruccia del tornio
Mazza e pandolo - v. zogar.
Mazzar: el ride che el se mazza - ride a crepapelle, sbracatamente.
Mazzoca - mazzocchio.
Mea - mčta
Mea: tegnir a mea - tener uno per i capelli, tenerlo dipendente, pascere di speranze
Mea: tirar a mea - tirare o recare acqua al proprio mulino; tirar tutto per sč
Mea: vegnir a mea - venire ai ferri corti; venire a conclusione; convenire.
Meca - v. bibia.

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Meco - persona interessata in qualche cosa; padrone di negozio, capo di casa; talvolta: uomo temuto o non desiderato.
Medagiola - (pesce) v. alboro.
Melazza o mielazzo - fondigliuolo o sciroppo di zucchero, di miele.
Melifa o melliflua - v. monifa.
Melona - (fig.) - capo, cuccia, coccola.
Melonara - mellonajo, poponajo.
Memini - ricordo
Memini: dar un menimi - una percossa, una guanciata - v. anche stramuson.
Menadeo - menadito - v. deo.
Menar la man - tenere, guidare la mano di chi impara a scrivere
Menar a torzio o in ziro - raggirare, menare per il naso
Menar la polenta - tramenare
Menar la porta atorno - stare colle mani in mano, baloccarsi, oziare
Menar la testa - scrollare il capo.
Menarosto - girarrosto, (fig.) - individuo seccatore, noioso; talvolta anche nel significato di: ciarliere - v. roda.
Menaressa - agguindolatrice, che forma la matassa sull'arcolajo o guindolo.
Mendar - rimendare, cucire a pelo.
Mendaressa - rimendatrice.
Menega - Menica o Domenica
Meneghela - (giuoco) - due di spade
Menego - Domenico o Menico.
Menola - pesce di mare del genere degli sparus; abbondante, ma non tenuto in alcun conto
Menola: aver oci da menola o da pesce straco - aver occhi chiari, senza espressione.
Menuagia - minutaglie; specie di piccoli pesci (pesce popolo).
Menuelo (deo) - dito mignolo.
Menuo o minuo - (agg.) - minuto, stentato, magro.
Menzonar - far menzione, cenno, nominare,
Meola o megola - midollo.
Merda de bo - bovina
Merda de colombi - colombina
Merda de galine, de polastri - pollina
Merda de osei - caccherelli, e se č secca: calcinacci.
Merlo o merloto - balordo.
Meschizzo o mestizzo - quasi: mescolaticcio agg. a cosa formata di parecchie sostanze - v. anche missiar
Meschizzo: acqua meschissa - acqua salmastra.
Mescola da polenta - matterello, mestolone per la polenta
Mescola da lasagne - spianatoio per i taglierini.
Meter -
Meter a l'aria i vestiti - sciorinare i panni
Meter a man una bote - manomettere una botte
Meter a mogie - in molle - v. mogiar
Meter da so posta - di per sč
Meter de mezo - inframmettersi
Meter el vin nei fiaschi - infiascare
Meter in borezzo - in zurlo
Meter in cesta - incestare
Meter in tecia - integamare
Meter in teler - intelajare
Meter i pali ale vigne - palare le viti
Meter i ossi a segno - riporre le ossa; (fig.) - acconciarsi, accomodarsi.
Meter la vesta - gabbare, ciurmare, giuntare.
Meter le man dapertuto - mettere le mani in ogni intriso; ingerirsi dovunque
Meter su qualchedun - istigare, sobillare contro altri, mettere al punto alcuno
Meter su la boca el goto - accostare la bocca al bicchiere

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Meter su una botega - aprire un negozio, una bottega, un fondaco
Meter una spina a man - mettere una cannella - (fig.) introdurre un'usanza
Meter via - riporre
Meter zo - deporre, posare
Meter: meterse atorno al magnar - ingrassare, nutrirsi.
Meterse su - vestirsi, indossare gli abiti.
Métila via! - smettila!
Meza coa - codimozzo, - (fig.) povero gentiluomo
Meza spenta - di debole complessione.
Mi a mi - io a me
Mii - miei.
Micel - Michele v. andar.
Micel: Micelazzo - (dispreg.) Michelaccio
Micel (far el mestier de) - far la vita o l'arte di Michelaccio.
Mier - migliaio.
Miga - mica (rinforzo di negativa)
Mignognole - moine, lezii, smorfie v. ciacolezzo.
Mincioni. minciombari - Capperi! Cappita! Alla grazia!
Miracoli - S. Maria dei (chiesa) - eretta nel 1480.
Misericordia - (chiesa abbaziale).
Miseron - pigro, infingardo.
Missiada (sost.) - meschiata, mestata.
Missiamento - rimescolamento - sconvolgimento - rif. specialmente allo stomaco: v. stomego.
Missianza - miscuglio, mischianza.
Mis mas - confusione, guazzabuglio, farragine.
Missiar - mescolare, mescere, mestare, rimestare
Missiar al leto - sprimacciare il letto
Missiar el pagion del leto - rimenare il saccone
Missiar le carte - rimescolare, scossare
Missiar Ebrei co Samaritani - mescolare, confondere cose o idee disparate, mescolare lancie con mannaie
Messiar el la missia - si dice anche figuratamente riferendosi a persona che insista troppo sulle stesse idee o cose - v. masenar.
Missier - titolo che si dava ai Santi, al Doge, ai procuratori di S. Marco, al proprio padre, a persone degne di alto onore
Missier grando - o anche semplicemente missier era il "capo bargello,, o "capitan grande,, capo dei birri che in origine dev'essere stato un personaggio illustre nell'ordine dei cittadini
Missier oggidģ - significa suocero.
Missioto - v. missianza.
Mistrą - anicetto.
Mistra - maestra, donna capomaestra di qualche arte.
Mistro - maestro, capomastro, lavoratore o maestro di bottega.
Mocarsela o batersela - andarsene, svignarsela, prendere il puleggio, v. anche fagoto.
Moēegoto o mussegoto - mozzicone.
Mocolo: dar dei mocoli - dare cazzotti.
Mocolo: tirar zo dei mocoli - tirare dei cospettoni, bestemmiare.
Modegal (carne de) - v. tagio
Modion - modiglione, motulo, mensola.
Mogiaizzo - molliccio.
Mogiar - intingere, inzuppare, mettere in molle, immollare o ammollare.
Molar - allentare, slegare, svincolare, v. anche desfar, desligar, desmolar
Molar - (fig.) - cedere, assentire, rinunziare ad un'opposizione
Molar del fredo - addolcire.
Molar del giazzo - didiacciare, sgelare

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Molar el can - sguinzagliare, accanare
Molar el cao - allentare il capo della fune.
Molar el lasso - sciogliere il laccio, allentare la sorveglianza
Molar la brena al cavalo - rallentare le redini, dar la briglia al cavallo
Molar: molarghe - nel signif. di cedere
Molar: molarse el busto - allentare, slacciare
Molar: molarse fora, dala riva - staccarsi dalla riva, (fģg.) sciogliersi, uscir di gatto selvatico, dal riserbo, dall'usanza
Molar: molarse - parlando di terreno che cede, ammollarsi, franare.
Molar peae, sciafi, pugni - sciorinare calci, dare di piedi - schiaffeggiare, dar delle pugna
Molar un stramuson, un paton - v. stramuson
Molar: melighe un ponto! - cedi alcun poco!
Moleca - v. granchio molle.
Molegato - molliccico, flaccido v. anche flosso, molo, mogiaisso.
Molena de pan - mollica di pane
Molena (fig.) - rifer. a uomo fiacco.
Molesin - morbido, liscio, soffice, maneggevole
Molesin: vin molesin - vino delicato
Molesin: andar cole molesine - trattare, procedere con finezza e cortesia.
Moleta - sost. masch. - arrotino
Moleta - sost. femm. - piccola molla.
Molin - da una, da do, da tre rode - mulino d'un palmento, di due di tre palmenti, quando ha una o pił macine
Molin: che molin! - v. roda e menarosto.
Molinelo - (far tria a) - diciamo nel giuoco della tavola a mulino (v. tria) quando le pedine, o tavolette di uno dei due giuocatori sono impostate in modo che ad ogni mossa si compone la tria, onde l'avversario perde ogni volta una pedina, e quindi, senza riparo la partita
Molinelo: aver la tria a molinelo - detto fig. - macinare a due palmenti (v. molin) ossia guadagnare per due versi e doppiamente, corrisponde a: essere a cavallo del fosso, aver tre pani per coppia
Molinelo: girar la testa cerne un molinelo - girar del capo come un arcolaio, avere una gran confusione di mente.
Molo - (sost.) - con significato generico - riparo di grossa muraglia che si fa ai porti contro l'impeto del mare - con signif. locale: quel tratto della nostra Riva degli Schiavoni, in fondo alla Piazzetta che va dal giardinetto reale al ponte della paglia
Molo - (agget) - sfiaccolato, molle. floscio (rif. a persona) - (fig.) debole di carattere, di sentire
Molo - (sost.) pesce di mare -nasello (Gallus morlangus) - v. bacalą.
Molton - moltone
Molton (fig. rifer. a persona) - cocciuto, testardo
Molton: mal del molton - mal degli orecchioni.
Momi o Momolo - Girolamo
Molomo: Sior Momoleto dale vogie - si dice specialmente dei ragazzi che hanno ed esprimono voglie di frequente.
Monada - (volg.) o sempiada - bazzecola, cosa da nulla.
Monaro o munaro o muner o muliner - mugnaio.
Monaro: monari dela polenta - bolle, grumi, bernoccoli.
Monea o moneda - moneta
Monea mata - moneta falsa

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Monea: dame monea de sto franco - dammi moneta in cambio di questa lira, spezzami questa lira in spiccioli
Monea: no go monea - non ho piccola moneta, non ho di spiccioli
Monea: far monea falsa per qualchedun - (fig.) far carte false per alcuno, dar tutto sč stesso, far qualunque cosa possibile per qualcuno.
Monifa - sdolcinato, melenso, bietolone, pigolone, persona molle v. anche molo.
Montar -
Montar o, la ghe monta - gli montano i futeri (Giusti, Epist. I. 361)
Montar: presto la ghe monta e presto la ghe passa - acqua che corre non macina pił
Montar sui ēimbani o meterse in gringola - mettersi in speranza, essere adescato dal desiderio, dall'illusione.
Monzer - mungere.
Mora - donna di colorito bruno, cosi chiamata con tono confidenziale invece di: mia cara
Mora: de morer - frutto del gelso - moraiuola
Mora de spin - mora prugnola
Mora salvadega - agresta
Mora: da Padova o sareza moraciona - v. sareza
Morbin: aver morbin o morbinezzo - avere il ruzzo, zurro, buon tempo; folleggiare
Morbin: far passar el morbin - cavare il ruzzo o zurro di capo.
Morer - gelso i cui frutti si chiamano more.
Moreta - (uccello) sterpagnola
Moreta - mezza maschera - moretta.
Moreton o ciozzo col ciuffo, o anara moraciota - fischione col ciuffo - specie d'anitra selvatica.
Morgnou - sornione, musorno, cornacchia di campanile - acqua cheta.
Morigióla - topolino.
Morir cola zogia - v. zogia
Morir dal caldo - stillarsi dal caldo
Morir de la so bona morte - di morte naturale, di malattia; coi conforti religiosi; non d'im- provviso o di morte violenta, o per infortunio
Morir drio a uno o a una roba - struggersi di passione per una persona, di ardente desiderio per possedere una cosa.
Moro: Vien qua moro! - (modo affettuoso o scherzoso o ironico di invitare una persona ad avvicinarsi a noi) - Ehi tu! avvicinati, buon uomo!
Moro - (pesce) specie di raia che puņ talvolta raggiungere il peso di 70 chilogrammi.
Morosar, smorosar - amoreggiare, civettare.
Morsegar - mordere, addentare, morsecchiare.
Morsegon - morso, morsicatura.
Morter - mortajo
Morter - Chiamasi volgarmente la vecia del morter la nota scultura rappresentante una vecchia che affacciandosi alla finestra urta e fa cadere sulla strada un mortaio (43).
Mosca d'oro - cantarina e cantarella
Mosca cagnina - assillo o mosca canina o mosca cavallina
Mosca: aver la mosca mora - aver la luna, le paturnie
Mosca: ogni mosca ghe par un cavalo - ogni bruscolo gli pare una trave.
Moscardin - vagheggino, bellimbusto, ganimede.
Moscariola o moscarola o moscheto - moscariuola.
Mossato - zanzara.
Mostra de galantarie - scarabattolo

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Mostra dele maneghe - paramano.
Mostricio - mostricciatolo (in senso vezzeggiativo e dispregiativo).
Mostrizar - render mostruoso.
Mota (de roba) - cumulo.
Mozza - umile barca tozza che serviva a traghettare.
Mua - muta
Mua de cavai, de cani, de colombi - e cioč un certo numero di....
Muar - mutare.
Muci - (esclamazione con cenno per far tacere) - zitto! silenzio! - In italiano significa la voce con cui si chiama il gatto
Muci: star muci - tacere, restar chiotto, zitto, mogio.
Muciar - ammucchiare, accumu-
lare, ammassare, aggrumolare. -
Mucio - mucchio, cumulo, gruppo
Mucio de ave, de vespe - gomitolo d'api, di vespe
Mucio de coresini, piante, o de fiori - cespo di virgulti, di fiori
Mucio de fien - maragnola
Mucio de legne - legnalo, catasta
Mucio de soldi - gruzzolo.
Mucio farse in t'un mucio - accocolarsi, rannicchiarsi, raggrupparsi.
Muta (ciapar la) - pigliar di muffa.
Mufadin - muffaticcio.
Muger - moglie (mogliera).
Mula o muleta - pianella, pantofola, petacchina (cosģ detta perchč partecipava della scarpa e della ciabatta).
Mulada o colpo de mula - pianellata
Mulada - (fig.) atto di ostinazione, di cocciutaggine
Muloto - zoccolo col tomajo di pelle, e con tutto il rimanente di legno.
Munaro o muner - mugnajo.
Munega - arnese di legno, intelaiato, a cui si applica uno scaldino e si mette nel letto per iscaldarlo.
Munegheta - uccello palustre (mergooca minore) id. di mare (mergus albellus) Cosi chiamasi nel dialetto il granello di sorgo turco fatto sbocciare fra la cenere calda (44).
Murazzo - muraccio, muraglione.
Murazzi - muraglioni di macigni fatti erigere dalla Repubblica veneta lungo una gran parte del litorale che da Pellestrina si estende fino al di lą di Chioggia per tenere riparate le lagune dall'azione del mare.
Murelo de fasso - rocchio di legno
Murelo de luganega - salsicciolo o rocchio di lucanica - v. luganega
Murelo de bisato - rocchio d'anguilla.
Murer - muratore
Murer: I mureri - avevano Scuola nella chiesa di S. Samuele, con altare, sepolcro proprio; avevano altresģ un proprio albergo.
Muro a cassela - muraglia a cassa
Muro grezo o cola prima marita - muro arricciato, a cui si č dato la prima mano o crosta della calcina - v. calēina
Muro da mezza piera - muro sottile
Muro - id. (fig.) - persona di debole complessione
Muro da una piera sola - sopramattone.
Musana - musaccio, musone.
Museto o musin belo - bei visino grazioso
Museto salsicciotto - specie di salame che per lo pił si mangia lessato.
Musina - salvadanajo
Musina: far musina - far gruzzolo, aggruzzolare.
Muso da do musi - o roto, o de tola - uomo falso - doppio - impudente - sfrontato

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Muso da luna de Agosto - "faccione a luna piena,,
Muso da San Marco spegazzą o da leon in moleca - faccia orrida, ceffo da impiccato, rincagnato, truce
Muso: andar al muso de uno - affrontare aggressivamente
Muso: far o tegnir el muso - fare o tenere il broncio v. anche ilunarse, ingrugnarse e smara
Muso: ghe vol un bel muso - ci vuole una faccia tosta
Muso tuto a rape - grinzoso, simile al dattero.
Musso - asino, ciucco, somaro
Musso: far el musso - incaponirsi - v. anche imussarse, esser cocciuto
Mustazzada - sgridata, aspro rimprovero.
Mustazzo - mostaccio, ceffo, visaccio, mutria.
Muzzegar - maciullare, biasciare, denticchiare, mozzicare.
Muzzegoto - mozzicone, troncone
Muzzegoto de pan o d'altro - scamuzzolo, rosura.
N -
Nadal - (nome proprio) Natale.
Nalba - malva.
Nalboni - altea.
Nana o Nanela - Anna, Giovanna.
Nana (far) - espressione bambinesca - dormire.
Nanarela - suol dirsi di donna che nel camminare imita l'anitra: quasi anitrella.
Nando - Ferdinando.
Nane - Giovanni.
Nano - Ottaviano.
Napa o napara - nasaccia, nasone, napa del camin - capanna; ceppo. Napa dicesi da alcuni per idiotismo invece di mapa.
Naranza - arancia o arancio o melarancia.
Naranzada - aranciata o melaranciata.
Naranzon (color) - color aranciato o arancione.
Nardo - Bernardo o Leonardo.
Naroncolo - ranuncolo
Nasada - (sost.) - annusata.
Nasar - fiutare, annasare, odorare
Nasar: farse nasar - (fig.) - farsi scorgere, lasciarsi scoprire, anche in senso fig.
Naso -
Naso (ale del) - falde del naso
Naso (busi del) - narici del naso
Naso coi busi grandģ - spiacciato (le cui narici sono molto depresse)
Naso che ghe piove in boca - sgrignuto, adunco
Naso in su - rincagnato, rivolto all'insł
Naso scagnelo del - dorso o spina del naso
Naso del caenazzo - boncinello del catenaccio
Naso del lucheto - arco del luchetto
Naso del saltarelo - monachelle
Naso: aver naso - intendersene
Naso: aver el naso stropa - aver il naso intasato
Naso: sangue da naso - emorragia nasale.
Naspar - annaspare, agguindolare.
Nasser - nascere
Nasser fortuna, cola camiseta - nascere in piedi, in grembo a Giove

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Naspersego - pesca-noce.
Nastasia - Anastasia.
Nastruzzo - nasturzio, crescione.
Natarelo - espressione popolare scherzosa per dire: bricconcello.
Nato d'un can o fiol d'un can - espressione volgare ingiuriosa (o talvolta adoperata scherzosamente, come natarelo) - cane, roba da cani.
Natole - tegole
Natole: soto le natole - sotto il tetto.
Navesela - navicella; piccolo stromento per lavoro a rete; recipiente per incenso usato nelle cerimonie religiose; orna- mento che le donne di qualche contado portano agli orecchi.
Negro dala bóta - v. bóta
Nembaizza - uragano, tempesta orribile: dicesi anche per - nembo imminente o cielo infruscato e tonante che minaccia la tempesta
Nembaizza: Se ingropa una nembaizza - maniera metaforica che vale: il tempo comincia a rabbuffarsi - minaccia una tempesta, si avvicina un uragano.
Nena - balia, nutrice
Nena: la par la nena de Pilato - pare la nencia di Barberino: dicesi di persona sciatta nel vestito - č una manimorcia, una sciammannata
Nena: dopo che l'ho dą a nena no l'ho pił visto - maniera popolare che vale: non lo vidi mai in vita mia, non lo conosco
Nena: E quei dela Nena? - e gli anni della balia? Č questa la domanda che si rivolge in tono di scherzo a chi vuol nascondere un'etą molto superiore a quella dichiarata.
Nene - Elena.
Néno - balio, il marito della balia.
Nčno - Eugenio
Nespoler - nespolo.
Nessa - nipote.
Netar - pulire nettįre.
Netizia - nettezza, pulizia
Netizia: far netizia - si dice anche nel significato di: portar via, far repulisti, consumare il suo o l'altrui, fare lo spiano.
Neto (metar in) meter in neto un manoscrito - ricopiare con cura un manoscritto.
Niar - annidare
Niar: niaro - uovo che si lascia persegno nel nido delle galline.
Nicoloti - Abitanti della parrocchia di S. Nicolo (45).
Ninar o ninolar i putei - ninnare i bambini.
Nio o niaro - nido, covo.
Nizziol o nenziol - lenzuolo
Nizziol da do o da tre teli - lenzuolo da due o tre altezze.
Nogarin - color noce.
Neghera - noce maschio (Iuglans regia).
Nolesin - vetturino, noleggiatore di carrozze.
Nombolo - v. tagio.
Nome - (forma avverb.) - appena, or ora, poco fa.
Nonzolo - scaccino.
Nosa - noce (frutto) formata di guscio e gheriglio
Nosa: esser pien de nose o de cuche - aver pił debiti della lepre.
Nosele - nocciuole.
Nosele del brazzo - noci del braccio
Nosele: nosela feltrino - noce stiacciamani.
Noseler - (albero) - nocciuolo.
Notomia - (volg.) anatomia (Corte dela) denominazione di una corte a San Giacomo dall'Orio dove si aprģ la prima scuola o teatro d'anatomia nel 1671: questa poi passņ all'ospedale civile di Venezia e all'Universitą di Padova.

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Novizza - fidanzata, promessa sposa.
Nuar - nuotare
Nuar come el piombo - nuotare pesantemente, come un vomero
Nuar de spassagio - dicesi di chi nuota, tenendo la testa sopra acqua, mentre solleva un braccio per volta, ordinariamente battendolo sopra l'acqua per romperla e spingersi innanzi
Nuar a barbusseto - dicesi di chi nuota appoggiando il mento ad una tavola galleggiante, ultimo esperimento di chi imprende a nuotare cņlla tavola prima d'abbandonarla
Nuar - v. caorģo
Nuar ne l'onto e nel bombazo - fig. vivere colle proprie comoditą, nell'agiatezza, nell'abbondanza, senza difficoltą o contrarietą.
O -
O - lettera vocale dell'alfabeto che presa in forza di sostantivo č mascolino
O bravo! -
Oą: sigar oą - vagire, piagnucolare proprio dei bambini.
Oca (andar in) - andare in Emaus, smarrirsi di memoria, d'attenzione.
Ocato - papero, paperello.
Oci bisatai o da menala - occhi sbattuti, languidi
Oci buleghini - occhi vivaci
Oci ēimeghini - occhi sbirciati
Oci da canagia - occhi truci
Oci da gato - occhi cesii, verdognoli
Oci da sono - occhi dormigliosi
Oci del brodo - occhi, scandella della pentola
Oci de la bertoela - anelli della bandella
Oci del caenazzo - anelli del catenaccio
Oci del prefazio - cipiglio
Oci fodrai de persuto - occhi scerpellati
Oci pianzoti - imbambolati
Oci incagolai o impetolai - (volg.) - cisposi
Oci in dentro - occhi affossati
Oci in fora - sporgenti, bovini
Oci sbardelai - occhi sbalestrati
Oci sgarbelai o ingarbelai - scerpellini o scerpellati
Oci: far moto coi oci - ammiccare o strizzare (dell'occhio)
Oci: lassar i oci drio a.... - non istancarsi di seguire con occhio teso una persona al momento di allontanarsene
Oci: tirar i oci - aguzzare, sbarrare gli occhi
Oci: tor i oci - (effetto di corpo luminoso), abbagliare.
Ocialer - occhialaio: artefice d'occhiali
Ocialer: ocieto de fero da tacar quadri - o altro - appiccagnolo
Ocialer: id. de fero da finestre - gangherello.
Ocio de bó - occhio bovino
Ocio da pesce straco - v. menola
Ocio del brodo - scandella
Ocio: bufar un ocio - dar un'occhio, un'occhiata
Ocio: esser l'ocio dreto de qualchedun - esser il beniamimo, il favorito, il mignone, il cucco

83
Ocio: far de ocio - ammiccare, strizzar l'occhio
Ocio, eh! - bada eh!
Oco - cervellino d'oca; castronaccio.
Odor (o spuzza) -
Odor da arso, da brusą - di bruciaticcio
Odor da lispio - saper di mucido
Odor da onto - di leppo
Odor da mocolo stuą - odor nidoroso
Odor da vovi marsi - nidore e putire d'ova tradice
Odor: saver da bon odor - olezzare, saper di mille odori
Odor: da cativo odor - puzzare.
Ogio - (bosseta de l') - v. bozzeta
Ogio: star sora come l'ogio - v. sora
Ogni qual trato - di tratto in tratto.
Ognissanti - (Chiesa) edif. nel 1472.
Oladega - volatica; empetigine - (tricofizia circinata o erpete circinato).
Olivo benedeto - palmizio che si distribuisce in piccoli rami la settimana santa.
Ombra - Con questa voce i bevitori indicano la decima parte d'un litro di vino
Ombra: gnanca per ombra - v. gnanca
Ombra: esser l'ombra de Nino - rifer. ad importuno che si caccia sempre tra i piedi.
Ombrela del fongo - cappello del fungo
Ombrela: ombreler - ombrellaio.
Omo ben trezzą, ben messo - tarchiato, di bella taglia, atticciato, v. tagią
Omo ben tegnuo - attempato ma vigoroso - ben curato
Omo bon da gnente - uomo da succiole, di nessuna abilitą
Omo bon da tuto - uomo da bosco e da riviera; d'ingegno versatile
Omo de afari - da faccende; dedito agli interessi, alle speculazioni
Omo de legno - appicca cappe (arnese di legno per sostenere vesti)
Omo - (fig.) - uomo duro, impassibile
Omo entrante - prosperoso, rubizzo, florido
Omo fredo - cencio molle, pulcin bagnato
Omo in cotole o cotoleta - imbelle, debole, effeminato
Omo in pie - risoluto, energico
Omo el ga de l'ometo! - ha del sennino!
Omo: l'č un ometo in gamba - č un uomo ammodo, di proposito, di conto, di voglia.
Onaro o oner - ontano.
Onfegar - ungere superficialmente.
Ongia: bianco da l'ongia - lunetta (quella delle bestie dicesi: tuello)
Ongia: pelesina dele onge - pipita
Ongia: El ga le onge de la gran bestia - ha gli unghioni (detto famigl. pop.) ha le unghie lunghe.
Ontizzo - unticcio, untuoso.
Onto - (sost.) untume
Onto - (agg.) - unto
Onto: L'č onto? - č alticcio
Onto: sporcar da onto - inzafardare
Onto: dare un'onta e una ponta - darne una cotta ed una cruda.
Onza - parte dodicesima di una libbra.
Orada (pesce) - orata.
Oraro - lauro.
Orbar - accecare, abbacinare, abbagliare.
Orbarole - traveggole.
Orbigolo o orbisigolo, orbicio - balusante, losco.
Orbo - cieco, abbacinato
Orbo dal ciaro, dal sol - abbagliato, abbarbagliato

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Orbo: dar bóte da orbi o darghene un fraco - v. fraco
Orbo: quel che ēerca l'orbo - quel che appunto si desiderava, si voleva
Orbo: senza bezzi l'orbo no canta - per nulla non s'ha nulla
Orese - orefice, orafo.
Ormesin - ermellino o armellino (piccolo animale quadrupede) bianchissimo le cui pelli servivano a listare le vesti dei patrizi veneti nella mezza stagione (46).
Oro (coll'o largo). -
Oro agro - oro bianco (legato in gran parte coll'argento)
Oro cantarin - orpello, canterello
Oro de zechin - sopraffino
Oro: l'oro no ciapa macia - (fig.) l'uomo puro resta puro
Oro massizzo - oro sodo, senza mescolanze
Oro: gnanca ch'el fosse oro colą! - quasichč fosse oro di coppella!
Oro (coll'o stretto) - lembo, margine, estremitą
Oro del leto - proda o prodicella
Oro dele palpiere - orlo delle palpebre: nepitello o nipitello
Oro: a oro via - sull'orlo, lungo il margine.
Orsar - levigare, pulire.
Orseta - Orsola.
Orsogio - orsojo, ordito.
Orzar o dar l'orzo - battere, percuotere.
Osmarin - ramerino o rosmarino.
Ose - voce
Ose - in termine del Governo della Republica veneta significava: impieghi vacanti, nomine
Ose o ēigo - o lamento, o son dela ose dele bestie - grido suono, verso di animali
Ose de l'agnelo - belato
Ose de l'aseno - raglio
Ose de l'ava - ronzio
Ose dal bņ - mugghio, muggito
Ose del can - abbaio, latrato, canizza mugolamento o miagolio, guaito, uggiolar, ringhio, ululo o ululato, schiattare, squittire, guaiolare, ustolare
Ose dei calabroni - ronzio
Ose del cavalo - nitrito
Ose dela cavra - belato
Ose de l'elefante - barrito
Ose del gato - miagolio, gnaulio
Ose del leon - ruggito, rugghģo
Ose del lovo - del lupo - urlo
Ose de l'orso - fremito
Ose de la piegora - belato
Ose del porco - grugnito
Ose dela rana - gracidio
Ose del serpente - fischio, sibilo
Ose del sorze - strido o stridģo - de inseti
Ose de l'ava - (dell'ape)
Ose dei calabroni - ronzio
Ose dela mosca - ronzio
Ose dei mossati - (delle zanzare) - ronzio
Ose dela vespa - ronzio
Ose dela ēigala - stridore
Ose del grilo - grillare, stridģo.
Osela - specie di medaglia d'argento del valore di soldi 32 ½ - lire 3 e soldi 18 veneti (poi aumento di valore) che sotto la Repubblica veneta si, distribuivano nel giorno di S. Barbara dal doge a tutti i patrizii che avevano voto nel Maggior Consiglio; il doge A. Grimani la sostituģ al dono di uccelli uccisi a caccia
Oselada, oseliera - uccelliere - v. rocolo.
Oselanda, oselada - uccellaia, uccellare, uccellagione, frasconaia
Oselar - uccellare - fig. zimbellare.
Oseliera - uccelliera (luogo dove si conservano vivi gli uccelli).
Oselo da reciamo - uccello, cantaiuolo
Oselo: oseleto da nido - guascherino
Oselo: oselon (fig.) - furbachione

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Oselo: reciamo da osei - fischietto di richiamo.
Osmarin - rosmarino.
Ospealeto - a S. Zanipolo fu fondato nel 1627.
Osso -
Osso de balena - stecca
Osso de la gamba - fusolo focile; tibia dicesi il maggiore; tibulo il minore.
Osso de la spala - scapula
Osso del brazzo - focile del braccio; il maggiore dicesi ulna; il minore, raggio
Osso del colo - nodo, catena del collo
Osso del fianco - ischio
Osso dei fruti - nocciolo
Osso fora de logo - lussazione, slogamento d'un osso
Osso duro da rosegar - osso duro a rodere - fig. impresa difficile.
Ossocollo - specie di salsiccione che mangiasi crudo a fette, fatto di carne porcina.
Osto - oste.
Ostregher - ostricaio.
Ostregheta! - (esclam. popol.) - per Bacco, perdinci! Affč di Dio!
P -
Paca - percossa, colpo - v. anche bóta.
Paca: aver o darse paca - darsi pretesa
Paca: de paca - di botto.
Pachea de mar - maccheria (calma di mare, spianato e smaccatissimo, quando il cielo č nuvoloso) - vento di scilocco.
Paciar - mangiare sgraziatamente
Paciar - In italiano la voce bassa pacchiare significherebbe piuttosto mangiare del buono, senza risparmio.
Paciarela - mota, fanghiglia.
Pacioto o pacion - pacchierotto; paffuto (dicesi per lo pił di giovinetto grasso e rubicondo) pacchione.
Paciugada - cipollata.
Paciugo o pacio - pacciume, imbratto, pacchio.
Paciugon - v. sbrodegon.
Padiglion - parato a padiglione, zanzariera.
Paela - padella - v. fersora.
Paganelo - piccolo cobio (gobius paganellus). v. go e scagioto.
Pagar ala romana - a bocca e borsa.
Pagiaro - pagliajo.
Pagiazzo - pagliaccio, buffone
Pagiazzo saccone - pagliariccio o pagion da letto v. brusar.
Pagieta - pagliuzza - cappello di paglia.
Pagiol - fondo di gondola o di battello
Pagiol de tole - intavolatura fatta per riparare dall'umiditą il fondo d'una camera o di un bastimento.
Pagiola dela testa - forfora del cuoio cappelluto.
Pagno - abbrev. di: compagno.
Pair o palir - patire, scontare, digerire anche in senso traslato
Pair la bala - v. bala.
Palagremo - (che suona paragremium) - paralembo: specie di grembiule che i bottegai ed i guatteri portono al davanti, allacciato alla cintura, per difendere i panni.

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Palamagio - pallamaglio (giuoco).
Palamida (pesce) o palamia - palamita o ciortone.
Palancola - pancone ; legno segato per lungo dall'albero, di grossezza maggiore di tre dita.
Palandra - buccia di cocomero - palandra in italiano signif.: bastimento da commercio, specie di brigantino - veste da uomo, lunga e assai larga.
Palassiola - piccola sardella.
Paleta da fogher - paletta del focolajo.
Paleto - cosģ si indica tuttora un piccolo palo dinanzi al quale i regatanti devono svoltare per giungere al punto d'arrivo.
Paiir - v. pair.
Palo (restar al) - si dice di donna che non piglia marito
Palo dele vigne - broncone
Palo: el xe un palo - v. salgher.
Palpiera - palpebra; nipitello.
Palpon - v. a.
Palpugnar - palpeggiare, brancicare.
Palpugnon - (sost.) brancicone, brancicatore.
Paltan - pantano.
Paluo - palude.
Pampalugo o pampe - pippione, scioccone, scimunito, pinchellone, da poco
Pampalugo: pampalugheto - scemo; scimunitello; zughetto
Pampalugo - dicesi del fante di spade nelle carte da giuoco.
Pąmpano - viticcio, capriuolo (tralcio di viti che si avviticchia inanellandosi) - pampino
Pąmpano - (fig.) baccellone; semplicione, merendone, sciocco.
Pan ben levą o spanķo - alluminato; sbocciato
Pan bogio - pan cotto o buffetto
Pan brusą o brustoią - abbruciatiocio: abbrustolito
Pan coto in pressa - pane arrabbiato - (v. anche ciopa)
Pan de castagne - castagnaccio
Pan de fior de farina - buffetto
Pan de spagna - v. savogiardo
Pan de tuta farina o massarin - inferigno o confusaneo: di segala
Pan de vezza - vecciato o veccioso
Pan gratą - grattuggiato
Pan incagnķo - pane incoticato o diventato duro anche perchč mal lavorato o perchč cotto da parecchi giorni
Pan mal levą - mazzero
Pan poeo coto o mezo coto - cotticcio
Pan rostģo - crescentina (fetta di pane arrostita, poi sparsa d'olio, sale, pepe)
Pan semolei o massarin - inferrigno
Pan suto - v. viver
Pan tuto crosta o tropo coto - incoticato, incrostinato
Pan tegnazzo o vecio - (cotto da pił di un giorno e divenuto piuttosto duro)
Pan: bina de pan - piccia, fil di pane
Pan: dar pan e bastonae - dare il pane colla balestra, malvolentieri - v. onto
Pan: el pan dei mincioni xe el primo magną - i merlotti sono pelati
Pan: levar del pan - lievitare del pane
Pan: L'č un pan onto - č una bazza
Pan: l'e un pan che s'impresta - rendere la pariglia; ricambiare d'un servizio, d'un favore
Pan: panazzo o panata - panaccio
Pan porcin - ciclamino.
Pana - crema, fior di latte; la parte pił grassa del latte, dibattuta, leva in capo e si trasforma a guisa di neve: si chiama panna specialmente a Venezia ed a Firenze.

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Panada o panadela - panata, pancotto.
Panadele de semenze de lin - empiastro di semi di lino.
Panar - appanare, offuscare.
Panariol - asse del pan; paniere - (tavola bislunga e spianata su cui si ripone il pane per portarlo al forno)
Panarizzo - patereccio o panericcio.
Panciana - (agg. ad uomo) - sballone, bubbolone
Panciana o pancianada - (sost.) fola, favola, fandonia, baggianata, pagliacciata.
Pandolo - confortino; specie di pasta dolce o biscottino intriso di burro e zucchero, di forma oblunga che si inzuppa nel caffč, latte ecc.
Pandolo - (fig. rifer. ad uomo) - balordo, stordito, goffo, tempellone.
Pane - (sost. plur.) del viso - lentiggini.
Panela da viscio - paniuzza; fuscelletto impaniato che si adatta su vergelli (vergoni) per pigliare gli uccelli.
Paneselo - pannicello.
Paneto - pane, panino
Paneto col pien - ripieno, gravido.
Panimbrodo - pan molle, zuppa in brodo.
Panizzo - panķco.
Pantalon (S.) - Pantaleone - chiesa di - edif. prima del 1000
Pantalon - Maschera veneziana rappresentante un mercante veneziano onesto, ma bonario e quindi preso talvolta di mira dagli ingannatori. Ne derivņ il modo di dire molto diffuso: paga pantalon - paga il pił minchione; o anche: paga il popolo perchč questo, troppo spesso, paga, tace e si rassegna
Pantalon: far el pantalon - (47) dire e comportarsi in modo da apparire troppo ingenui e talvolta goffi e sciocchi.
Pantasso - entragno, feccia: cibo non ancora digerito che trovasi negli intestini
Pantegana - topo delle chiaviche o sorcio d'acqua (mus decumanus)
Panza - pancia, ventre, epa
Panza fiapa - guizza, vizza
Panza: rider a crepa panza - ridere a crepapelle.
Panza: far panza - far corpo
Panza: star cola panza in su - star supino o resupino
Panza id. in zo - star boccone
Panza: magnar da impenirse la panza - v. magnar
Panza: panzon - trippaccia, buzzone
Panza: panzeta de ton - sorra ; cosģ chiamasi la carne della pancia del tonno, sia fresca, sia salata; quando č posta in salamoja dicesi: tarantela, la quale č pił precisamente la parte del tonno sott'olio, tagliata fra la schiena e la pancetta
Panza: panzetta del porco - pancia di porco - v. ventresini o ventresca.
Papafigo - (termine marinaresco) - gabbiozzo (l'albero che porta la gabbia e la vela dell albero di gabbia).
Papagą - pappagallo
Papagą - vaso oblungo e basso, consimile all'orinale.
Paparela - pappina, pappolata.
Paparele - pappardelle
Paparele: Sior Marco paparele - tipo d'idiota.
Paparoto - v. paparela.
Papatasi - specie di zanzara (culex pulicaris)
Papatasi - (fig.) - soppiattone; gattone; chi sopporta i torti della moglie per tornaconto.

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Pape de lin - v. panadele.
Papin - pasta dolce - ceffone.
Papolar - pappare, sconocchiare, smammolarsi.
Papoto - v. pacioto.
Papuzza - babbuccia.
Papuzzaro - venditore di babbuccie.
Par - sincop. di paron; p. e. Par Isepo, Par Zuane.
Parabote - cercine; guancialetivo a guisa di cerchio per ripararo il capo dei bambini dalle percosse.
Parada - parata
Parada - l'atto del tragittare da un canale all'altro da parte del gondoliere e il prezzo che ne riceve.
Paranco - paranchina e paranchino o palano.
Parangola - manovella, leva.
Parangon - drappo di seta - denominazione d'una calle di Venezia - Rialto dove si fabbricavan codeste stoffe che per la loro finezza e perfezione si chiamavano appunto di paragone.
Paraori - mčta, termine, fine
Paraori: esser sui paraori - essere molto prossimo a perdere, a finire, a morire. Dicesi anche di donna moldo vicina al parto.
Parar via i cavai - guidare i cavalli
Parar zo - Mandare gił, inghiottire, tollerare
Parar: paré (fr.) - tavolato, assito, tramezzo, parete piccola
Parar: parer da stranio - saper reo.
Parecio - preparativo.
Parlar in ponto de piron - in punta di forchetta, parlar leccato, parlar cola fiaca, cola camoma - parlar melenso, collo strascico
Parlar cola boca - parlare senza riflettere
Parlar sgnanfo - parlare col naso
Paron - padrone.
Parpagiola - v. pavegia.
Parpagnaco - specie di foccaccetta ovale
Parpagnaco: un bon parpagnaco - (fig.) mestolone, bonario.
Parsuto - prosciutto.
Parussola - cingallegra.
Pasqueta - Epifania.
Pasina - corruzione di: piscina - localitą a S. Silvestre verso il Canal grande.
Passa (ua) - v. ua.
Passą - immezzito; spec: dicesi delle frutta o d'altre cose soggetto a deperimento, quand'č passato il loro momento migliore e tendono nel gusto e nella sostanza a guastarsi
Passą: passadin - sommoscio, alquanto moscio, appassito, dicesi specialmente: delle frutta, come per passą. Rifer. a persona: attempatello.
Passabrodo - colino, staccio.
Passadin - rifer: a persona attempatella.
Passadora - stamigna di rame.
Passagia - chiudenda; quella chiusa che si fa negli orti, o riparo con siepe.
Passar - davanti e indrio a un logo - fare la passata dinanzi ad una casa, aggirarsi intorno ad essa
Passar arente - passar davvicino; rasentare.
Passarin - (pesce) - passerina (pleuronectis flexus)
Passarin del sciopo - grilletto
Passarin: tirar el passarin - sgrillettare
Passarin: far un passarin - (giuoco) fare una passata, cioč arrischiare di rispondere con una carta inferiore che potrebbe essere presa da altra superiore

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Passarin: far passarini - far saltare le piastrelle a fior d'acqua.
Passatizzio - cavalcavia - passatoio
Passeto - braccio, metro, per misurare.
Passir - appassire.
Pasta de marzapan - buon piastricciano, buon diavolaccio
Pasta frola - pasta reale.
Pastela o pastume - intriso.
Pastizzon - bindolo; armeggione, imbroglione.
Pataca - zero, nulla.
Patacheo - vivanda grossolana che si vende ancora a Burano, e a Chioggia, composta di farina, mele, noci e mandorle.
Patacon - grossa moneta di rame (48) - macchia d'olio o di grasso che sia in un vestito o simile (ital. - frittella).
Patafia (Madama) - patafiona - dicesi per dispregio a donna assai grossa e goffa.
Patanflana - frottola; panzana.
Palatin - patatun - bņtte, legnate in abbondanza!
Pataton - divoratore di patate, grossolano di persona e di gusti.
Patatunfete - patatrac.
Patela dele scarsele - finta, rivolta, pistagna
Patela dele braghesse - toppa, parte della brachetta - pendolina che copre lo sparato della parte anteriore.
Pati - (no darsela a) - non sapere adattarsi, rassegnarsi
Pati ciari e amicizia longa - conti chiari e amici cari.
Pato dela scala - limitare, mazza di ferro o di legno per appoggiarsi nel salire le scale.
Patoco: marzo patoco - marcio fradicio, infracidito (dicesi spec. di uomo consunto da gravi malattie e di carni).
Paton - v. stramuson.
Paura che fa tremar le buele in corpo - sensazione profonda cagionata da grande sbigottimento.
Pavana (cavarse la) - scapricciarsi, cavarsi il ticchio - v. pivia
Pavegia o pavegiola - farfalla o farfalletta.
Pavero - stoppino - lucignolo.
Peada - pedata, calcio - v. trar.
Pedana - v. sbiego
Peagno - cavalcafossa, passatoio.
Peata - piatta, chiatta o barcaccia piatta da carico usata pel trasporto di mercanzie in Venezia (49).
Peater - chiattaiuolo, o barcaiuolo che voga in piatta e il proprietario di questa.
Pecą: no la val i so pecai - non vale una foglia di porro.
Pecólo - stelo, picciuolo
Pecólo del boton - gambo, attaccatura dei bottoni
Pecólo: pecosso del porco - ginocchiello.
Pegola - pece
Pegola: de che pegola! - di che pezza; di quale portata!
Pegola da violin - colofonia.
Pegoloto - venditore di pece
Pegoloto: Pegoloti - si chiamavano anche i calafati (calafai); formavano una «arte».
Pegorer - pecoraģo.
Pegorin - pecorino.
Pelacuchi - uomo calvo.
Pelandron - poltrone, schifanoia.
Pelar -
Pelar i albori - brucare gli alberi
Pelar le fogie - sfrondare le foglie
Pelar i fiori - spicciolare i fiori
Pelar i fruti, i legumi - sbucciare mondare le frutta, i legumi
Pelar i ovi - mondare le uova
Pelar i osei - spennare gli uccelli.
Pelatier - conciatori di pelli.

90
Pelegata - pellaccia; pelle floscia, avvizzita.
Pelo mato - lanuggine.
Peloto o peluco - peluzzo, primo pelo, peluria.<